La nascita di Lucifero

l’Angelo Caduto di Alexandre Cabanel

Alexandre Cabanel, Fallen Angel, 1863, Private Collection

Il dipinto dell’artista francese L’ “Angelo Caduto” di Alexandre Cabanel fu realizzato nel 1868 a Parigi, quando l’artista era già un pittore di successo affermato sul mercato e nella società. Nei suoi dipinti si manifesta tutta l’ardita arte accademica nella sua massima espressione. I soggetti e la tecnica impeccabile di disegno e formatura del colore era la direzione generale verso cui l’estetica artistica ambiva. Napoleone III stesso era suo sostenitore e la sua arte era contesa da numerosi collezionisti europei.

Una perfezione del modellato metodico, composto e armonico. I virtuosi chiaroscuri della pelle marmorea dei suoi soggetti e la mimesi totale con la Natura in quanto arte per eccellenza, era ciò che intellettuali, pubblico e critica ricercavano nell’arte. Il Romanticismo delle emozioni, il vigore delle pulsioni umane raccolti in allegorie o miti antichi. Delle opere obiettivamente belle e ben fatte, esteticamente piacevoli, che colpiscono per la loro perfezione e armonia. 

Alexandre Cabanel, The Birth of Venus, 1863, Musée d’Orsay

La Nascita di Venere

Cabanel era tra i pittori più ammirati dell’epoca, Napoleone III stesso acquistò un suo quadro, La Nascita di Venere, un sogetto mitologico. Una meravigliosa donna nuda, la dea Venere appena svegliata, o meglio, appena nata, è distesa su un orizzonte di acqua e schiuma del mare, dal quale essa è nata secondo il mito antico. Con lei vi sono dei cherubini, angioletti che svolazzano in un cielo azzurro. La dea sembra avere il blush sulle guance, tanto è candida la rappresentazione dai toni pastello e rosati della pelle.

Ambiguità del soggetto

Il soggetto poteva anche avere delle connotazioni sensuali molto esplicite, ma esse passarono inosservate per diversi motivi. L’apparente innocenza di una rappresentazione mitologica non passò inosservata a Emile Zola che ne denuncia l’ambiguità: ” La dea annegata in un fiume di latte ha l’aria di una deliziosa cortigiana, nemmeno in carne e ossa – sarebbe indecente – ma in una sorta di pasta di mandorle bianca e rosa”.

Le ambiguità di interpretazione di questa opera scandalosa-non scandalosa si fanno più chiare andando ad analizzare il contesto sociale e culturale del periodo, nonchè il ruolo della figura della donna. Non è un caso che nello stesso anno l’artista Manet presenta lo stesso soggetto: una donna nuda, l’Olympia, che venne invece rifiutata e accolta con criticismo e scandalo. (Per approfondire questo episodio clicca qui).

Cabanel nella giuria del Salon, 1963

Alexandre Cabanel fu un forte conservatore e non vedeva di buon occhio le innovazioni. Fece parte di quella stessa giuria che nel 1963 rifiutò circa 500 quadri di artisti per il Salon di quell’anno. Dato il malcontento generale degli artisti, Napoleone III decise di istituire il primo Salon des Refuseè, ovvero il “Salon dei rifiutati”: una esposizione parallela a quella ufficiale dell’accademia che dava l’opportunità ai “meno bravi” di esporre le proprie opere. Tra gli artisti rifiutati vi fu proprio Manet con Olympia.

Alexandre Cabanel, The Birth of Venus, 1863, Musée d’Orsay, Paris
Édouard Manet, Olympia, 1863, Musée d’Orsay, Paris

Formazione romana

Cabanel fu un artista ammirato, un insegnate all’accademia e membro della giuria dei salon per 17 volte. Con una formazione classica nella famosa Accademia di Belle Arti di Parigi, Alexandre Cabanel vinse il secondo Prix de Rome, ovvero una borsa di studio per studiare a Roma nella sede dell’accademia francese in Villa Medici. Roma fu la meta più ambita per pellegrinaggi di artisti di tutta Europa per poter studiare dal vivo i maestri del Rinascimento italiano e poter quindi migliorare la propria tecnica e conoscenza.

Rinascimento: un motore per l’innovazione artistica, e non solo…

Il Rinascimento italiano , del quale possiamo indicativamente collocare i suoi inizi a partire dal 1450, si caratterizza per la ripresa dei valori classici decaduti durante l’era precedente, il Medioevo. Gli antichi canoni estetici di armonia e bellezza classica, di “verità” delle forme e dei soggetti danno la spinta a studi non solo artistici, ma anche matematici, con le teorie dell’esatta proporzione, del quadrato armonico, quindi della composizione e prospettiva, ma dà anche il via ad altri studi scientifici come la botanica e l’anatomia umana.

Piero della Francesca (1416-1492) ha applicato ai suoi quadri la prospettiva matematica inserendo oggetti e personaggi in una griglia prospettica.
Michelangelo Buonarroti (1475-1564) studiò a fondo l’anatomia umana, concentrando l’attenzione particolarmente alla muscolatura e come come essa si contraeva quando era in tensione.

