Annientamento: la bellezza di non comprendere

Annientamento

Annientamento di Jeff Vandermeer

“Se non ho vere risposte è perché non sappiamo ancora cosa chiederci”. Lo sostiene la protagonista di Annientamento, romanzo vincitore del Nebula Award for Best Novel 2014, scritto dallo statunitense Jeff Vandermeer.

“La Trilogia dell’Area X: una diversa prospettiva su ciò che non è umano”

– N. 1

Questo articolo è il primo numero della rubrica archivistica di Letteratura incentrata sulla Trilogia dell’Area X, i libri di genere fantasy/new weird di Jeff Vandermeer.

Quest’opera, assieme alle sorelle Autorità e Accettazione, che completano la Trilogia dell’Area X, è tra le più controverse e dibattute dello scrittore, nonché fra le pochissime edite in italiano.

New Weird

La matrice di questo romanzo è il filone della fantascienza e del fantasy, corredato dalla sua ricca ed acclamata tradizione di opere, ma lo stile di Vandermeer traccia una propria strada, tangibile e ben definita.

Sì, ben definita anche se il suo intento a volte è non definire. Infatti l’etichetta del romanzo è quella del genere New Weird, del quale l’autore e la moglie Ann sono promotori, avendo loro stilato le linee guida di questo sottogenere fantascientifico.

Le caratteristiche principali del New Weird sono la contaminazione tra fantasy, fantascienza e horror all’interno di mondi secondari e paralleli e l’abbandono al bizzarro, alle stranezze, nello sviluppo di creature e ambientazioni, contrapposto ad una forte e rigida coerenza e verosimiglianza nello sviluppo della trama. Tutto all’interno di atmosfere cupe e ciniche.

In Annientamento non c’è una spiegazione per le cose che succedono, c’è solo il fascino di contemplarle.

La Storia

La protagonista è una biologa che prende parte ad una spedizione segreta per l’agenzia governativa “Southern Reach” verso l’Area X, un’area disabitata, misteriosa e sconosciuta, monitorata da questa agenzia. La spedizione non è la prima organizzata, ma la dodicesima, esclusivamente femminile con una psicologa, un’antropologa ed una topografa ad affiancare la protagonista. Tutti i componenti delle precedenti avventure sono scomparsi o morti di cancro poco dopo essere tornati.

Hanno mappe, indicazioni e direttive da seguire, ma non si conoscono: gli è stato impedito di costruire relazioni interpersonali fra “compagne”. È netta e progressiva fin da subito infatti, la chiusura dei personaggi nel proprio individualismo e nella propria interiorità, spinti dall’atmosfera surreale dell’ecosistema che altera le loro percezioni, riguardo il quale cercano qualsiasi cosa possa darne una spiegazione. Proprio questa chiusura porterà al collasso della spedizione, rendendo queste donne guardinghe, spaventate, confuse, smarrite e senza una vera meta, mettendo le une contro le altre.

Scrittura e Temi

È la biologa a parlare in prima persona ed il romanzo è un suo resoconto della spedizione, ma non come un semplice diario di bordo, il resoconto è impregnato della sua vita interiore, delle sue riflessioni, dei suoi flashback e delle sue scoperte.

Nel suo racconto non sono presenti nomi, lei non li conosce, non erano necessari al loro scopo: le sue colleghe le sono state presentate come il loro ruolo, infatti lei è semplicemente “la biologa”. Questo porta ad una totale “depersonalizzazione”, non del personaggio, ma della persona, che viene sempre più spogliata di quello che era prima della spedizione, fino a distaccarsene emotivamente. Anche i personaggi del passato della protagonista non hanno nomi, come se nell’ambiente in cui si trova contasse esclusivamente la presenza di una persona, solo il suo “qui ed ora”, privo di tutto quello che riguarda un’imposizione sociale.

Questa tecnica di scrittura porta ad una fortissima empatia con la protagonista. Permette di capire il punto di vista di un personaggio inusuale nella nostra vita quotidiana: una donna che ricerca e sviluppa solo la propria vita interiore e riduce al minimo quella esteriore, non perché venga emarginata, ma perché non le interessa.  

Trova sé stessa solo in piccoli ecosistemi dove studia e contempla tutti gli organismi viventi, fino a riconoscere ogni singolo esemplare di ogni specie. È nata per scoprire l’Area X.

“Mi capitava spesso di perdere ore a osservare la vita nascosta delle pozze riempite dalla marea, e a volte non mi pareva vero di aver ricevuto quel dono: non solo potevo perdermi totalmente nell’attimo presente, ma anche avere quella solitudine, l’unica cosa che avessi mai agognato durante i miei studi…”

tratto dal libro

L’Area X

All’interno dell’Area X le cellule degli organismi animali e vegetali sono sconosciute, modificate ed in continua mutazione. La “torre” sotterranea è il fulcro dell’ambientazione. La torre è in realtà un tunnel abitato da un organismo che è l’artefice di tutto, che è in grado di comunicare componendo parole fatte di spore sui muri ed è in grado di penetrare negli esseri viventi modificandoli dall’interno. Li illude. È una luce che non è comprensibile da soli 5 sensi.

“… credevo di essere in presenza di non so quale creatura vivente, che praticava il mimetismo usando i miei pensieri. Perché, perfino in quel momento, ero convinta che ricavasse quelle diverse impressioni di sé dalla mia mente e me le riproiettasse, per rendersi irriconoscibile”.

tratto dal libro

Nel romanzo le descrizioni hanno un ruolo quali totalizzante, ma la scrittura è semplice e coinvolgente, rendendo così la lettura molto scorrevole.

Annientamento

Il titolo, Annientamento, è ripreso da una tecnica di ipnosi della psicologa: se fossero diventate un pericolo per la missione, pronunciare “Annientamento” avrebbe indotto le altre al suicidio. La scelta di questo titolo riporta al tema della morte e della reincarnazione, che è costante nelle parole enigmatiche dell’organismo. Lo stesso suicidio può essere inteso come una scelta consapevole di andare incontro ad una morte per completare una rinascita.

Infatti la sensazione che si ha leggendo questo libro dalla storia apparentemente strampalata e sconnessa, è quella di entrare in un mondo nuovo e di uscirne rigenerati.

Il mondo nuovo, come accade per i personaggi, può essere la propria interiorità, compiendo un viaggio catartico attraverso la bellezza della desolazione, un percorso dove la paura diventa solo piacere di conoscere la meraviglia. Ritrovare la propria vera essenza nella contaminazione con l’ecosistema circostante. Sembra una redenzione para-scientifica: una redenzione scientifica contaminata dal paranormale.

Un lettore ha definito il libro “Un’immersione profonda nella bellezza incontaminata di un incubo. Sì, perché esistono pure incubi belli, invitanti e saporiti, che facilitano un’evoluzione tutta interiore e intrappolano in una dimensione di irrealtà talmente perfetta e credibile da non volerla abbandonare, anche se finirà ben presto per annientarti.”

Giuseppe Russo per Questione Civile – XXI

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