Cinepanettoni: specchio della società o fenomeno trash?

Per gli italiani nati tra gli anni ’60 e ’70, l’estate dell’83, oltre a rappresentare l’inizio di una giovinezza più o meno spensierata, ha fatto breccia nel loro cuore con canzoni passate in tutte le radio nazionali interpretate da ragazzi romani conosciuti con pseudonimi inglesi come Ryan Paris e Mike Francis. Sempre nel 1983, i fratelli Vanzina partorirono la prima commedia di una lunga serie di film passati alla storia del cinema italiano con il nome di cinepanettoni: “Sapore di mare”. 

Genesi di un genere

Sebbene il neologismo “cinepanettone” indichi un filone di prodotti filmici uscenti nelle sale sotto il periodo di dicembre e che ha come sfondo le vacanze natalizie, il capostipite di questi è un ritratto delle famiglie italiane borghesi in villeggiatura a Forte dei Marmi negli anni ’60. Contribuirono al successo strepitoso di questo film (10 miliardi di lire al botteghino) le interpretazioni di un giovane Christian De Sica, ormai ritenuto da molti un attore imprescindibile dai cinepanettoni, di Jerry Calà e Virna Lisi. 

Considerato da alcuni critici il “Grease” italiano, “Sapore di mare” vuole far rivivere alle generazioni posteriori agli anni ’60 un periodo estivo di relativa spensieratezza in cui le ragazze cominciano a il loro cammino di emancipazione, abbandonando il costume intero in favore del bikini, e i giovani uomini cercano di attrarle attraverso divertenti tattiche di seduzione.

“Sapore di mare” del 1983. Da sinistra: Isabella Ferrari, Giorgio Vignali, Angelo Cannavacciuolo, Karina Huff, Christian De Sica, Jerry Calà e Marina Suma.

Il primo cinepanettone: “Vacanze di Natale”

 Gli incassi record di “Sapore di mare” spinsero Enrico e Carlo Vanzina a proseguire il ciclo di commedie con un secondo film ambientato a Cortina, girato ad ottobre dello stesso anno, il 1983. Sulle note di “Dolce vita” di Ryan Paris il film comincia, mostrando allo spettatore gli italiani che si affrettano a entrare in pista da sci non prima di aver salutato i propri amici residenti all’Hotel Cristallo e dintorni. 

Anche in questo caso lo spaccato di società rappresentato è quello alto-borghese, fanno eccezione i personaggi interpretati da Claudio Amendola e Jerry Calà, che sono proletari con desiderio di ascesa sociale. Interessante soprattutto come i personaggi, per provenienza, si distribuiscano sull’asse Roma-Milano, una delle grandi dicotomie tematiche caratteristiche della filmografia trash italiana degli anni ‘70/’80. Il film si modella sullo scheletro di “Vacanze d’inverno” del 1959 di Camillo Mastrocinque, sempre ambientato a Cortina e avente come interpreti principali Alberto Sordi ed il padre di Christian De Sica, Vittorio. 

Karina Huff e Christian De Sica di nuovo insieme in “Vacanze di Natale”.

Il sodalizio Boldi-De Sica

Nel 1986 uscì nelle sale italiane il lungometraggio comico “Yuppies”, basato sul fenomeno anni ’80 dello yuppismo, di cui Gianni Agnelli era l’immagine simbolo. Il film vanta tra i suoi protagonisti, oltre alla coppia già collaudata Calà-De Sica, (che il pubblico ha rivisto in “Vacanze in America” del 1986) anche Ezio Greggio e Massimo Boldi che si stagliano sullo sfondo della “Milano da bere”. 

È dopo questa commedia che nacque ufficialmente il sodalizio tra De Sica e Boldi, protrattosi fino all’ultimo film prodotto in Italia nel 2020: “In vacanza su Marte”.

Una delle coppie di interpreti più famose del cinema italiano è composta da un attore dall’accentuata cadenza romana e un altro proveniente dal Varesotto. Sono tutti presupposti che se diretti in maniera inadeguata dai registi e sceneggiatori, avrebbero potenzialmente prodotto un flop nell’industria cinematografica e che invece si sono rivelati vincenti al box office.

Come è strutturato un cinepanettone?

