LA RIFORMA PROTESTANTE: DA ZWINGLI A CALVINO, DAGLI UGONOTTI AI FRATELLI PETRI E TAUSEN

Dopo aver affrontato il tema dello scisma anglicano e della nascita del protestantesimo luterano,

l’archivio di Storia Moderna di Questione Civile XXI aggiunge un tassello in più agli avvenimenti che hanno portato alla diffusione del protestantesimo in Svizzera, Francia, Svezia e Danimarca, partendo da Ulrico Zwingli, passando per Giovanni Calvino e gli Ugonotti, proseguendo per i fratelli Petri e arrivando infine al teologo Tausen.

LA DOTTRINA PROTESTANTE DI ULRICO ZWINGLI

La dottrina luterana (o protestante) non si fermò di certo solo nell’Impero tedesco, ma si diffuse in quasi tutta Europa: arrivò in Svizzera, dove la teoria venne portata alla luce da un teologo, Ulrico Zwingli. Formatosi in teologia dapprima presso l’Università di Vienna e, successiv

amente, presso quella di Basilea, Zwingli si avvicinò inizialmente al pensiero “umanistico “di Erasmo da Rotterdam, prendendo così le distanze dalla riforma protestante luterana, ma anche dalla Controriforma cattolica, in quanto rappresentavano per lo studioso il trionfo della violenza.

Quando arrivò a Zurigo e divenne predicatore del Duomo, la sua convinzione sulla teoria luterana divenne sempre più forte, tanto da scrivere ben 67 Tesi. Entro il 1525 venne attuata la riforma che si può riassumere in diversi punti: l’abolizione della messa; l’abolizione del celibato ecclesiastico; il divieto di culto per i Santi; la superiorità delle Sacre Scritture; il rifiuto dell’autorità papale ed, infine, l’approccio “sine glossa” (senza commenti) al Vangelo.

L’ondata riformatrice di Zwingli causò forti malcontenti, soprattutto in alcuni Cantoni svizzeri dove, seppur a stenti, il cattolicesimo resistette. Nell’ottobre del 1531 accadde l’irreparabile: i Cantoni cattolici dichiararono guerra a Zurigo, città simbolo del Protestantesimo. Durante battaglia di Kappel dell’11 ottobre, il teologo svizzero perse la vita, ucciso dai cattolici ed il suo corpo venne dato alle fiamme.

IL CALVINISMO

In Svizzera la dottrina protestante non si fermò con Zwingli ma, al contrario, venne ripresa e perfezionata da un altro teologo, Jean Cauvin (Giovanni Calvino in italiano). Calvino nacque a Noyon (Francia) nel 1509. La sua formazione accademica avvenne tra Parigi e Orléans; proprio qui conseguì la laurea in diritto civile nel 1532.

Dopo l’inizio della Riforma Protestante, il clima in Europa fu sempre più teso: in Francia, infatti, dopo la firma del Concordato con la Chiesa, il Re ebbe il potere di scegliere i vescovi, accrescendo sempre più il suo potere decisionale. L’Università di Parigi condannò le tesi luterane, ritenendole una forma di eresia; questo portò all’uccisione di alcuni riformatori francesi.

Calvino cominciò ad avvicinarsi alle tesi riformiste nel 1533, ma dopo due anni fu costretto a lasciare la Francia, soprattutto dopo lo scandalo dei manifesti (affaire des placards), ovvero l’affissione di manifesti in cui si denunciava l’eresia della messa Cattolica, poiché veniva considerata una profanazione ripetere il sacrificio di Cristo durante la liturgia ecclesiastica.

Giovanni Calvino

Calvino si traferì a Basilea, in Svizzera, dove iniziò a scrivere la sua opera più famosa: la Institutio christianae religionis (l’Istituzione della religione cristiana).
Nel 1536 lasciò Basilea sotto falso nome per recarsi a Ferrara, dove la duchessa Renata di Francia, sensibile ai temi della Riforma, accolse un gruppo di religiosi protestanti.

CALVINO A GINEVRA

Dopo un breve periodo a Strasburgo, nel 1541 tornò in Svizzera, a Ginevra. Proprio qui improntò la sua dottrina:

partendo dalla base delle tesi di Martin Lutero, il calvinismo afferma che per quanto riguarda il tema della Predestinazione, solo la Grazia di Dio può salvare l’uomo ed essa è data alla nascita solo ad alcuni, ovvero ai “predestinati”;

la grazia di Dio si manifesta nei fatti della vita quotidiana come il buon lavoro svolto in una bottega o in successo finanziario (proprio su questo ultimo punto si sofferma anche il fondatore della sociologia Max Weber, affermando che il calvinismo abbia spinto lo sviluppo economico di alcuni Paesi Protestanti);

nel Calvinismo vi è l’istituzione del Concistoro, ovvero un organismo che vigila sui comportamenti e sulle questioni dottrinali dei fedeli: esso è formato da dodici presbiteri, da alcuni laici e dall’ istituzione dei diaconi per i compiti amministrativi e dei dottori per la formazione scolastica.

ll Calvinismo portò alle estreme conseguenze la dottrina luterana e, a Ginevra, chi non si atteneva a tali “norme”, rischiava addirittura il rogo. Calvino morì nel 1564.