Cabanel e Michelangelo

Nel caso di Cabanel è facile intuire le influenze dell’arte di Roma. È molto probabile che abbia potuto ammirare le opere del maestro rinascimentale Michelangelo Buonarroti, che tutt’oggi esprime uno dei punti più alti della pittura italiana.

Michelangelo, Particolare Creazione di Adamo, 1511 ca. Cappella Palatina, Roma
Alexandre Cabanel, Oreste, 1846, Musee des Beaux-Arts, Beziers, France

L’artista come intellettuale

Il repertorio artistico si era già liberato da tempo da imposizioni religiose. L’artista diventa intellettuale e non più artigiano, lavora saecondo il suo estro. Grazie alla rievocazione di scritti classici perduti e ritrovati, l’artista può allargare il suo bacino di ispirazione nella vasta letteratura.

Il Romanticismo ottocentesco si è espanso in tutta Europa sotto varie correnti di pensiero. L’emozione e il setimento fanno da motore per presentazioni di episodi biblici, mitologici e letterari, ma anche sociali.

A.Cabanel, uomo dell’800, poteva esprimere liberamente tematiche che prima erano soggette piuttosto alla volontà del committente. La figura dell’Artista si svincola dal suo ruolo subordinato e crea per vocazione, dunque l’arte assume una connotazione molto personale e libera.

Una rappresentazione biblica insolita

NelL’angelo Caduto di Alexandre troviamo una rappresentazione di un episodio biblico insolito per la tradizione artistica religiosa. L’angelo caduto al quale fa riferimento il titolo è niente meno che Lucifero, il Diavolo. Un giovane ragazzo con delle splendide ali che è stato punito e quindi piange. La lacrima di Lucifero sembra un piccolo diamante sul volto corrucciato, e una schiera celeste osserva il drammatico avvenimento. La dirompenza delle emozioni dà una carica vitale all’intero quadro.

L’ossimoro tra il soggetto e la sua raffigurazione, ovvero Satana, spesso rappresentato come una bestia portatrice del peccato, qua diventa un angelo commosso che è appena stato scaraventato sulla terra per vivere negli Inferi, per poi creare il suo impero, si chiarifica andado direttamente alla fonte della sua ispirazione: la Bibbia.

Lucifero nella Bibbia

Per quanto le interpretazioni sul significato della parola “Lucifero”  siano ancora discusse, Alexandre Cabanel sembra attribuire al quadro delle connotazioni e caratteristiche riferibili a Lucifero direttamente nel testo sacro. In Ezechiele 28,12 14-16 troviamo dei riferimenti a un principe anonimo che venne posto dal cretaore sul monte di Dio e al quale si riferisce come cherubino:


«
 Tu eri un modello di perfezione,
pieno di sapienza,
perfetto in bellezza.
Eri come un cherubino ad ali spiegate a difesa;
io ti posi sul monte santo di Dio,
e camminavi in mezzo a pietre di fuoco.
Perfetto tu eri nella tua condotta,
da quando sei stato creato,
finché fu trovata in te l’iniquità.
Crescendo i tuoi commerci
ti sei riempito di violenza e di peccati;
io ti ho scacciato dal monte di Dio
e ti ho fatto perire, cherubino protettore,
in mezzo alle pietre di fuoco. »  

Ezechiele 28,12 14-16

Secondo le scritture Lucifero era una cretura divina, un Angelo, tra i più splendenti e saggi tra tutti gli angeli, era il più ammirato e amato dal suo Creatore. Ma Lucifero voleva volare più in alto del Padre Eterno ponendosi alla pari del suo stesso padre.

 « Il tuo fasto è disceso negli inferi, come la musica delle tue arpe. Sotto di te si stendono le larve, i vermi sono la tua coperta. Come sei caduto dal cielo, astro del mattino, figlio dell’aurora! Come fossi precipitato a terra, tu che aggredivi tutte le nazioni! Eppure tu pensavi in cuor tuo: “Salirò in cielo, al di sopra delle stelle di Dio erigerò il mio trono. Siederò sul monte dell’assemblea, ai confini del settentrione. Salirò sulle nubi più alte, sarò simile all’Altissimo » 

Isaia 14: 11-14

Il dramma di un Angelo Caduto

NelL’angelo Caduto di Alexandre Cabanel viene rappresentato il momento in cui Dio scaraventa il suo angelo preferito e altrettanto presuntuoso sulla terra. È ancora dolorante e cerca di nascondere le lacrime sul suo viso con un vigoroso movimento delle braccia. I suoi occhi sono luminosi e il volto è rosso di rabbia. Il corpo marmoreo, michelangiolesco, è in tensione. La schiera celeste di angeli assiste dall’alto, un forte movimento vorticoso si apre nell’azzurro del quadro, dove i suoi fratelli angeli piangono, si consolano e portano le mani al cielo per la perdita del loro fratello condannato agli inferi, del quale diventerà padrone.

Silvia Giaquinta per Questione Civile XXI

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