Anatomia di un’ossessione: la caduta dello scienziato tra il cinema di Cronenberg e l’universo di Breaking Bad
Il cinema di David Cronenberg, così come la narrazione seriale di Vince Gilligan Breaking Bad, palesano quel momento preciso dove la genialità scientifica devia nel delirio, evidenziando come, quasi sempre, quel momento sia segnato da un ronzio. Ne La Mosca, come nella serie Breaking Bad, il laboratorio smette di essere un tempio della razionalità per trasformarsi in una gabbia paranoica dove l’ordine lotta contro l’entropia.
Ne La Mosca (1986) di Cronenberg l’intrusione di un dittero nelle capsule di teletrasporto innesca una mutazione della carne, che ridefinisce i confini dell’identità umana. Nell’episodio Caccia grossa (10×3) della serie di Gilligan, una semplice mosca domestica diviene il catalizzatore di un collasso psicologico altrettanto devastante. Per Seth Brundle e Walter White, l’insetto cessa di essere un organismo biologico e diviene contaminante assoluto: simbolo vivente dell’impossibilità di esercitare un controllo totale sulla realtà e sui propri demoni interiori. La caccia all’intruso è, in entrambi i casi, il pretesto per mettere a nudo una fragilità strutturale, dove l’ossessione per la purezza diviene la prima causa di una rovina inevitabile.
Genesi di una mutazione: il legame tra Cronenberg e Breaking Bad
Occorre, prima di addentrarsi nel tunnel dell’ossessione, definire i perimetri in cui si muovono le due opere prese in causa. La mosca (1986) rappresenta il vertice del body horror di David Cronenberg. La mosca racconta la storia di Seth Brundle, scienziato brillante ma isolato. Il protagonista, nel tentativo di rivoluzionare il trasporto della materia, finisce per fondere il proprio DNA con quello di una mosca. Il film più che un horror fantascientifico si propone come una tragedia shakespeariana sulla fragilità della carne.
Breaking Bad, serie televisiva ideata da Vince Gilligan e andata in onda tra il 2008 e il 2013, segue la metamorfosi di Walter White. Walt è un anonimo professore di chimica che, successivamente a una diagnosi di cancro terminale, si trasforma in Heisenberg, re della metanfetamina. L’episodio Caccia Grossa (3×10), diretto da Rian Johnson, è un capitolo emblematico e divisivo. Esso sospende la trama orizzontale per concentrarsi esclusivamente sulla psiche del protagonista.
Tra le due opere vige un legame preliminare, risiedente nella loro natura di storie di trasformazione radicale. Sia ne La Mosca che in Breaking Bad, lo spazio del laboratorio viene usato come un utero distorto dove l’uomo nuovo viene alla luce. Il processo inizia con un’ambizione intellettuale legittima e termina in una mostruosità che non conosce ritorno. In ambedue le opere, la scienza funge da catalizzatore per un’indagine filosofica su cosa significhi perdere la propria umanità. Il ronzio della mosca diviene così il segnale acustico di un punto di non ritorno, oltre il quale la ragione abdica a favore del caos.
Decomposizione e colpa: il corpo di Brundle e la coscienza in Breaking Bad
Mentre Brundle e White condividono lo stesso spazio claustrofobico, le traiettorie della loro ossessione divergono nella maniera in cui consumano il soggetto. Per Seth Brundle, l’ossessione è viscerale e trasformativa: la mosca non è un nemico da scacciare. In questo caso la mosca è un ospite, che riscrive il suo codice genetico. Il body horror cronenberghiano utilizza la decomposizione fisica, come la perdita dei denti, delle unghie e della pelle, come metafora del fallimento. La decomposizione del corpo è metafora del fallimento della supremazia intellettuale sulla materia. In La Mosca, Brundle insegue una perfezione post-umana, ma finisce per soccombere a un’entità primitiva. La sua ossessione lo porta a osservarsi allo specchio con un misto di orrore e curiosità scientifica. Lo scienziato trasforma il proprio corpo nel laboratorio stesso della propria rovina.
