1984: il futuro distopico del XX secolo

1984

Un futuro che sa di presente in 1984 di George Orwell

Ormai, quando si parla di distopia, viene subito il mente il celeberrimo romanzo di George Orwell scritto nel 1948. Capolavoro indiscusso del ventesimo secolo, 1984 è una satira fantapolitica delle perversioni e degli abusi dei regimi dittatoriali che l’autore sta vivendo in quel momento. Nel 1948, infatti, Orwell stava vivendo sia la realtà della Germania nazista che quella dell’Unione Sovietica di Stalin, modellando così uno Stato autoritario che costituisce la base della narrazione. Il romanzo ha dato vita con la sua notorietà a diverse trasposizioni cinematografiche, nonché al noto programma Il Grande Fratello.

Trama e ambientazione di 1984

Si è nel 1984 (invertendo le ultime due cifre dell’anno in cui il libro è scritto). Il mondo è diviso in tre superpotenze: Oceania, Eurasia ed Estasia, che vivono in una perenne guerra atomica tra loro. In una Londra dall’aria angosciante e cupa, a tratti disumanizzante, i regimi dittatoriali hanno preso il controllo assoluto della realtà. La società è costantemente controllata attraverso speciali teleschermi dal Grande Fratello, una figura misteriosa che, senza essere mai vista, esercita il potere mediante il Partito unico e la psicopolizia. Quest’ultima ha il dovere di sorvegliare e punire chiunque commetta un reato di eterodossia, ossia l’atto di dissentire dal Partito, anche inconsciamente. La libertà di coscienza è totalmente eliminata: perfino i sentimenti non si possono più esprimere e l’atto sessuale è permesso soltanto una volta l’anno a fini procreativi.

Il trentanovenne Winston Smith si ribella a questa società iniziando a scrivere un diario, atto estremamente pericoloso che può portare all’arresto e alla tortura. Funzionario pubblico al Ministero della Verità, Winston è incaricato di riscrivere libri e articoli di giornale adeguandoli alla verità del Partito e modificando il passato. Qui incontra Julia, una ragazza con la sua stessa voglia di contrastare il regime, mantenendo vivi i ricordi del passato e quella che è la vera realtà. Tra i due nasce una storia d’amore ed entrambi entreranno a far parte di una confraternita che contrasta il partito, guidata da O’Brien. Costui veniva ritenuto da Winston un amico, ma si scoprirà essere uno dei membri più prossimi al Grande Fratello.

Il peso specifico del finale

Tale errore di giudizio porterà Winston e Julia all’arresto, al tradimento reciproco e alla tortura. Winston verrà giustiziato come tutti gli altri dissidenti, ma solo dopo un processo di adeguamento e rieducazione al bipensiero. Egli morirà così felice e amando il Grande Fratello. Il libro si chiude infatti con gli ultimi istanti di vita del protagonista, faccia a faccia con il manifesto del Grande Fratello che ormai ama con tutto sé stesso, al punto da morire per Lui.

Il finale del romanzo è una sconfitta, il riflesso dei sentimenti dell’autore verso il futuro in un periodo come quello della Seconda Guerra Mondiale.

Neolingua e bipensiero

La lingua parlata in Oceania è l’inglese, ma è in atto l’introduzione della cosiddetta neolingua, introdotta dal Partito allo scopo di avere l’assoluto controllo della popolazione. In questo linguaggio tutto è ridotto all’essenziale, di modo da eliminare ogni sentimento rivoluzionario e ogni possibilità di pensiero critico. Abolendo ogni parola che ricorda la libertà, infatti, nessuno potrà mai pensare a un concetto che le corrisponde, non avendo i mezzi per esprimerlo.

I contenuti di libri, giornali, film e documenti vengono riscritti continuamente, rimuovendo tutto quanto non sia in linea con le idee popolari del momento. Tutti i fatti che rivelino contraddizione o fallibilità del partito vengono periodicamente e sistematicamente cancellati e sostituiti. Il bipensiero permette ai cittadini di non notare la continua riscrittura della storia. Anche l’ultima possibilità di produrre letteratura dettata dai propri pensieri, ossia la scrittura a mano, è stata abolita. Poesie, canzoni e romanzi vengono realizzati automaticamente da complessi macchinari in base a schemi predefiniti. Anche gli articoli di giornale che il protagonista Winston corregge sono riscritti tramite un apparato, detto parlascrivi, in grado di produrre testo sotto dettatura.

Dovunque sono presenti i cosiddetti buchi della memoria, nei quali tutti i membri del Partito sono invitati a gettare i documenti “non aggiornati”. Di fatto, si tratta dei documenti non ancora riscritti secondo la verità del momento, di cui si incoraggia la distruzione.

Significato di 1984

Lo scopo principale dell’autore in 1984 è quello di metterci in guardia dai seri pericoli che i regimi totalitari rappresentano per la società. Vivendo in prima persona determinate situazioni storiche, Orwell intende esprimere un monito contro gli abusi di potere e le sopraffazioni mentali compiute da certe ideologie derivanti dall’accentuazione del nazionalismo e del fanatismo religioso. Pur essendo socialista l’autore infatti mette in guardia il lettore sul breve passo che intercorre tra le rivoluzioni e la violenza, nella sua forma fisica e psicologica. Nella visione fortemente distopica che Orwell descrive nel 1948 vediamo inoltre una grande sfiducia nel progresso tecnologico. Le nuove tecnologie sono strumenti importanti che il Partito usa per mantenere il controllo sui suoi cittadini.

Non possiamo quindi dire che l’ambientazione descritta da Orwell non sia influenzata dalla sua visione del presente che, in una visione della storia dialetticamente hegeliana, va a ripercuotersi sul futuro, fortemente dominato dall’abuso di potere della tecnologia.

1984 non smette mai di essere attuale, anche a quasi 80 anni di distanza dalla sua pubblicazione. Il futuro che viene descritto come minaccioso lo era tanto all’epoca come oggi. La minaccia tecnologica e la paura costante della repressione di ogni diritto umano sono sempre sempre dietro l’angolo. In una società in cui siamo sempre controllati tramite telecamere di sorveglianza in qualsiasi luogo, social network e dispositivi che ci fanno tenere tutto sotto controllo, Orwell ha intenzionalmente scritto un’opera immortale, mostrando che il controllo a cui sottoponiamo gli altri è lo stesso a cui sottoponiamo noi stessi.

Ginevra Tinarelli per Questione Civile

Bibliografia

G. Orwell, 1984, Traduzione di Stefano Manfrelotti, Mondadori, 2017

Sitografia

www.studenti.it

shakespeareinitaly.it

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