L’Anabasi e I Guerrieri della Notte: due epopee di sopravvivenza 

L’Anabasi e I Guerrieri della Notte

Un confronto tra la storiografia greca e un film cult anni settanta: L’Anabasi di Senofonte e I Guerrieri della notte

Cosa hanno in comune un generale greco del IV secolo a.C. e una gang di Brooklyn degli anni ’70? Molto più di quanto si possa immaginare. L’Anabasi di Senofonte e il film I Guerrieri della Notte (1979, diretto da Walter Hill) condividono una struttura narrativa profonda, quasi archetipica: un gruppo di uomini intrappolati in territorio nemico che deve combattere nel tragitto di ritorno verso casa. Un viaggio di sopravvivenza, di coesione e di identità collettiva che attraversa i secoli senza perdere nulla della propria forza.

L’Anabasi: la marcia dei Diecimila verso il mare

L’Anabasi (dal greco ἀνάβασις, salita o spedizione verso l’interno) è una delle opere più celebri della letteratura greca antica. Scritta intorno al 370 a.C., racconta la spedizione di circa diecimila mercenari greci,  i cosiddetti Diecimila, assoldati dal principe persiano Ciro il Giovane per scalzare il fratello Artaserse II dal trono del regno di Persia.

Dopo la sconfitta nella battaglia di Cunassa nel 401 a.C. e la morte di Ciro, i Greci si ritrovarono senza guida, senza alleati e in pieno cuore dell’impero persiano, a migliaia di chilometri da casa. Fu in quel momento che Senofonte,  filosofo, soldato e allievo di Socrate, emerse come leader. La narrazione dello storico segue la loro straordinaria marcia di ritorno attraverso Mesopotamia, Armenia e Anatolia, fino al fatidico grido collettivo: “Thalassa! Thalassa!” (Il mare! Il mare!), il momento in cui i soldati scorsero il Mar Nero e capirono di essere salvi.

I Guerrieri della Notte: una lunga notte a New York

Ispirato direttamente all’Anabasi,  il regista Walter Hill e il romanziere Sol Yurick lo hanno dichiarato esplicitamente, I Guerrieri della Notte (The Warriors, 1979) trasporta la vicenda in una New York distopica e notturna. I Warriors sono una gang di Coney Island che si reca nel Bronx, per  un raduno pacifico tra tutte le bande della città. Quando il leader carismatico dei Gramercy Riffs, Cyrus,  viene assassinato e la colpa ricade ingiustamente sui Guerrieri. Il gruppo si ritrova braccato da centinaia di bande nemiche e deve attraversare tutta la metropoli per tornare sano e salvo a Coney Island, il loro campo base. Celeberrime le scene di combattimento contro le bande dei Turnbull AC’s, le Lizzies e i Baseball Furies.

La struttura è identica: un gruppo straniero in territorio ostile, senza alleati, costretto a usare intelligenza, resistenza e solidarietà per sopravvivere e tornare a casa.

Le analogie più significative: il leader inatteso, la coesione, la redenzione

Nell’Anabasi, la guida non era prevista: i generali greci furono uccisi a tradimento dai Persiani, e fu un uomo di cultura, Senofonte stesso,  a prendere in mano la situazione. Ne I Guerrieri della notte, Swan emerge gradualmente come punto di riferimento del gruppo dopo l’eliminazione di Cleon. In entrambi i casi, la leadership nasce dall’emergenza, non dalla gerarchia.

L’Impero Persiano e la New York notturna funzionano allo stesso modo narrativo: ambienti ostili, incomprensibili, popolati da nemici. I Diecimila attraversano deserti, montagne e fiumi gelati; i Guerrieri attraversano strade, metropolitane e parchi urbani. Ogni tappa è una prova da superare. Ogni alleato potenziale si rivela una trappola orchestrata ad hoc nella caccia all’uomo.

In entrambe le narrazioni, la vera sfida non è solo esterna ma interna: mantenere unito il gruppo, gestire le tensioni, evitare che la paura o l’ambizione personale distruggano la coesione. Senofonte affronta ammutinamenti e defezioni; Swan deve fare i conti con Ajax, il membro più aggressivo e incontrollabile della gang, che finirà arrestato.

L’arrivo al mare nella Anabasi non è solo geografico: è la conferma che i Diecimila sono ancora un esercito, che ce l’hanno fatta come collettivo. Allo stesso modo, l’arrivo a Coney Island ne I Guerrieri della Notte è catartico,  la spiaggia, l’alba, il mare. Non è un caso: è la stessa immagine simbolica, la stessa promessa di salvezza attraverso l’acqua. Il mare rappresenta per entrambe le narrazioni la fine dell’incubo, la libertà e il ritorno alla civiltà, anche se lo scontro finale avviene proprio sulla sabbia (contro i persiani nell’Anabasi, contro i Roguesnel film di Hill).

Guerrieri! Giochiamo a fare la guerra?

David Patrick Kelly interpreta Luther, capo dei Rogues, in una delle scene più famose del film

L’Anabasi e I Guerrieri della Notte: differenze culturali e di contesto delle opere

Nonostante le analogie strutturali, le due opere vivono in contesti radicalmente diversi. Senofonte scrive storia, o almeno una versione letteraria di essa: c’è un senso di dovere civico, un’etica militare, la gloria come valore supremo. Walter Hill dirige  un film pop, volutamente stilizzato, che parla di emarginazione urbana, classi sociali e violenza come linguaggio di sopravvivenza. Da un lato abbiamo un racconto di un viaggio durato anni e che coinvolge un intero esercito, dall’altra un’unica, lunga notte, di un gruppo di ragazzi poco più che ventenni. Le armi e gli scudi di bronzo degli opliti lasciano spazio a mazze da baseball, bottiglie rotte e coltelli a serramanico

L’Anabasi  può essere definita un’opera di propaganda geopolitica contro l’Impero Persiano,  I Guerrieri della Notte parla di disagio sociale.

Senofonte celebra la superiorità della disciplina greca; Hill celebra la solidarietà dei dimenticati. Eppure il mito è lo stesso, e questo rivela qualcosa di profondo sulla natura dell’epopea: la storia, il racconto di un gruppo che sopravvive contro tutto e tutti e non invecchia mai. Il tema del νόστος (nòstos) , il “ritorno”, centrale nell’epica e nella mitologia greca, rivive e si conferma nella cultura pop contemporanea.

L’Anabasi e I Guerrieri della Notte: perché questo confronto è ancora attuale?

Studiare le connessioni tra classici antichi e cultura popolare non è un esercizio accademico sterile: è un modo per capire come certi archetipi narrativi siano universali e trans-storici. L’Anabasi di Senofonte e I Guerrieri della Notte ci ricordano che il bisogno di raccontare storie di resistenza collettiva è una costante dell’esperienza umana.

Che siano soldati greci o ragazzi dei bassifondi di New York, la domanda è sempre la stessa: riusciremo a tornare a casa? E l’attesa della risposta, quando arriva, vale sempre la pena.

Martina Francucci per Questione Civile

Bibliografia

Anabasi, Senofonte, Mondadori 2019

Sitografia

www.thewarriors.fandom.com

www.midnightfactory.it

www.cinetecadibologna.it

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