Un’opera che intreccia storia, comunità e speranza per il domani: Memoria y futuro
Memoria y futuro è un murales realizzato in un luogo simbolo della storia cilena. Una storia segnata soprattutto da quell’11 settembre 1973, quando un colpo di stato portò al Governo la Giunta di Augusto Pinochet. Si aprì così uno dei periodi più bui e sanguinosi per l’America Latina, caratterizzato dal ricorso sconsiderato e metodico della violenza da parte del regime autoritario: era l’inizio di uno Stato del terrore.
Memoria y futuro: la buia storia del Cile autoritario
In quegli anni (1973-1990) più di 3mila persone furono uccise o fatte sparire; ufficialmente i desaparecidos risultano 1.162. Inoltre, circa 40mila tra uomini e donne vennero torturati e oltre 200mila, cioè pressappoco il 2% della popolazione cilena del 1973, furono esiliati dal Paese.
Inoltre, la nuova amministrazione creò un sistema repressivo capillare che, all’eliminazione fisica degli oppositori, aggiungeva la censura e il controllo della popolazione. Il fine ultimo era soffocare qualsiasi forma di pluralismo politico e dissenso.
In questo contesto la polizia segreta DINA assunse un ruolo di rilievo, facendo costruire una fitta rete di centri clandestini di detenzione, tortura e sparizione forzata. Tra scomparse, esili di massa e uccisioni, la dittatura di Pinochet rimane una ferita nel cuore delle famiglie cilene e di tutto il Paese che appare ancora molto difficile da rimarginare.
Dalle ceneri all’arte
Fare i conti con un passato ancora così nebuloso e oscuro non è una sfida semplice. Tuttavia, 50 anni dopo il tragico avvento al potere di Pinochet, Ian Pierce Ekeko (un artista muralista di fama), alcuni detenuti e attivisti per la memoria (Corporación 3 y 4 Álamos), l’istituzione culturale municipale (Corporación Cultural de San Joaquín) e la comunità locale si sono riuniti a Santiago del Cile davanti al muro di 200m che cinge il Centro de Internación Provisoria (CIP) di San Joaquín del Sename: l’ex prigione clandestina di Cuatro Álamos, gestita dalla polizia segreta cilena (DINA) durante il regime e attualmente luogo di detenzione per i minori.
Operativo tra il 1974 e 1977, Cuatro Álamos era costituito da una serie di dodici piccole celle, una grande e numerosi uffici: tutte strutture facenti parte di un complesso all’interno del Campo di Tres Álamos. Inizialmente Cuatro Álamos era destinato a essere un sito carcerario segreto; per questo, i detenuti venivano ammessi e rilasciati da bendati. Oltre 500 prigionieri politici passarono per questo centro dove, specialmente nel seminterrato della casa principale, vennero torturati.
Realizzare un murales proprio in questo luogo assume, quindi, un significato importante: insieme l’artista e i volontari hanno avviato un processo di riparazione simbolica, che affonda le proprie basi in quel passato doloroso con cui bisogna fare i conti per costruire un futuro migliore e più consapevole. Infatti, dipingere direttamente su una parete che tutti i passanti possono osservare e vivere quotidianamente permette di agire direttamente sul tessuto urbano e sulla memoria collettiva che diventa così permanente e accessibile a tutti.
Memoria y futuro: un’aggregazione comunitaria
Jonny Labra, il Direttore dei Contenuti del San Joaquín Cultural Center, commentando l’opera, ha sottolineato che: “Sono successe cose molto belle, come i bambini che hanno partecipato da quando sono stati internati qui, hanno partecipato a laboratori e hanno creato tutti gli uccelli che vedi volare qui nel murale con la tecnica dello stencil, perché non potevano uscire e lo facevano in parallelo con i bambini che erano all’aperto, con i bambini che erano nei nostri laboratori. Quindi c’era una sinergia molto bella, e i bambini dall’esterno hanno dipinto un luogo dove questi uccelli potessero arrivare dall’interno.”
In questo modo l’arte funge da ponte tra mondo esterno e interno, tra libertà e detenzione, connettendo e facendo comunicare le anime e la creatività di giovani che, pur con esperienze esistenziali diverse, si mettono al servizio della comunità e tentano di tracciare un avvenire più giusto e consapevole nella storia del Cile come nelle loro vite.
Di conseguenza un muro grigio, che racchiude un luogo di dolore e repressione diventa, grazie all’arte, un motore di speranza per un’intera popolazione, espressa visivamente attraverso l’uso di colori vividi e forme dinamiche. I soggetti rappresentati si alternano tra figure realmente esistite, come Salvator Allende (Presidente del Cile e leader della coalizione Unidad Popular prima del golpe) e immagini o simboli che riportano alla resistenza, alla pace e alla libertà. L’artista Ekeko ha dichiarato che la realizzazione del murales:
“Fa parte di una campagna per rendere visibile ciò che sta accadendo qui perché la verità è che molte persone non sanno nemmeno dove sia Tres y Cuatro Álamos, e ancor meno sanno che è ancora una prigione, che chiaramente suona come un’aberrazione, una crudeltà e una mancanza di rispetto per la memoria di questo Paese, che un luogo di abuso continua a essere, più o meno, di abuso.”
Memoria y futuro: l’arte come slancio per il cambiamento
Il processo artistico diventa così un atto politico: trasforma un perimetro di reclusione in un luogo di testimonianza. Dove regnavano il silenzio di morte, le urla strazianti dei prigionieri e dove tutt’ora si trovano dei giovani detenuti, si propone di lanciare un messaggio di memoria e speranza, guardando al passato e includendo la popolazione grazie alla partecipazione della comunità. L’opera muraria si trasforma in un insieme di gesti collettivi che affermano e tratteggiano sulla parete l’idea che la storia non è solo ciò che è accaduto, ma ciò che si sceglie di ricordare e di trasformare.
La trasformazione potrebbe iniziare proprio dal centro di Santiago, infatti nel 2024 in una cerimonia coordinata dal Ministro dei Beni Nazionali, Marcela Sandoval, e dal Sottosegretario alla Giustizia, Jaime Gajardo, è stato firmato un impegno per trasferire progressivamente la proprietà dove attualmente opera il centro di detenzione Sename San Joaquín alla Corporazione Tres y Cuatro Álamos, al fine di trasformarla definitivamente in un Sito della Memoria.
Livia Paolizzi per Questione Civile
Sitografia
memoriaviva.com
cecrea.cultura.gob.cl
www.elciudadano.com

