Blockchain

Blockchain: l’alba di una rivoluzione tecnologica

Tecnologia Blockchain tra genesi e contemporaneità

La Blockchain è la tecnologia alla base del mondo delle criptovalute. Il mercato delle criptovalute ha avuto una gigantesca impennata tra la fine del 2020 e i primi mesi del 2021, trascinato dalla sua valuta principale, il Bitcoin.

Questo settore della finanza sta riscuotendo sempre maggiore spazio nelle nostre vite, e spesso il Bitcoin viene associato alla garanzia di “fare soldi”. Il mercato delle criptovalute è molto interessante, ma controverso. Per cogliere le grandi opportunità che offre questa innovazione è molto importante comprenderla a fondo, in tutti i settori.

Mettendo da parte l’economia e il mercato delle criptovalute, è interessante approfondire l’aspetto tecnologico e di innovazione alla base delle prime cripto messe in commercio.

Secondo alcune fonti, la tecnologia Blockchain affonda le proprie radici agli inizi degli anni ’90, quando un duo di ricercatori americani studiò un modo per vidimare i documenti digitali, cercando una sorta di “notaio digitale” che tutelasse i documenti da possibili manomissioni.

Il primo ad utilizzare questo principio ed a introdurre la tecnologia Blockchain fu, tuttavia, Satoshi Nakamoto nel 2008. Questo personaggio del quale non conosciamo ancora la vera identità creò grazie a questa tecnologia la prima criptovaluta digitale nella storia, il Bitcoin.

Cosa è la Blockchain?

Riassumendo in poche parole chiare, la Blockchain è un archivio digitale condiviso e decentralizzato. Possiamo paragonarlo ad un registro digitale aperto e distribuito. Questa tecnologia, infatti, fa parte della più ampia famiglia delle tecnologie di Distributed Ledger (ovvero, registro distribuito).

Queste tecnologie si differenziano dai cosiddetti Distributed Database, nei quali tutti i nodi che possiedono una copia del database possono consultarlo, ma devono passare da un ente centrale (oppure più soggetti validatori) per modificarne i dati.

La tecnologia Blockchain consente di gestire, aggiornare e modificare dati e informazioni senza la necessità di un’entità centrale di controllo e verifica.

Cosa significa questo? È un meccanismo sicuro? Andiamo a scoprirlo.

Gli elementi al suo interno

Blockchain significa letteralmente “catena di blocchi”, ed è esattamente quello che il nome indica. È una lunga catena di blocchi che contengono informazioni e permettono il passaggio e la conservazione di queste.

Gli elementi contenuti in ogni blocco sono diversi, ma per comprenderne il funzionamento in maniera più chiara ne evidenziamo tre:

  • I dati. Il primo elemento è il tipo di dati memorizzati nel blocco, che dipende dalla blockchain utilizzata. I dati si differenziano tra loro, quindi, in base all’ambito di impiego della tecnologia. L’esempio principale sono i dati di transazioni di criptovalute come il Bitcoin, nei quali vengono registrati dettagli come mittente, destinatario e quantità di valuta. Ogni blocco ha una capienza massima, e quando questa viene raggiunta il blocco viene sigillato tramite crittografia.
  • L’hash. Il secondo elemento è una stringa di numeri e lettere che, con una metafora, possiamo definirla l’impronta digitale del blocco. Essa è infatti unica e associata solo ed esclusivamente a quel blocco ed alle informazioni che contiene. Se dovessero essere modificate le informazioni nel blocco, anche l’hash cambierebbe.
  • L’hash del blocco precedente.

È proprio questo terzo elemento a dare vita alla catena ed a rendere tutto il processo della tecnologia sicuro. In un’ipotetica catena, quindi, il blocco numero tre conterrà anche l’hash del blocco numero due. Il blocco numero due, invece, conterrà anche l’hash del blocco numero uno. Il blocco numero uno, senza blocchi che lo precedono, è in gergo denominato “Genesis Block”.

La sicurezza dei dati contenuti

Se qualcuno volesse o avesse le capacità per manomettere i dati di un blocco, l’hash del suddetto blocco sarebbe modificato. Di conseguenza, il blocco successivo non conterrebbe più l’hash valido del blocco in questione, e tutta la catena sarebbe compromessa.

Le capacità informatiche che possono essere raggiunte nella società contemporanea, però, fanno sì che il sistema degli hash, per quanto efficace, da solo non basti a prevenire possibili manomissioni o attacchi di hacker. I computer di oggi infatti potrebbero, almeno in teoria, calcolare in un tempo brevissimo tutti gli hash della catena di un blocco manomesso e, di conseguenza, renderla ancora valida.