Contrariamente, nell’episodio di Breaking Bad Caccia Grossa, l’orrore di Walter White è interamente psicologico e metafisico. La mosca che ronza nel laboratorio di Gus Fring non minaccia l’integrità fisica di Walt, ma la sua fragile architettura di giustificazioni morali. In questo episodio, l’azione si ferma e lascia spazio al delirio ossessivo. La mosca diviene il simbolo di una contaminazione che Walter White non può lavare con i solventi chimici.
L’insetto incarna il senso di colpa per la morte di Jane, il peso del segreto costudito a Jesse. La mosca è la consapevolezza di Walter di aver perso il controllo della sua esistenza a favore di un impero criminale che lo sovrasta. Come Brundle muta per un eccesso di ambizione, White impazzisce per un eccesso di consapevolezza. In Breaking Bad la mosca è il ronzio della coscienza del protagonista. Rumore bianco volto a rammendargli che, nonostante la purezza della sua metanfetamina, la sua anima è irrimediabilmente compromessa.
Il fallimento della logica: Heisenberg e la caccia grottesca
L’aspetto più tragico di entrambi i racconti è il totale fallimento del metodo scientifico quale scudo contro il caos. Entrambi gli uomini sono geni della logica, ma entrambi agiscono in maniera irrazionale. La caccia di Walt, armato di una scarpa e di un’improvvisata racchetta, è un girotondo grottesco. Il fallimento della caccia riduce il grande Heisenberg a una figura patetica e vulnerabile. Il protagonista di Breaking Bad nell’episodio compie il passaggio da figura eroica a cattivo della storia.
Parallelamente, ne La Mosca, Brundle tenta di curare la sua condizione attraverso ulteriori esperimenti, convinto che la tecnologia possa rimediare all’errore del caso. Ma l’ossessione è un vicolo cieco: più tentano di eliminare l’elemento di disturbo, più ne diventano assoggettati. L’insetto, nella sua semplicità biologica, vince sulla complessità umana perché non ha dubbi, non ha colpe e nemmeno ambizioni, esiste e basta. Nel tentativo di dare un ordine all’esistenza accidentale della mosca, Brundle e White autodistruggono la loro umanità.
L’eredità del ronzio: la resa finale
In ultima analisi, sia Cronenberg che Gilligan utilizzano la figura della mosca per sabotare l’illusione di onnipotenza dei loro protagonisti. La tragedia di Seth Brundle e Walter White non risiede nell’incidente in sé, ma nella loro incapacità di accettare l’imprevisto quale parte integrante dell’esistenza. La mosca di Brundle è il corpo che si ribella alla mente, mentre la mosca di White è la colpa che si ribella alla logica.
Il ronzio in Gilligan cessa grazie allo sparo pietoso di Veronica. La donna spara il colpo per porre fine all’agonia della creatura in cui Seth si è trasformato. In Breaking Bad il ronzio cessa invece con la morte fortuita dell’insetto nel laboratorio di Albuquerque. Quando il ronzio cessa, in entrambi i casi, non si assiste a un trionfo, ma a una resa. L’ossessione invece che risolvere il problema, ha consumato l’uomo. Resta, dunque, la consapevolezza che, per quanto un genio elevi le proprie barriere tecnologiche o chimiche, il mondo esterno troverà sempre una fessura. L’esterno si insedierà comunque e rivendicherà il suo caos.
Seth Brundle e Walter White finiscono entrambi come esemplari sotto vetro: esperimenti clinici sulla fragilità dell’ego umano. I due protagonisti sono condannati a scoprire che, nell’universo dominato dal caso, alle volte è l’essere più minuscolo a dettare le regole del gioco.
Maria Domenica Ferlazzo per Questione Civile
Filmografia e Bibliografia
Cronenberg, D., La Mosca (The Fly), Brooksfilms, 1986.
Gilligan, V., Breaking Bad, Sony Pictures Television, 2008-2013.
Johnson, R., Caccia Grossa (Fly), Breaking Bad, Stagione 3, episodio 10, 2010.
Canova, G., David Cronenberg, Il castoro Cinema, Milano, 1994.

