MARGARET THATCHER: LA LADY DI FERRO DELLA GRAN BRETAGNA

Oggi, l’Archivio di Storia delle Relazioni Internazionali presenta il profilo della donna divenuta un’icona di forza grazie alla sua determinazione e fermezza, con cui è riuscita ad affermarsi in un mondo, quello politico, per tradizione maschile: la lady di ferro, la prima donna Premier inglese Margaret Thatcher.

Margaret Hilda Thatcher, baronessa Thatcher, nata Roberts e coniugata Lady Thatcher nasce a Grantham, il 13 ottobre 1925. Si laurea in chimica presso il Somerville College dell’università di Oxford, e fin dai tempi dell’università mostra un’ardente vocazione per la politica, diventando presidente di un’associazione studentesca conservatrice. Dopo la laurea, lavora come ricercatrice chimica presso la BX Plastics, un’industria di ingegneria per materiali plastici, e consegue anche una laurea in giurisprudenza.

La Lady di ferro ed il suo impegno politico

Per seguire i suoi impegni politici, si trasferisce a Dartford, nel Kent, dove lavora presso una famosa industria conserviera del Regno Unito. A Dartford partecipa alle elezioni del 1950 e 1951, non riesce a sconfiggere il candidato del Partito Laburista, ma fa aumentare notevolmente i consensi del suo partito.

Nel 1959, inizia concretamente la sua carriera politica: viene eletta alla Camera dei Comuni, in cui è una dei pochi conservatori a votare a favore della depenalizzazione dell’omosessualità maschile e dell’aborto, vota per il mantenimento della pena di morte e attacca il Governo laburista di Harold Wilson per le sue politiche fiscali. Nel 1975, divenne leader del Partito Conservatore, la prima donna a ricoprire tale carica.

Da leader dell’opposizione mantiene molti uomini di Heath nello Shadow Cabinet, ma critica la proposta del predecessore di dare maggiore autonomia alla Scozia cercando di convertire il partito alle sue visioni di politica monetaria (“Supply-side economics”). Nel 1976, tiene un famoso discorso in cui attacca duramente l’Unione Sovietica: è grazie a questo suo discorso che ottiene il soprannome di “Iron Lady”, espressione da sempre associata alla sua immagine.

Prime Minister: il primo mandato

Nello stesso anno, il governo laburista di James Callaghan è in grave difficoltà a causa di scioperi, crescente disoccupazione e collasso dei servizi pubblici; i conservatori sfruttano a loro vantaggio la situazione e alle elezioni del 1979 ottengono la maggioranza alla Camera dei Comuni: Margaret Thatcher diviene, così, Primo ministro del Regno Unito.

Da Primo ministro, Thatcher si impegna per fermare il declino economico dell’Inghilterra e per restituire al Paese un importante ruolo nel panorama internazionale. Le condizioni economiche del Regno Unito nel 1979 sono disastrose: l’inflazione tocca picchi mai raggiunti, la spesa economica è alle stelle, il debito è troppo elevato e lo strapotere sindacale non consente le riforme necessarie.

In quanto filo-monetarista, Lady Thatcher incrementa il tasso d’interesse, diminuisce il circolante per ridurre l’inflazione e aumenta l’IVA di un punto percentuale, preferendo la tassazione indiretta a quella diretta; questi interventi colpiscono soprattutto l’industria manifatturiera, per cui la disoccupazione giunge a raddoppiare in poco più di un anno.

Nel 1982, l’inflazione torna a livelli accettabili e il tasso d’interesse viene abbassato, consentendo così al Paese di respirare; nonostante la crescita economica abbia tratto giovamento da questi interventi, l’industria manifatturiera riduce i propri utili di un terzo in quattro anni, e nello stesso periodo di tempo la disoccupazione quadruplica.

Duri colpi per il governo Thatcher

Nel 1980, tenta di proibire, senza riuscirci, l’uso nelle istituzioni pubbliche del termine “sandinismo” e i suoi derivati a seguito dell’assassinio, da parte dei sandinisti, del dittatore nicaraguense Anastasio Somoza Debayle. Nel 1981, un numero di terroristi appartenenti all’IRA (un’organizzazione paramilitare che si batteva per la fine dell’ingerenza britannica in Irlanda del Nord) inizia lo sciopero della fame per riottenere lo status di prigionieri politici abolito dal precedente Governo.

Margaret Thatcher non cede alle loro richieste alla luce delle atrocità compiute dall’IRA e i suoi seguaci, come l’assassinio di Louis Mountbatten, zio materno del marito della regina Elisabetta II, Filippo di Edimburgo, e lontano cugino della Regina stessa.

Si scoprirà solo nel 2011, dopo la desecretazione di documenti riservati, che nel 1981 il KGB avrebbe voluto inviare nel Regno Unito un commando terrorista per uccidere Margaret Thatcher, in quanto alleata degli Stati Uniti e Primo Ministro di una potenza nucleare ostile all’Unione Sovietica.

Nel 1982, l’esercito militare dell’Argentina rivendica le Isole Falkland, in realtà territorio britannico, occupando illegalmente le isoleFalkland, le isole del Sud Georgia e le isole Sandwich del Sud. La Lady di ferro invia tempestivamente una task force navale, ma tenendo sempre aperto un canale diplomatico per ristabilire il controllo inglese sulle isole, e liberare i cittadini britanni presenti nei territori occupati; l’operazione è un vero e proprio un successo e nel Regno Unito si scatena un’ondata di patriottismo, oltre che grande sostegno ed acclamazione per l’amministrazione Thatcher.

