EDDA CIANO MUSSOLINI, LA STORIA DELLA PRIMA FIGLIA DI BENITO MUSSOLINI

Oggi l’Archivio di Storia Contemporanea dedica un articolo alla prima figlia di Benito Mussolini, Edda. Ripercorreremo la sua storia dall’inizio fino al 1945, parlando anche del contesto storico.

CONTESTO STORICO: IL FASCISMO

Il 30 ottobre 1922, con la Marcia su Roma, Benito Mussolini divenne capo del Governo; fu così che iniziò in Italia il ventennio fascista (1922-1943). Nato sostanzialmente dalla crisi del sistema liberale, nel giro di pochi anni il Bel Paese precipitò nella dittatura; venne attuata subito una riforma elettorale attraverso la “Legge Acerbo” (sistema maggioritario con i 2/3 dei seggi).

Il 10 giugno del 1924 il deputato socialista Giacomo Matteotti scompare (qualche giorno prima aveva denunciato brogli avvenuti durante le elezioni del ‘23). Il 16 agosto il suo corpo venne rinvenuto a in un bosco a Riano, un piccolo paese vicino Roma. I fascisti vennero accusati dell’omicidio. Il 3 gennaio del 1925, in un celebre discorso, Mussolini si assunse la responsabilità sia del delitto di Matteotti sia del clima violento scoppiato nel Paese.

Nel 1925 vennero approvate le leggi fascistissime; Il Partito Nazional Fascista divenne partito unico, vennero messi fuori legge i sindacati, i partiti politici restanti, le associazioni, venne esautorato il ruolo del Parlamento, venne istituita l’OVRA (“opera vigilanza repressione antifascismo”) e venne attuata la censura della stampa.

L’11 febbraio del 1929 il Duce firma il Concordato con la Chiesa Cattolica. L’episodio passò alla storia come la Firma dei Patti Lateranensi (dal nome del luogo dove avvenne ovvero Palazzo Laterano a Roma). Dagli accordi nacque lo Stato Vaticano, venne stipulata una convenzione finanziaria e, infine, venne istituito l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole italiane.

Nel 1935 Mussolini attuò l’apice della sua politica coloniale ovvero la conquista dell’Etiopia e l’anno successivo nacque l’Impero:

«Non è senza emozione e senza fierezza che, dopo sette mesi di aspre ostilità, pronuncio questa grande parola. Ma è strettamente necessario che io aggiunga che si tratta della nostra pace, della pace romana, che si esprime in questa semplice, irrevocabile, definitiva proposizione: l’Etiopia è italiana!». (Benito Mussolini).

QUALCHE CENNO SULLA BIOGRAFIA DI EDDA MUSSOLINI

Edda Mussolini nacque il 1° settembre 1910 a Forlì, in Emilia-Romagna. Era la primogenita di Benito Mussolini, (all’epoca giornalista e membro del Partito Socialista Italiano) e di Rachele Guidi. Quando nacque, suo padre era rinchiuso nel carcere di Bologna, in quanto fu arrestato durante una manifestazione di protesta contro la guerra con l’Impero Ottomano. Edda, inoltre, risultò figlia “illegittima”, poiché Mussolini e Rachele non erano sposati.

Ragazza dal carattere forte e ribelle, si comportava da maschiaccio (arrivò addirittura ad indossare i pantaloni e il bikini).

Il 24 aprile 1930, quasi ventenne, Edda sposa Gian Galeazzo Ciano, figlio dell’Ammiraglio Costanzo Ciano. Il matrimonio venne celebrato presso la chiesa di San Giuseppe, nel quartiere romano del Nomentano. Con questo episodio iniziò l’ascesa di Ciano, definito il “delfino” di Mussolini: nel 1935 infatti divenne Ministro della Cultura Popolare.

Il matrimonio di Edda e Galeazzo Ciano

Nel frattempo, nacquero i primi due figli, Fabrizio e Raimonda. La coppia svolgeva una vita “mondana”, soprattutto Edda: giocava d’azzardo, tradiva (ricambiata) il marito. Sempre nel ‘35 Ciano si arruolò volontario nella Guerra D’Etiopia, entrando a far parte dello squadrone di bombardieri “La disperata”.

LA NOMINA DI CIANO A MINISTRO DEGLI ESTERI E L’INIZIO DEL SECONDO CONFLITTO MONDIALE

Di ritorno dalla guerra, nel 1936 Galeazzo Ciano venne nominato Ministro degli Esteri. L’anno successivo nacque il terzo figlio della coppia, Marzio.

Da Ministro degli esteri, Ciano firmò, il 22 maggio del 1939, il Patto D’Acciaio con la Germania Nazista. Avendo perplessità sull’alleanza con Hitler, allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, convinse il suocero a dichiarare la “non-belligeranza” dell’Italia. Tuttavia, nonostante questo, Mussolini decise di entrare in guerra il 10 giugno del 1940.

