Lo scisma anglicano: da Enrico VIII ad Elisabetta I

Oggi, l’Archivio di Storia Moderna intende continuare a fornire un contributo di approfondimento al tema della Riforma Protestante, affrontando i fatti storici che hanno portato al celebre Scisma Anglicano, partendo da Enrico VIII, passando per Edoardo VI, Maria La Sanguinaria, fino ad arrivare al regno di Elisabetta I.

Enrico VIII

Enrico VIII Tudor era figlio del sovrano Enrico VII e di Elisabetta di York ed era secondo in linea di successione: divenne erede al trono all’età di soli 11 anni, in seguito alla morte di suo fratello Arturo. Suo padre decise di attuare un’alleanza matrimoniale tra Inghilterra e Spagna, facendo sposare il secondo figlio con la vedova di suo fratello, Caterina D’Aragona, figlia della Regina Isabella. Tuttavia, servì una dispensa papale per attuare le nozze, in quanto bisognava essere sicuri sulla legittimità di esse.

L’11 giugno del 1509, Enrico, divenuto sovrano, sposò Caterina e, il 24 giugno, ebbe luogo presso l’abbazia di Westminister, l’incoronazione di entrambi. Egli aderì, su proposta del cardinale Thomas Wolsey, alla Lega Santa, ovvero un’alleanza promossa dal Papa Giulio II per fermare l’espansionismo di Luigi XII, re di Francia. A questa aderirono anche l’Imperatore del Sacro Romano Impero, Massimiliano I e il re di Spagna Ferdinando II. Poco dopo, però, decise di avviare le trattative di pace con la Francia.

Nel frattempo, durante quello stesso periodo divenne sovrano di Spagna e poi Imperatore del Sacro Romano Impero il nipote della Regina Caterina, Carlo V. Anche in Francia cambiò il sovrano: Francesco I divenne Re e cercò subito l’appoggio inglese ma, a sorpresa, Enrico VIII strinse un’alleanza proprio con Carlo V. Sul fronte interno, intanto, sua moglie non riuscì a dargli il tanto atteso erede maschio; partorì sì due maschi, ma entrambi morirono quasi subito; solo nel 1516 partorì una bambina, Maria.

Il secondo matrimonio e l’atto di Supremazia (1534): inizia lo Scisma Anglicano

Dopo qualche anno, Enrico cominciò a corteggiare la bellissima dama di compagnia di Caterina, Anna Bolena. Spinto dal desiderio forte di avere un erede maschio, decise di annullare il matrimonio con la sovrana spagnola. Senza ascoltare Wolsey, si appellò direttamente al Papato, chiedendo l’annullamento della bolla papale, emanata anni prima da Giulio II. Il nuovo pontefice, Clemente VII, all’inizio fu propenso ma poi, davanti le pressioni di Carlo V, decise di non concedere l’annullamento.

Il Re d’Inghilterra, irritato, non ascoltò il pontefice e si proclamò Capo della “Chiesa Anglicana”. Il cardinale Wolsey, lord Protettore del Re, cadde in disgrazia e morì nel 1530. La carica passò a Tommaso Moro, il quale fu contrario all’annullamento del primo matrimonio del Re. Nel 1533 Enrico sposò Anna Bolena e, l’anno successivo, il Parlamento approvò l’ACT OF SUPREMACY (Atto di Supremazia), che riconosceva il Sovrano come “l’unico Capo Supremo della Chiesa D’Inghilterra” e il TREASONS ACT (legge sui Tradimenti), che puniva con la morte chi non riconosceva il Re come tale. Iniziò ufficialmente quello che è passato alla storia come “Scisma Anglicano”

Con l’atto di Supremazia, vennero espropriati anche i beni ecclesiastici e chiusi i monasteri. Anche il secondo matrimonio si rivelò un fallimento: Anna Bolena, dopo aver partorito una femmina, Elisabetta, ebbe altre gravidanze, purtroppo interrotte da aborti spontanei; anche lei non riuscì a dare al Regno l’erede maschio. Il Re non la considerava più e iniziò a corteggiare una terza donna, Jane Seymour, la dama di compagnia della Regina. Anna Bolena fu vittima di un processo, in cui venne accusata di stregoneria e di alto tradimento; condannata a morte, la sua testa cadde il 19 maggio del 1536.

