William Turner: natura selvaggia e paesaggio pittoresco

William Turner

Il sublime nella pittura del XIX secolo, l’opera di William Turner

William Turner, celebre paesaggista romantico inglese, è noto per rappresentare una natura selvaggia e inaccessibile, al tempo stesso grandiosa e infinita. Le sue tele catturano gli effetti atmosferici, i giochi di luce e le sfumature del colore in un’espressione unica e potente. Figura visionaria del Romanticismo, Turner seppe evocare un sentimento della natura che trascende le capacità dell’occhio umano, mettendo in risalto quella connessione emotiva e spirituale.

Il Romanticismo: spiritualità e simbolismo nella natura

Con l’avvento del Romanticismo, la natura assunse un ruolo centrale quale fonte di ispirazione estetica e riflessione sulla sua grandezza, interpretata attraverso rappresentazioni dal tono drammatico e dal carattere sublime. Il paesaggio non fu più concepito esclusivamente come elemento esterno, ma si trasformò in un’esperienza che dialogava con l’interiorità individuale, sovente raffigurato come una dimensione ampia e sconfinata, in grado di generare sentimenti di terrore e soggezione. Per esprimere il concetto di sublime, gli artisti romantici si dedicarono alla rappresentazione di eventi naturali intensi e perturbanti, quali tempeste, naufragi, incendi o altri fenomeni dirompenti. Queste raffigurazioni non solo suscitavano un profondo senso di orrore, ma alimentavano anche una curiosa attrazione verso il tragico e il terrificante da parte del pubblico. Tra i protagonisti che meglio incarnarono questa sensibilità si distingue il pittore inglese Joseph Mallord William Turner (1775-1851), il cui lavoro riflette pienamente le dinamiche estetiche ed emotive del Romanticismo.

La natura di William Turner

Uno dei luoghi più emblematici che riflettono la percezione romantica della natura è rappresentato dalla catena montuosa del Gran San Bernardo, con il celebre “Ponte del Diavolo”. Questo luogo è stato oggetto di numerose rappresentazioni artistiche, tra cui quella realizzata da Turner, che ne offre una versione particolarmente evocativa. Durante il suo primo viaggio in Europa nel 1802, l’artista si trovò a percorrere il fiume Reuss, sul quale si erge il Ponte del Diavolo. Questa struttura fu da lui immortalata in un suggestivo dipinto che raffigura il passaggio delle truppe militari stanziate sul monte, imbracciando le armi per affrontare il noto e insidioso attraversamento. Il ponte sovrasta una gola stretta e profondamente incisa, conferendogli un ulteriore fascino intriso di inquietudine.

Questo ponte è divenuto famoso grazie a una celebre leggenda narrata dai fratelli Grimm. La storia racconta di un giovane pastore innamorato di una fanciulla che viveva al di là della montagna. Deciso a raggiungerla, il ragazzo strinse un patto con il diavolo affinché quest’ultimo costruisse un ponte; in cambio, il primo essere vivente che lo avrebbe attraversato sarebbe diventato di sua proprietà. Con astuzia, però, il pastore spinse un cerbiatto a passare per primo, ingannando così il diavolo.

William Turner, Il Ponte del Diavolo al San Gottardo, 1803-1804, olio su tela, Zurigo, Kunsthalle.

Tra storia e atmosfera: la sensibilità di William Turner

Turner, noto per il suo legame con la pittura di paesaggio, si impegnò a raffigurare nelle sue opere principalmente fenomeni atmosferici arricchiti da elementi storici. In tal modo, si inserì nel filone della pittura storica, ottenendo così un riconoscimento costante da parte della Royal Academy britannica, pur mantenendo una profonda attenzione verso la rappresentazione della natura.