Per scongiurare questa possibilità, esiste nella blockchain un protocollo crittografico chiamato Proof of Work (Prova di Lavoro).  Con questo termine si intende l’algoritmo di consenso alla base della rete Blockchain. Questo protocollo è essenzialmente una richiesta di calcoli aggiuntivi che fanno sì che la produzione di nuovi blocchi sia rallentata.

Allo stesso modo anche i tempi di manomissione vengono allungati. Ogni blockchain, infatti, possiede dei calcoli propri e specifici che richiedono un determinato tempo, e manomettere ogni blocco della catena completando la Proof of Work richiede dei tempi lunghissimi.

La decentralizzazione

C’è un’altra caratteristica che garantisce la sicurezza della blockchain, ed è quella nominata in precedenza: la decentralizzazione. Le blockchain, infatti, utilizzano una rete peer-to-peer (da pari a pari) alla quale, teoricamente, chiunque può accedere e partecipare. Una copia completa della blockchain, di conseguenza, arriva a tutti coloro che vi partecipano, che sono diventati nodi di questa rete.

Quando qualcuno vuole aggiungere un nuovo blocco alla catena, questo blocco viene inviato in chiave crittografica a tutti i nodi della catena. Se non vengono riscontrate anomalie, ogni nodo aggiunge questo blocco alla catena. Mentre se il blocco in questione dovesse risultare manomesso, non verrebbe accettato dagli altri blocchi della rete.

Questo principio della tecnologia blockchain rende impossibile in termini di tempo e molto dispendiosa in termini energetici, contraffare i dati di una catena. Oltre a manomettere tutti i singoli blocchi e completare la Proof of Work per ogni blocco bisognerebbe, infatti, impossessarsi del 50% + 1 dei nodi della rete.

Tipologie di Blockchain

Le piattaforme blockchain possono essere categorizzate in due grandi macrogruppi:

  • Le Blockchain Permissionless (senza permesso) sono quelle che permettono l’accesso a chiunque. Le più famose sono Bitcoin ed Ethereum, ma ne esistono più di 900 e sono in continua espansione.
  • Le Blockchain Permissioned (autorizzate) consentono l’accesso solo a chi ne è autorizzato, ed il processo di validazione è in mano ad una ristretta cerchia di utenti, spesso a chi possiede la rete.

Esiste anche una forma ibrida di blockchain, come quella di Ripple, che consentono a chiunque di partecipare alla rete, ma solo un ristretto numero può validare le transazioni.

Esistono oggi più di 4.000 piattaforme di questa tecnologia. Ciascuna possiede configurazioni proprie e spesso differenti dalle altre, ma è possibile ricapitolare alcune caratteristiche comuni proprie della tecnologia blockchain.

Possiamo innanzitutto evidenziare l’implicita digitalizzazione e la già citata decentralizzazione (che può essere di differenti livelli). Poi l’immutabilità del registro, poiché una volta scritti i dati su questo grande registro, solo la rete può dare il consenso di modificarli. Grazie al registro, quindi, otteniamo una chiara tracciabilità dei trasferimenti e la trasparenza e verificabilità dei suoi contenuti.

È anche possibile, inoltre, programmare i trasferimenti che vengono effettuati al verificarsi di determinate circostanze.

La Disintermediazione

Uno degli aspetti più interessanti, però, è la disintermediazione. Le piattaforme, infatti, consentono di gestire le transazioni senza intermediari. Quindi, potenzialmente, questa innovazione consente di fare a meno di banche, notai, istituzioni finanziarie e simili.

L’ applicazione della blockchain si sta espandendo ed è in continua evoluzione, a partire dalle aziende private fino ad arrivare alla pubblica amministrazione. Settori in continuo sviluppo sono quello dell’Agrifood e della logistica, nei quali questa tecnologia permette di tracciare la filiera degli alimenti e non, aumentando molto la fiducia che il consumatore ripone nell’azienda.

Giuseppe Russo per Questione Civile – XXI

Le fonti dell’articolo sono:

  • Fontit.cointelegraph.com/explained/proof-of-work-explained;
  • blog.osservatori.net/it_it/blockchain-spiegazione-significato-applicazioni;
  • Canale YouTube “Te lo spiego”.

L’immagine di copertina è una foto di xresch da Pixabay.

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