“La guerra a fianco della Germania non deve farsi e non si farà mai: sarebbe un crimine e una idiozia. Contro, non ne vedo per ora le ragioni. Comunque, caso mai, contro la Germania. Mai insieme. Questo è il mio punto di vista. Quello di Mussolini è esattamente il contrario.”
(Galeazzo Ciano)

Ciano era sempre più convinto del grave errore del Duce ma continuò ad obbedire ai suoi ordini. Organizzò l’offensiva italiana in Grecia ma questa si rivelò un fallimento totale.
Nel frattempo, Edda partì come volontaria con le crocerossine. Rischiò la vita, in quanto in Albania la nave su cui operava venne silurata dall’esercito inglese. Nonostante il gravissimo episodio continuò la sua opera di volontariato ancora per qualche tempo.

LA CADUTA DEL REGIME FASCISTA

Nella notte tra il 24 e il 25 luglio 1943 si riunì l’ultimo “Gran Consiglio” (massimo organo del Regime) e l’ordine del giorno da discutere fu quello di Dino Grandi, che recitava così:

“Riunendosi in queste ore di supremo cimento, volge innanzi tutto il suo pensiero agli eroici combattenti di ogni arma che, fianco a fianco con la gente di Sicilia in cui più risplende l’univoca fede del popolo italiano, rinnovando le nobili tradizioni di strenuo valore e d’indomito spirito di sacrificio delle nostre gloriose Forze Armate, esaminata la situazione interna e internazionale e la condotta politica e militare della guerra
proclama
il dovere sacro per tutti gli italiani di difendere ad ogni costo l’unità, l’indipendenza, la libertà della Patria, i frutti dei sacrifici e degli sforzi di quattro generazioni dal Risorgimento ad oggi, la vita e l’avvenire del popolo italiano;
afferma
la necessità dell’unione morale e materiale di tutti gli italiani in questa ora grave e decisiva per i destini della Nazione;
dichiara
che a tale scopo è necessario l’immediato ripristino di tutte le funzioni statali, attribuendo alla Corona, al Gran Consiglio, al Governo, al Parlamento, alle Corporazioni i compiti e le responsabilità stabilite dalle nostre leggi statutarie e costituzionali;
invita
il Governo a pregare la Maestà del Re, verso il quale si rivolge fedele e fiducioso il cuore di tutta la Nazione, affinché Egli voglia per l’onore e la salvezza della Patria assumere con l’effettivo comando delle Forze Armate di terra, di mare, dell’aria, secondo l’articolo 5 dello Statuto del Regno, quella suprema iniziativa di decisione che le nostre istituzioni a Lui attribuiscono e che sono sempre state in tutta la nostra storia nazionale il retaggio glorioso della nostra Augusta Dinastia di Savoia.”

La votazione si concluse con 19 voti a favore (fra cui quello di Ciano) contro i 7 contrari, un astenuto. L’unico che non partecipò alla votazione fu Roberto Farinacci.

Galeazzo Ciano telefonò ad Edda (in quel momento si trovava in vacanza con i figli), dicendole di rientrare immediatamente a Roma. Ciano rischiava l’arresto per Alto Tradimento, per questo la moglie cercò di trattare con i tedeschi per far espatriare la loro famiglia. La loro destinazione doveva essere la Spagna ma vennero portati in Germania.

Edda con i figli

Nel frattempo, Mussolini venne liberato dai nazisti dalla prigione di Campo Imperatore (Abruzzo) e costituì a Salò (sulle sponde del Lago di Garda) la Repubblica Sociale Italiana (o Repubblica di Salò).

IL PROCESSO DI VERONA: LA FUCILAZIONE DI CIANO E LO SCONTRO DI EDDA CON IL PADRE

Era tutto organizzato: Ciano venne arrestato il 18 ottobre dello stesso anno e ricondotto in Italia, a Verona, dove viene portato in carcere. Edda cercò in tutti i modi di salvare il marito: era addirittura riuscita a recuperare i diari personali di suo marito e con questi arrivò a ricattare sia il padre sia Adolf Hitler. Tutto questo non servì a nulla poiché nel “processo di Verona” Galeazzo Ciano venne condannato alla pena di morte e fucilato la mattina dell’11 gennaio 1944.

Edda si rifugiò in Svizzera e si ricongiunse con i figli. Dopo la guerra venne ricondotta in Italia e condannata a due anni di confino. Ne scontò solo uno sull’isola di Lipari, in quanto il ministro di Grazia e Giustizia Palmiro Togliatti le concesse l’amnistia. Negli anni ‘80 rilasciò una serie di interviste sulla sua vita privata.

Edda Ciano Mussolini morì a Roma il 9 aprile 1995 all’età di 84 anni. É sepolta a Livorno, accanto al marito.

Margherita Rugieri per Questione Civile XXI

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