Personaggi Storici: Paul Marcinkus

Inizia oggi la nuova rubrica “Personaggi storici” dell’Archivio di Storia Contemporanea, dove andremo ad approfondire il personaggio di Paul Marcinkus.

Paul Marcinkus, arcivescovo statunitense, si trasferisce a Roma negli anni ’50, dove studia presso la Pontificia Università Gregoriana. Qui ha la possibilità di lavorare nella sezione inglese della Segreteria di Stato del Vaticano. Conosce in quel periodo Mons. Montini, futuro Papa Paolo VI.

Il card. Marcinkus è un personaggio misterioso. Il suo nome appare in ogni scandalo del nostro Paese. Nel 1967 entra nella massoneria. Dopo due anni riceve la consacrazione episcopale nella Basilica di San Pietro. Riceve l’incarico, direttamente da Paolo VI, di organizzare il servizio di guardia del corpo della sua persona.

In questo periodo stringe amicizia con David Matthew Kennedy, banchiere e poi ministro delle finanze sotto la presidenza di Nixon. Sarà lui a far incontrare Marcinkus e il banchiere italiano Michele Sindona (affiliato P2, artefice del famoso “Crack Sindona”, ovvero il fallimento di tutte le sue banche, personaggio controverso che ha avuto contatti con Cosa Nostra).

Da qui Marcinkus conoscerà anche Roberto Calvi, presidente del Banco Ambrosiano (anche lui affiliato P2). Proprio con Calvi fonda, nel 1971, la Cisalpina Overseas Nassau Bank, dove nel consiglio di amministrazione figurano personaggi come Licio Gelli (capo della Loggia P2).

L’elezione di Marcinkus a Presidente dello IOR e il coinvolgimento negli scandali degli anni ’70 e ’80

Dallo stesso anno, fino al 1989, è Presidente dello IOR (Istituto per le Opere di Religione), ovvero la Banca Vaticana. Nel frattempo continua ad avere rapporti con il Banco Ambrosiano e con Calvi.

Nel 1973 scatta il primo interrogatorio per un presunto caso di riciclaggio di denaro sporco che partiva dalla mafia di New York verso il Vaticano. Marcinkus viene assolto per insufficienza di prove. Il Banco Ambrosiano subisce il crack e il cardinale è coinvolto in quanto Presidente dello IOR. Riesce ad evitare l’arresto nel 1987 grazie al passaporto diplomatico vaticano.

Il suo nome appare anche nell’inchiesta riguardante la scomparsa di Emanuela Orlandi (avvenuta nel 1983) , in quella sulla morte misteriosa di Papa Luciani e in quella su presunti abusi sessuali su giovani seminaristi. Nel 1997 si dimette da ogni incarico e l’anno dopo torna negli USA. Muore nel 2006.

Margherita Rugieri per Questione Civile XXI

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