Chi si trova in guerra, non si può far distrarre da complicazioni diplomatiche, deve superarle con ferrea volontà“.

Il secondo mandato e i duri attacchi politici

Nel 1983, Thatcher è Primo Ministro per un secondo mandato. Nell’ottobre 1984, esce illesa da un attentato dei repubblicani irlandesi dell’IRA diretto contro di lei e contro tutto il suo gabinetto, durante il Congresso del partito conservatore al Grand Hotel di Brighton; l’attentato causa la morte di cinque persone compresi Eric Taylor, Lady Shattock, Lady Maclean e Roberta Wakeham. Il giorno dopo, la lady di ferro non rinuncia a tenere il discorso al congresso, rifiutandosi di compiacere i desideri dell’IRA che era intenzionata a bloccarlo.

In materia di politica estera, Thatcher è molto vicina al presidente statunitense Ronald Reagan (per saperne di più, clicca qui), sia riguardo la sua politica di deterrenza, sia con la svolta determinata dall’era Gorbačëv. La forte volontà della Thatcher di mantenere legami più stretti con gli Stati Uniti, per quanto riguarda la politica difensiva, la pone in contrasto col suo Ministro della Difesa, che si dimette per protesta.

Contrariamente ad alcuni Stati europei, come Francia, Spagna e Italia, la Gran Bretagna di Margaret Thatcher partecipa al bombardamento statunitense sulla Libia del 1986, fornendo all’alleato storico basi aeree a terra e portaerei. Inoltre, concede a Hong Kong lo status di Special Administrative Region.

Nel 1986, abolisce il Greater London Council (il massimo organo amministrativo di governo locale della Greater London) e altre 6 istituzioni analoghe, che come scopo principale avevano quello di aumentare le tasse comunali, ostacolando il processo di snellimento dei tributi. Viene eletta nuovamente come capo del governo conservatore alle elezioni del 1987, e grazie a questa vittoria diviene il primo e unico premier britannico del XX secolo a ottenere la nomina per ben tre mandati consecutivi.

Thatcher e l’Unione Europea

In politica estera, Thatcher accentua la sua ostilità nei confronti dell’Europa, opponendosi fermamente al progetto di creare l’Unione europea e, soprattutto, alla possibilità di creare una moneta unica, ritenendo che uno stato davvero libero debba avere la sua propria moneta ed essere sovrano in materia fiscale e finanziaria. Questa posizione assai netta contro l’Europa provoca una prima spaccatura nel partito: il Ministro dell’Economia e quello degli Esteri minacciano le dimissioni nel caso in cui il Primo ministro non accetti un accordo europeo riguardante i cambi monetari.

Thatcher: la difficile decisione di dimettersi

La sua politica monetaria continua ad essere dura e netta, attraverso la poll tax e la decisione di agganciare la sterlina al marco tedesco, causando recessione, scioperi e graduale dissenso popolare. Il 20 novembre 1990, mentre la Thatcher è alla conferenza della Carta di Parigi, si svolgono le elezioni per la carica di leader del Partito Conservatore. La Thatcher non raggiunge la maggioranza richiesta per soli 4 voti: è il segnale inequivocabile della rivolta dei membri del partito contro di lei. La situazione precipita nelle ore successive, quando, rientrata a Londra, la Thatcher avvia delle consultazioni con i ministri del suo Governo, dopo aver frettolosamente annunciato a Parigi che non si sarebbe mai ritirata dalla contesa per la leadership.

Durante la notte, tuttavia, constatato l’isolamento politico nel suo stesso Governo, decide di dimettersi da Primo ministro; sostiene la candidatura del Ministro dell’Economia John Major, che al Congresso del partito vince e le succede come Premier. Sono ancora oggi celebri le immagini dell’ultima volta al numero 10 di Downing Street, il 28 novembre 1990, quando la Thatcher, con le lacrime agli occhi, si avvia verso l’auto per lasciare quella che, per 11 anni e mezzo, era stata la sua residenza.

Ritiratasi a vita privata, Margaret inizia a soffrire di Alzheimer: alla stampa, sua figlia racconta della sua malattia, di come la lady di ferro iniziava a confondere i ricordi, e delle tante volte in cui dovette ricordarle che il marito Denis era morto da tempo poiché molto spesso conversava e dialogava con lui come se fosse sempre vivo.

L’eredità politica di Margaret Thatcher

Margaret Thatcher muore all’età di 87 anni nella sua suite presso l’Hotel Ritz, nel centro di Londra, la mattina dell’8 aprile 2013. La lady di ferro, la prima Premier donna del Regno Unito e colei che segna un vero e proprio cambiamento nell’immaginario dello stereotipo femminile a livello mondiale lascia un’eredità politica immensa: le sue politiche, ricordate sotto il nome di “Thatcherismo” sono ad oggi ancora sostenute ed acclamate, ed i governi successivi, sia conservatori che liberisti, hanno mantenuto gran parte delle sue riforme. 

Martina Ratta per Questione Civile – XXI

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