Tutti i film riconoscibili come cinepanettoni presentano delle unità d’azione e di tempo simili, se non (in certi casi) uguali. Solitamente la trama prevede che uno dei due protagonisti (Christian De sica) impersoni uno squattrinato cacciatore di eredità che tenta di sbarcare il lunario cercando di sposare ricchissime donne, ma è ostacolato in parte dalla presenza di un’amante e dall’inettitudine del suo coprotagonista, in prevalenza interpretato da Massimo Boldi. 

Dopo “Vacanze di Natale 2000”, i cinepanettoni abbandonano l’ambientazione italiana per favorire una estera. Su questa linea viene fornito al pubblico il ritratto dell’italiano turista che ritrova i suoi connazionali anche dall’altra parte del globo e rimane vittima di eventi spiacevoli e dissacranti.  

In effetti, poche sono le differenze tra le avventure di questi personaggi e le peripezie delle commedie plautine.

Il divorzio artistico

Dopo un altro clamoroso successo con “Natale a Miami” (2005), diretto però da Neri Parenti, al quale Carlo Vanzina passò temporaneamente il testimone con “Vacanze di Natale ’95”, la coppia artistica Boldi-De Sica si divise e la produzione del cinepanettone si diramò e perdette anche parte della qualità presente nei primi film. 

Da una parte, Boldi venne sostituito da Massimo Ghini, il quale fu diretto con De Sica da Neri Parenti sempre per produzioni di Aurelio De Laurentis, mentre l’attore lombardo dopo il cinepanettone del 2005 fu scritturato da Carlo Vanzina per “Olè” del 2006. Il ritorno della coppia è stato sancito dal film “Amici come prima” del 2018.

Massimo Boldi e Christian De Sica in “Amici come prima” del 2018.

Il successo del cinepanettone

Da quasi 40 anni il film di Natale è rimasto una costante da non perdere per milioni di italiani.  Probabilmente, l’appuntamento di dicembre è diventato irrinunciabile (soprattutto per chi ha vissuto la propria giovinezza negli anni ’90 e nel primo decennio del 2000) perché si tratta di un elemento che ha accompagnato la vita delle persone per decenni. 

Nonostante sia indubbio il decadimento qualitativo dei cinepanettoni degli ultimi 15 anni e la discesa del numero di incassi, perché ricordiamo con piacere questi film e in linea di massima ci interessa ancora vederne di nuovi? 

Christian De Sica, figlio d’arte, è divenuto un attore comico perché unicamente diretto in film di questa portata. Fortemente richiesto in produzioni di commedie di Natale, ha sviluppato la sua inclinazione per il sarcasmo puntando su una mimica facciale e una gestualità che non ha eguali in Italia. 

Le sue battute in romanesco superano di sicuro il repertorio di Boldi, che a detta di molti non presta neanche un supporto alla perfomance di De Sica, ma fornisce quasi l’elemento per cui l’attore romano si infervora e dà il meglio delle sue capacità comiche. 

Vi è anche da dire che in ogni cinepanettone è importante la presenza di attori che fungono da cornice alle vicende; nel corso degli anni abbiamo visto susseguirsi Sabrina Ferilli, Paolo Conticini, Biagio Izzo, Vincenzo Salemme, Nancy Brilli, Alessandro Siani, Michelle Hunziker e molti/e altri/e. Ogni interprete ha dato un apporto alla pellicola a seconda della propria inclinazione artistica.

La cultura disimpegnata

Affacciatisi al mondo come film di minor impegno rispetto a quelli della commedia all’italiana, i cinepanettoni hanno sempre offerto spunti di riflessione riguardo la società che si promettevano di rappresentare. Con il passare degli anni, i lungometraggi di Boldi e De Sica si sono rivelati ancora una volta una costante nella vita di molti connazionali, e forse un momento di eccentrica evasione dalla “celeste” nostalgia degli anni ‘80. 

Anche se è indubbia la ripetitività di tematiche ed intrecci, probabilmente la monotonia della risata è ciò di cui molti necessitano, per sentirsi al sicuro dal cambiamento, o forse il vero mutamento è quello che interessa la cultura italiana, la quale ha assunto recentemente i connotati di un fenomeno a tratti trash sedimentatosi col tempo in una società sempre più capitalistica.

Camilla Mion per Questione civile-XXI

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