Per cosa abbiamo pianto e perché ridiamo ora : “Ieri, oggi, domani”

Gli esordi della commedia all’italiana degli anni ’60 spiegati attraverso l’analisi di una delle opere più celebri di Vittorio De Sica

Quale straordinario potere ha la provocazione… i rapporti tra individui si basano proprio su questo. La legge dell’uomo impone che vi sia qualcuno che nel mondo proponga, domandi, alletti e un altro che ponderi e poi rifiuti o accetti un’ offerta: dinamica riscontrabile nei rapporti affettivi e soprattutto in quelli lavorativi. È tramite un continuo stuzzicarsi che si relazionano i bellissimi Sophia Loren e Marcello Mastroianni, rappresentanti in ogni episodio del film “Ieri, oggi, domani” di diverse categorie sociali dell’Italia degli anni ’60 coinvolta dal boom economico.

Le premesse di Ieri oggi domani

L’industria cinematografica italiana del dopoguerra è un vero fenomeno internazionale e culturale : se da una parte  “ Ladri di biciclette” del 1948 e “Umberto D.”del 1952 gettano luce sulle condizioni miserevoli in cui versa la maggior parte della popolazione dopo il conflitto ,non senza lasciare dei piccoli spiragli attraverso cui i protagonisti al termine del film possono intravedere delle possibilità oltre la devastazione , la commedia italiana mischia le carte, scherza sulla tragedia della vita proprio come nel teatro. Questo nuovo genere cinematografico nasce negli anni ’50  come una continuazione in chiave più ironica del Neorealismo, di cui l’esponente più autorevole è sicuramente Roberto Rossellini con “Roma città aperta” del 1945.

I nuovi attori del cinema italiano

Con  la fine della guerra il concorso di Miss Italia ha modo di proseguire il suo corso dopo la pausa iniziata prima del conflitto, riuscendo a mettere in risalto alcune partecipanti che riescono a sfondare nel mondo del cinema per la loro bellezza e presenza scenica, come Lucia Bosè, Silvana Pampanini, Gina Lollobrigida e Silvana Mangano.  Sono questi gli anni in cui i trampolini di lancio per attori e attrici corrispondono soprattutto  ai concorsi di bellezza, fotoromanzi e incontri fortuiti con produttori e insegnanti di recitazione. Generazioni di bellissimi “ragazzi” contribuiscono ad arricchire il grande schermo e a far emozionare il pubblico iniziando la carriera con il neogenere comico.

Una storia da film cult

Oltre a risate e spensieratezza, la commedia “nuova” offre al suo pubblico spunti di riflessione (anche amari) su alcuni drammatici eventi del ‘900: basti ricordare il capolavoro di Monicelli “La grande guerra” del 1959, con due iconici Alberto Sordi e Vittorio Gassman. Non si può non pensare all’importanza attribuita dagli anni ’50 in poi alla città di Napoli, patria di Totò, Eduardo e Peppino De Filippo, seconda casa di Sofia Costanza Brigida Villani Scicolone ( in arte Sophia Loren) e di quella comicità che profuma di limoni che cadono dalle ceste in vimini e di ripicche messe in atto da amanti di tutte le età.


Rappresenta, questo napoletano, un piacevole ricordo che il mondo ha impresso della stagione cinematografica , come lo è anche l’immagine che reca la locandina del film premiato agli Oscar del 1965 nella categoria delle pellicole straniere , che gli italiani hanno avuto l’occasione di vedere più volte l’anno prima fuori dalle sale: Sophia Loren in lingerie mentre si sfila le calze , nella finzione , per Marcello Mastroianni. Anche nel caso di “Ieri, oggi, domani” l’involucro comico della commedia serve a contenere temi difficilmente digeribili ed interessanti, esposti da De Sica con un’abilità senza pari per quanto riguarda quell’epoca.

Vittorio Gassman e Alberto Sordi diretti da Mario Monicelli nel film: ” La grande guerra” del 1959.