Il terzo matrimonio

Il 30 maggio il Re d’Inghilterra sposò Jane. L’anno dopo la nuova Regina diede alla luce il tanto desiderato erede maschio, Edoardo ma successe l’inaspettato: a dieci giorni dal parto, Jane morì per un’infezione. Distrutto per la morte della moglie, le sue condizioni di salute si aggravarono. Nonostante questo, il Re d’Inghilterra si sposò altre tre volte. Morì nel 1547.

Edoardo VI e il Book of Common Prayer

Suo figlio Edoardo, secondo la legge di successione del 1544, fu il legittimo erede. A soli nove anni salì al trono con il nome di Edoardo VI. Essendo un bambino, gli fu affiancato un tutore, sir Edward Seymour, il fratello della madre. Nel 1549 emanò il BOOK OF COMMON PRAYER, ovvero il testo di riferimento della liturgia della Chiesa Anglicana.

Per quanto riguarda la successione, le decisioni del Re vennero influenzate da Jonh Dudley, I duca di Northumberland. Convinse Edoardo a designare come successore la pronipote di suo nonno, lady Jane Grey, violando l’atto di successione emanato dal padre ed approvato dal Parlamento, che designava le sorellastre Maria ed Elisabetta come sue successori. Nel 1553, a soli 16 anni, Edoardo morì. Jane Grey divenne regina il 10 luglio, ma il suo regno durò solo nove giorni, in quanto Maria, andò a Londra a prendersi il regno che le era stato rubato: Lady Grey, suo marito e tutta la sua famiglia furono giustiziati l’anno dopo per alto tradimento.

La restaurazione cattolica di Maria la Sanguinaria

Maria diventa Regina e con lei ci furono cambiamenti radicali: fortemente cattolica, non condivise mai l’atto di Supremazia redatto dal padre nel 1534, per questo il suo obiettivo fu quello di restaurare il cattolicesimo in Inghilterra. Il nuovo Papa, Giulio III, mandò il cardinale Reginald Pole, con il compito di restaurare la religione cattolica; venne nominato Arcivescovo di Canterbury.

Nel frattempo, la Regina aveva bisogno di sposarsi per dare all’Inghilterra un erede che avrebbe continuato la sua politica di restaurazione cattolica: l’imperatore Carlo V propose suo figlio, Filippo, re di Spagna col nome di Filippo II. Si sposarono nel luglio del 1554.

Dopo aver distrutto una delle prime rivolte protestanti (quella di Thomas Wyatt), Maria proseguì la sua opera di restaurazione mandando al rogo centinaia di protestanti: questo le valse il nome di Maria la Sanguinaria (Bloody Mary, in inglese). Fece addirittura rinchiudere nella Torre di Londra sua sorella Elisabetta, in quanto sospettata di aver appoggiato la rivolta protestante. Maria, già ad un’età matura, credette di essere incinta: in realtà l’ingrossamento del ventre fu a causa di un tumore ovarico. Morì nel 1558, senza eredi. In punto di morte fece il nome di Elisabetta come nuova Regina.

La restaurazione protestante di Elisabetta I e il secondo atto di Supremazia (1563)

Il 15 gennaio 1559 venne incoronata con il nome di Elisabetta I. Il cattolicesimo venne di nuovo cancellato e con l’Atto di Uniformità, emanato lo stesso anno, la sovrana restaurò il protestantesimo in Inghilterra, rendendo obbligatorio il Book of Common Prayer, ovvero quel documento redatto dal fratellastro Edoardo VI. Inoltre, con tale atto, la Regina divenne Supremo Governatore della Chiesa d’Inghilterra e non Capo, in quanto donna.

Elisabetta I

Nel 1563, Elisabetta emanò un secondo atto di Supremazia, in cui prescrisse il “giuramento di Supremazia”, ovvero che riconosceva il Sovrano come tale, pena l’accusa di tradimento.

Sul fronte interno la Sovrana ebbe forti contrasti con Maria Stuarda, sua cugina cattolica, Regina di Scozia e moglie di Francesco II, re di Francia. Dopo aver siglato la pace nel 1564 con la Francia, trovò un nemico inaspettato: suo cognato Filippo, il re di Spagna, il quale attaccò Hawkins e Drake, i corsari più fidati della Regina. La risposta inglese non si fece attendere: Elisabetta ordinò di attaccare l’Invincibile Armada (la flotta spagnola) e riuscì ad avere la meglio. Caduta in uno stato depressivo, morì nel 1603.

Queste vicende, che riguardano lo Scisma Anglicano, ci aiutano a comprendere e conoscere più da vicino la realtà ed i rapporti tra le corone europee che hanno segnato la storia dell’età moderna.

Margherita Rugieri per Questione Civile XXI

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