Moravia: uno sguardo sull’universo dello scrittore

Moravia

Breve biografia di Alberto Moravia

Alberto Pincherle Moravia nasce il 28 novembre 1907 a Roma. Il padre, nato a Venezia, era architetto e pittore, e proveniva da una famiglia di origine ebraica; la madre, nata ad Ancona, proveniva da una famiglia immigrata proveniente dalla Dalmazia. Moravia è il secondo di quattro figli: ha due sorelle e un fratello. Durante l’adolescenza, Moravia si ammala di tubercolosi, malattia che lo costringe a trascorrere molto tempo a casa, impedendolo così di avere una frequenza regolare a scuola. Viene in seguito ricoverato in un sanatorio a Cortina d’Ampezzo per un anno (‘24-‘25).

Tra miglioramenti e momenti di crisi, inizia la stesura del suo primo romanzo, Gli Indifferenti. Collabora con diverse riviste e mensili, e viaggia molto. Tra il 1935 e il 1939 visita gli Stati Uniti, il Messico, la Cina e la Grecia. Il periodo di grandi viaggi continuerà e tornerà anche dopo 20 anni: andrà anche in Brasile, Giappone, India. Questi numerosi viaggi sono d’ispirazione per la stesura di diverse opere e si rintracciano dunque tra le sue pagine. Negli anni della Seconda Guerra Mondiale, alcune sue opere vengono inserite nella lista di autori ebrei e rischia di essere arrestato. Riesce a fuggire, stabilendosi a Napoli per poi tornare a Roma dopo la Liberazione.

Si occupa poi anche di politica e si presenta da intellettuale indipendente alle elezioni europee nelle liste del Pci e diventa Deputato al Parlamento Europeo (’84-’89). Nella sua vita privata, si sposa con la scrittrice Elsa Morante, e successivamente si separa e va a vivere con la scrittrice Dacia Maraini. La sua intensa vita si conclude a Roma, nel 1990.

L’attività letteraria di Moravia 

L’attività letteraria di Moravia si rivela essere molto intensa e prolifica. Opera dopo opera è possibile seguire un’evoluzione di pensiero che si snoda per tutto il corso del Novecento.

Partendo dal romanzo d’esordio, Gli Indifferenti (1929), Moravia concentra l’attenzione sul mondo borghese, in cui l’indifferenza era nascosta dietro le maschere di personaggi sia femminili che maschili. L’elemento della maschera riflette l’interesse per il mondo del teatro che Moravia nutriva fin da ragazzino. Di fatto, molte descrizioni nel romanzo sembrano essere delle scene di una rappresentazione teatrale, con l’entrata in scena di personaggi su un palcoscenico.    In seguito, la tematica esistenzialistica si evolve e si sussegue nei romanzi Il disprezzo (1954), La noia (1960) e L’attenzione (1965). Le tre opere segnano una crisi esistenziale progressiva nella poetica moraviana. I protagonisti sono uno scenografo, un pittore e un regista che vivono uno squilibrio interiore e tentano di ridefinire la realtà attraverso il mondo dell’arte. Moravia, così, arriva ad un punto di svolta, preannunciando la crisi sociale e della figura dell’intellettuale degli anni Settanta in Italia.

La produzione moraviana è caratterizzata anche dalla pubblicazione di varie raccolte di racconti, come La bella vita, già editi su riviste, o I sogni del pigro. Rispetto all’unione di descrizione-azione-riflessione che caratterizzava i romanzi, e soprattutto il romanzo d’esordio, ora Moravia si concentra sulla descrizione. In questo caso, il narratore onnisciente scruta e descrive tutto ciò che vede. 

Ai suoi viaggi è legata una narrativa che riflette svariate tematiche, tra cui l’uomo paragonato ad una macchina o ad un automa, come lo stesso titolo di una sua opera ci suggerisce (L’automa, 1962); la tematica tragicamente attuale del nucleare ricorre in varie opere, come L’inverno nucleare (1986), in cui Moravia intervista scrittori e studiosi, cercando di fare una sorta di lotta contro le armi nucleari attraverso la scrittura.