Snow Storm

In Snow Storm: Hannibal and His Army Crossing the Alps (1812), il doppio titolo conferisce alla pittura storica contemporanea una dimensione ibrida e originale. Il titolo principale, “Snow Storm”, è seguito da “Hannibal and His Army Crossing the Alps”, una struttura che, pur garantendo una legittimità narrativa, pone l’episodio storico in secondo piano. Difatti, la scena che rappresenta Annibale e il suo esercito attraversare le Alpi è relegata nella parte inferiore del dipinto, con i personaggi, fatta eccezione per quelli più definiti in primo piano, quasi nascosti sullo sfondo avvolto da una fitta nebbia. Turner si focalizza sulla rappresentazione della condizione atmosferica, una violenta tormenta di neve, utilizzando un movimento visivo che richiama alla mente il dinamismo di un’onda. L’intento non è quello di celebrare l’episodio storico ma di trasmettere la sensazione di annichilimento dell’individuo di fronte alla maestosità e alla forza distruttiva della natura.

Invece con Snowstorm: Steam-Boat off a Harbour’s Mouth (1842) l’artista descrive una condizione che lui stesso ha vissuto realmente. Si nota il movimento circolare in cui è imprigionato il battello, mediante una pittura priva di dettaglio, quasi proto impressionista. Per ottenere questa resa visiva, l’artista tende ad una tecnica di pittura ad olio particolarmente densa e ruvida, impiegando pennellate grasse e materiche. Questo stile deciso gli permette di catturare e tradurre con efficacia il carattere tumultuoso e caotico delle condizioni meteorologiche ritratte, esaltando il potere drammatico dell’opera.

William Turner
William Turner, Snow Storm: Steam-Boat off a Harbour’s Mouth, 1842, olio su tela, Londra, Tate Britain.
William Turner, Snow Storm: Hannibal and His Army Crossing the Alps, 1812, olio su tela, Londra, Tate Britain.

La Rivoluzione industriale nella pittura di William Turner

Turner si dimostrò estremamente attento alle innovazioni tecnologiche che, durante il XIX secolo, iniziarono a trasformare la sua nazione, in un periodo segnato dall’ascesa della Rivoluzione Industriale.

Nell’opera Rain, Steam, and Speed – The Great Western Railway (1844), egli raffigura una delle principali icone della società e dell’ingegneria dell’epoca: la locomotiva. Non a caso, attribuì al quadro un titolo composito, in cui il concetto di velocità viene accostato a due elementi naturali, la pioggia e il vapore, creando una sintesi pregnante tra tecnologia e ambiente. La scena presenta il treno lanciato a tutta velocità, ma Turner riesce a mantenere evidente la presenza di alcuni dettagli del paesaggio circostante, come il ponte visibile nella parte inferiore.

Come gran parte della sua produzione artistica, questa rappresentazione visiva nasce da un processo legato alla memoria: Turner era fermamente convinto che essa costituisse uno strumento essenziale per richiamare alla mente emozioni e sensazioni vissute in specifici momenti o eventi significativi. Attraverso tale rievocazione, l’artista filtrava e sintetizzava l’esperienza personale per tramutarla in una forma pittorica capace di trasmettere le impressioni del vissuto.

William Turner: luce, movimento e atmosfera

In conclusione, nella pittura romantica di William Turner emerge una chiara inclinazione verso rappresentazioni di scene naturali imponenti, come tempeste, incendi e naufragi, capaci di suscitare sentimenti di maestosità, terrore e stupore, in linea con il concetto romantico di sublime. L’artista fa della luce un elemento fondamentale, utilizzandola in maniera dinamica e vibrante per generare effetti atmosferici che sfumano i bordi e dissolvono le forme. Attraverso audaci accostamenti cromatici, egli esplora soluzioni che in alcune occasioni prefigurano l’uso del colore nell’Impressionismo. Le sue opere comunicano una sensazione di movimento e intensità, concentrandosi spesso su fenomeni naturali in continuo mutamento o scene ricche di azione. Tuttavia, il suo obiettivo non si limita alla mera riproduzione dettagliata del paesaggio; egli aspira piuttosto a catturare l’atmosfera e le emozioni che essa ispira, offrendo allo spettatore un’esperienza profondamente coinvolgente.

Matteo Mazzonetto per Questione Civile

Bibliografia

J. Ruskin, Turner e i preraffaelliti, a cura di G. Leoni, Abscondita, Firenze 2025.

M. Bockemühl, Turner, Taschen, Colonia 2022.

F. Mazzocca, Romanticismo, Giunti, Firenze 2018.

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