LO SCONTRO TRA PROTESTANTI E CATTOLICI IN FRANCIA: IL MOVIMENTO DEGLI UGONOTTI

La Riforma Protestante arrivò anche in Francia e questo causò un clima molto teso nel Paese, soprattutto a causa degli scontri tra i cattolici e gli Ugonotti. Questi ultimi erano i protestanti francesi, soprattutto di matrice calvinista ed erano guidati dall’Ammiraglio De Coligny.

In contrapposizione, i cattolici erano guidati dalla potente famiglia dei Guisa. Gli scontri, sempre più violenti, tra le due fazioni portarono a ben otto guerre civili, che cominciarono il 1° marzo del 1562 con la Strage di Wassy.

Secondo l’editto di Saint-Germain (17 gennaio 1562) redatto da Francesco II di Francia, gli ugonotti potevano esercitare il proprio culto ma con delle limitazioni. Il massacro di Wassy fu voluto dalla famiglia Guisa, che vedevano i protestanti, nonostante l’editto, come una minaccia. Quel giorno morirono 23 ugonotti e un centinaio vennero feriti. Le conseguenze per i Guisa furono disastrose: non ebbero più incarichi di Stato e Francesco I, comandante delle truppe, venne assassinato da De Coligny.

LA STRAGE DI SAN BARTOLOMEO (1572)

Negli anni seguenti, la Francia venne insanguinata dalle numerose guerre e, nella notte tra il 23 e il 24 agosto 1572, ci fu l’episodio più violento e più famoso di questa vicenda: il massacro di San Bartolomeo. Esso fu l’episodio con il quale iniziò la quarta guerra di religione.

La strage fu voluta dal re Carlo IX, persuaso da sua madre Caterina de Medici, per evitare la vendetta da parte degli ugonotti a seguito del tentato omicidio dell’Ammiraglio de Coligny.

Strage di San Bartolomeo (1572)

Quella notte a Parigi si scatenò una ferocia mai vista da parte dei cattolici, arrivando ad uccidere molti protestanti; De Coligny, che non ancora si riprese dal ferimento, venne ucciso nella sua stanza, presso l’Hotel de Béthiz e il suo corpo venne gettato nella Senna, per poi essere ripescato, evirato e impiccato. La stessa sorte toccò a molti ugonotti.

Nel 1585 iniziò l’ottava ed ultima guerra di religione; essa è passata alla storia anche come “guerra dei tre Enrichi” in quanto vide protagonisti il re Enrico III di Francia, Enrico III di Navarra ed Enrico I di Guisa.

L’EDITTO DI NANTES (1598)

Dopo la morte di Carlo IX, salì al trono suo fratello Enrico III. La Francia era ancora in balia della tensione tra i due schieramenti religiosi ma anche da quella per la successione al trono. La guerra si concluse con due assassinii e un’incoronazione: Enrico I di Guisa, leader del partito cattolico, venne ucciso da un sicario. Il mandante fu proprio il Re Enrico III, anche lui cattolico e fervente difensore della monarchia, nonché ultimo della dinastia dei Valois. Una tragica fine, però, toccò anche a quest’ultimo: un cattolico lo uccise per vendicare la morte di Enrico di Guisa.

Enrico di Navarra, protestante, divenne il nuovo sovrano di Francia ma venne incoronato solo nel 1594, dopo aver pacificato il Paese ed essersi convertito al cattolicesimo.

Nel 1598 fece redigere l’Editto di Nantes, con il quale proclamò il cattolicesimo come religione di Stato ma consentì anche ai protestanti di esercitare il proprio culto religioso, di avere cariche pubbliche, privilegi fiscali e un proprio esercito.

LA DOTTRINA PROTESTANTE IN SVEZIA E DANIMARCA

La dottrina luterana arrivò anche in Svezia. Nel Paese scandinavo i principali promotori furono i fratelli Olaus e Laurentius Petri. Studiarono entrambi in Germania e, proprio lì, entrarono in contatto con la dottrina luterana. Una volta tornati in Svezia, Olaus tornò quasi subito a Stoccolma per l’incoronazione del Re Gustav Vasa. Poco dopo, suo fratello Laurentius venne nominato Arcivescovo e ricoprì tale carica per ben 42 anni.

Olaus, dopo un periodo di vicinanza al Re, iniziò ad avere dei dissidi con il sovrano e, poco dopo, venne accusato di tradimento in quanto non rivelò il complotto contro la Corona. Inizialmente venne condannato a morte ma poi la pena venne tramutata in pecuniaria.

Anche in Danimarca arrivò la dottrina luterana; il teologo e poi Arcivescovo Hans Tausen fu tra I fautori della Chiesa Riformata Danese, il cui culto venne stabilito nel 1530.

Possiamo dire senza ombra di dubbio che la dottrina di Martin Lutero si è diffusa in pochi anni in Europa e questa ha cambiato radicalmente la storia del vecchio Continente. Il prossimo ed ultimo articolo della raccolta sarà sulla Controriforma Cattolica e sulla reazione della Chiesa di Roma.

Margherita Rugieri per Questione Civile XXI

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