Tematiche in Moravia

L’universo moraviano molteplici tematiche, che convergono tra le pagine di romanzi, saggi e racconti. 

I personaggi di Moravia che non si creano illusioni, si analizzano realisticamente e interpretano la realtà che li circonda. L’analisi del rapporto di coppia e del matrimonio sono temi che vengono spesso messi in discussione e sono anche causa di crisi e turbamenti. Altro motivo che crea angoscia e illusione nei personaggi moraviani è la creazione artistica. Aspirano alla scrittura di romanzi, sceneggiature cinematografiche o teatrali, ma si ritrovano ad avere una mancanza di vitalità e creatività. L’intenzione di scrivere una storia porta però a un esito negativo: i personaggi tendono poi a distruggere la loro opera, e prendono coscienza che la scrittura in realtà non è possibile. L’artista, così, fa i conti con le proprie crisi e i propri fallimenti.

La rappresentazione della figura femminile si rintraccia all’interno di diverse descrizioni. Un esempio è la descrizione di Leda, protagonista del romanzo L’amore coniugale, in cui la figura femminile concettualizza armonia e idillio. Inoltre, la donna viene associata all’universo zoomorfo ed è spesso paragonata ad animali. 

Un altro tema ricorrente è la monotonia quotidiana, che si scontra dall’altra parte con la sete di vivere. I personaggi di Moravia, soprattutto nei testi del periodo tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale, rifiutano la monotonia quotidiana e aspirano ad una vitalità che non riescono ad analizzare perché intrappolati nell’incapacità di realizzare sogni o progetti. Si crea, così, un meccanismo di contemplazione della realtà e immobilità che viene interiorizzato in diversi personaggi. Inoltre, la vitalità non è intesa come qualcosa di meccanico, automatico, bensì come energia e dinamismo. Di fatti, Moravia stesso rifiutava l’idea di uomo-macchina, e il conseguente sviluppo tecnologico che aveva portato l’uomo ad annullarsi. La vitalità, dunque, si contrappone all’alienazione, all’individualismo e al meccanicismo. 

I paesaggi in Moravia: idillio e tempesta

Nei paesaggi di Moravia si rintraccia la tempesta, che si contrappone all’idillio naturale. La tempesta è caratterizzata da tuoni, lampi, piogge, e si associa al turbamento e allo stato d’animo dei personaggi. Tale fenomeno climatico rappresenta anche in maniera metaforica il tema della guerra. Il rimbombo dei tuoni e l’improvviso cambiamento di tempo annunciano la tempesta della guerra e il rumore dei cannoni. L’idillio, invece, rappresenta un momento di pace e tranquillità, armonia e serenità. Il paesaggio naturale documenta l’idillio attraverso elementi come l’aria mite, la luce diurna, la passeggiata per i viali, il silenzio della natura. Accade anche però che l’idillio viene infranto a causa dell’angoscia e dalla perdita di armonia.

Conclusioni

Moravia interpreta e traduce la complessità della condizione umana, attraverso i suoi personaggi in numerosi scritti. L’illusione accompagna l’animo umano, e il tormento che ne consegue porta a volte a sperimentare decisioni drastiche ed estreme. Durante la sua vita, Moravia è testimone di un lungo periodo storico che si rintraccia inevitabilmente tra le sue pagine, come il periodo della guerra. Si aggiungono poi le esperienze vissute attraverso i viaggi, che hanno permesso a Moravia di rappresentare una società intrappolata da automatismi e schemi dovuti al progresso industriale ed economico. L’autore, così, spinge a riflettere e avere il quadro di una narrazione mai scontata ed essere considerato un classico, rimando sempre attuale nel corso del tempo.

Giulia D’Alonzo per Questione Civile

Bibliografia e sitografia

D’Antuono Nicola, “L’universo immaginario di Alberto Moravia. Un paradigma”, 2017, Carabba Editore.

https://www.fondoalbertomoravia.it/

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