“Ieri, oggi, domani” (1963)

La trama del film cult è suddivisa in tre episodi ambientati rispettivamente a Napoli, Milano e Roma. Nel primo quadro viene ritratta Forcella Adelina, venditrice abusiva di sigarette che, per non essere incarcerata, decide di sfruttare la scusa della maternità, dedicando alla propria vita lo scopo della gravidanza. Tale tenore esistenziale esautora il marito della donna, Carmine, il quale dopo numerosi figli non è più in grado di portare a termine l’atto sessuale anche a causa della denutrizione dovuta alla condizione di povertà, in cui lui e la sua coniuge versano.


È quella delle tre vicende la rappresentazione dell’Italia che si sveste davanti a tutti e mostra l’intelligenza dentro alla povertà, il pianto dentro alla risata e la vacuità ostentata sotto forma di profondità emotiva dall’alta borghesia protagonista del secondo episodio in cui compaiono Anna e Renzo. Gli sceneggiatori Cesare Zavattini e Billa Zanuso descrivono il comportamento di una ricca signora che per evadere dalla prigionia matrimoniale cerca di intrattenere una tresca con un uomo di modesta estrazione.

Locandina del film: “Ieri, oggi, domani” del 1963 diretto da Vittorio De Sica.

Il teatro: la scuola dei divi italiani

Mastroianni nel ruolo di Renzo ben impersona la figura dell’uomo che non si rispecchia nell’assetto sociale a lui contemporaneo, con mille dubbi sul suo futuro ed un po’ sognatore, che è possibile riscontrare anche in chiave più drammatica e tetra ne’ “ Le notti bianche” di Luchino Visconti del 1957; molto probabilmente, l’attore si serve di quella versatilità interpretativa acquisita grazie alla formativa esperienza teatrale con cui si approccia, da ventenne, al mondo della recitazione. Il prodotto finale può vantare grande spontaneità e realismo proprio perché si ispira al teatro: da notare infatti come le ambientazioni non siano poi così varie all’interno degli episodi e gli attori siano “costretti” ad occupare gli stessi luoghi. Sul palcoscenico non servono molti cambi di scenografia per rappresentare il dinamismo di una storia, in quanto esso stesso è un luogo che riesce a contenere i sentimenti e le parole dei personaggi, i veri responsabili del mutamento del corso di una vicenda.

Il fulcro del film: “Ieri oggi domani”


È il terzo episodio , forse , dal punto di vista degli spazi dell’azione quello più statico, ma vivace per la forza che la sceneggiatura sprizza e per la decisa personalità mostrata su schermo dagli attori. Mara ( Loren) è una squillo residente in un appartamento che affaccia su piazza Navona e tra i suoi clienti figura il ricco Augusto (Mastroianni). La vecchia vicina della donna , ospitante un nipote seminarista, è costretta a vedere come la prostituta stuzzichi il ragazzo, il quale si trova ad un passo dal voler abbandonare la carriera ecclesiastica per poter vivere senza vincoli l’ingenuo sentimento che prova per lei.

La presenza di Augusto, il quale sembra essere più di un cliente, si rivela essere il vero elemento comico dell’episodio, incentrato sulla bramosia carnale che nutre questo per Mara, emergente soprattutto nel momento in cui la donna sulle note di “Abat-jour” di Henry Wright esegue uno spogliarello a dir poco seducente.


Sophia Loren rappresenta la vera gemma di questa pellicola, sensualissima, incarna non solo l’Angelica descritta da Ariosto: una donna quindi inseguita da quasi tutti gli uomini da cui è circondata, ma anche colei che prende in mano il proprio destino, decisa a migliorare il futuro che la aspetta e che sfrutta le armi della seduzione per trarre vantaggio materiale da chi reputa idoneo. È l’attrice originaria di Roma la forza motrice di un film che in fondo non fa ridere uno spettatore del XXI secolo, ma più sorridere, siccome viene rappresentata una comicità alquanto raffinata e lontana da quella attuale cui si è abituati in tempi recenti.


Come gli espedienti messi in atto dai personaggi di Sophia Loren e Marcello Mastroianni non conducono ad vero un lieto fine , anche la commedia all’italiana termina a metà con una vittoria di Pirro. Nessuno è mai pienamente soddisfatto e ciò che fa ridere è il modo in cui gli individui siano disposti a tutto pur di raggiungere i loro obiettivi: generando figli, spogliandosi per gli altri, annoiandosi. Non è questa la rappresentazione più genuina del ciclo della vita?

Camilla Mion per Questione Civile XXI

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