Società, cultura e trasformazioni linguistiche: come i neologismi del 2025 raccontano i cambiamenti del Paese
Nel 2025 l’Osservatorio della Lingua Italiana Treccani ha pubblicato il tradizionale Libro dell’anno, un volume che oltre a raccogliere eventi, fatti e cronache dell’anno appena trascorso, riserva una sezione speciale che segnala i neologismi più significativi.
Queste parole rappresentano la vita quotidiana, la cultura, la tecnologia, la politica e i comportamenti sociali. Non tutte diventano vocaboli stabili nel dizionario, ma mostrano come la lingua si adatti alle novità.
Neologismi: definizione e criteri di scelta
Il neologismo indica una parola o espressione di nuova creazione, entrata nell’uso comune per descrivere fenomeni, oggetti o concetti recenti. Nasce dall’esigenza di colmare vuoti linguistici generati da evoluzioni sociali, culturali o tecnologiche. Ogni neologismo racconta qualcosa del tempo in cui nasce: il modo in cui si vive, si pensa e si comunica.
Dal greco néos (nuovo) e lògos (parola), il termine neologismo viene introdotto in una lingua per rispondere a un’esigenza espressiva nuova. Non sempre nasce da zero: può derivare da lingue straniere, essere frutto di una fusione tra parole esistenti o assumere un nuovo significato a partire da una parola già nota. Ma, può emergere anche dalla cronaca, dai social network, dalla tecnologia o dalla politica.
Ogni anno la Treccani osserva il linguaggio reale e, un team specializzato di linguisti, analizzano quotidiani, programmi televisivi, piattaforme digitali e conversazioni pubbliche per valutare la frequenza d’uso dei nuovi termini. Un altro importante criterio che viene considerato è la diffusione geografica e la capacità del termine di descrivere un fenomeno nuovo, oltre alla stabilità nel tempo.
Non basta una moda passeggera per essere segnalati, ma i neologismi scelti raccontano bisogni espressivi non ancora coperti dal lessico tradizionale. Riflettono la necessità e le principali modalità con cui una lingua si rinnova nel tempo, in risposta all’esigenza di nominare nuove realtà, invenzioni o fenomeni culturali, riflettendo di conseguenza l’evoluzione della società.
I neologismi in politica e cronaca
Il panorama politico nazionale e internazionale è il fulcro che ha generato termini che riflettono le tensioni e le dinamiche del 2025. Lo dimostra il fatto che nel lessico comune sono entrati termini come pro-Pal che indica chi sostiene la causa politica del popolo palestinese, o sumud, che proviene da un contesto culturale mediorientale e rappresenta resilienza e speranza.
Dalla Germania arriva in termine Brandmauer (muro politico), termine che racconta l’isolamento politico delle forze di estrema destra. Dall’Italia, invece, il verbo vannaccizzare che deriva dalla figura del generale Roberto Vannacci e indica il ricondurre qualcuno alla sua linea politica.
I neologismi della società
Alcuni neologismi nascono dalla cronaca o dal linguaggio popolare, per questo la Treccani fotografa anche l’evoluzione delle relazioni e delle dinamiche sociali. Termini come occhi spaccanti e maranza sono diventati virali nei media italiani. Il primo indica uno sguardo molto inteso e attraente, il secondo indica un giovane rumoroso, esuberante, spesso che si muove in gruppo.
Un altro termine curioso è droga degli zombie, riferito all’uso illecito del potente analgesico Fentanyl nei contesti giovanili. Da non dimenticare neppure i neologismi friendzonare e ghostare. Il primo intende non andare oltre un semplice rapporto di amicizia, mentre il secondo letteralmente scomparire all’improvviso, non essere più rintracciabile.
I neologismi e i fenomeni di costume
I neologismi culturali nascono spesso all’interno di pratiche discorsive specifiche. Letteratura, cinema, serialità e cultura digitale sono ambienti ad alta produttività lessicale. In questi contesti cercano di risponde a esigenze di classificazione e riconoscimento di nuovi generi.
Un termine che rientra in questa categoria è romantasy che deriva dalla fusione di romance e fantasy. La parola identifica un sottogenere narrativo con elementi sentimentali e fantastici integrati. L’uso di questo termine è dovuto principalmente al successo editoriale, inoltre, i neologismi narrativi consentono agli editori di orientare il pubblico e segmentare l’offerta culturale.
Un altro caso è l’espressione la qualunque, resa nota dall’attore Antonio Albanese, per indicare una cosa detta a sproposito.
I neologismi culturali mostrano una forte dipendenza dal contesto e loro comprensione presuppone competenze condivise dal pubblico. Dal punto di vista linguistico, sono indicatori di mutamento semantico e la loro stabilizzazione dipende dalla persistenza nei testi e nel discorso pubblico.
I neologismi e la tecnologia
L’innovazione tecnologica non è sicuramente immune all’evoluzione linguistica, si nota dall’espressione allucinazione dell’intelligenza artificiale, che indica un’informazione errata prodotta da un sistema IA.
Ma anche termini come kiss cam, telecamera sugli spalti che riprende le coppie che si baciano, o nudificazione, che definisce la creazione illegale di immagini nude false, sono parole che dimostrano come innovazioni tecnologiche traducano concetti nuovi in lingua italiana.
Le prospettive dell’anno futuro
I neologismi registrati nel 2025 dalla Treccani rappresentano una fase di intensa trasformazione linguistica. Essi non sono semplici curiosità lessicali, ma indicatori di cambiamenti strutturali nella società, per questo la loro diffusione dipenderà dalla capacità di adattarsi a contesti comunicativi diversi.
I termini legati alla tecnologia e alla politica mostrano una maggiore probabilità di stabilizzazione. Questo avviene perché descrivono fenomeni duraturi e non episodici.
I neologismi culturali e narrativi, invece, presentano una maggiore variabilità temporale. Alcuni resteranno confinati a nicchie specifiche, altri potrebbero entrare nel lessico comune grazie alla mediazione dei media.
Il futuro di queste parole sarà determinato dall’uso collettivo; social network, informazione digitale e linguaggi settoriali accelerano i processi di diffusione. Per questo, al Treccani svolge un ruolo di osservazione e documentazione, non di legittimazione normativa.
Oltre a stilare la lista dei nuovi neologismi, la Treccani ha scelto anche la parola dell’anno, che è fiducia. Essa assume un valore simbolico rilevante, anche se non viene considerata un neologismo, sintetizza il clima linguistico e culturale dell’anno appena trascorso.
Nel 2025 il termine fiducia ha registrato un aumento significativo nelle ricerche e nelle consultazioni online. Questo dato riflette un bisogno espressivo diffuso nella società contemporanea. La parola è emersa con forza nei discorsi politici, economici e istituzionali: è stata utilizzata per descrivere rapporti tra cittadini, mercati e governi, individui e tecnologia ed è diventata una categoria interpretativa centrale e il contesto globale ha influito sulla sua centralità semantica.
Dal punto di vista linguistico, la parola non indica solo uno stato emotivo, ma riflette una tensione sociale diffusa verso stabilità, credibilità e coesione. Pur non essendo un neologismo, la parola agisce come un iper-segno del presente, infatti, si conferma come parola dell’anno perché sintetizza efficacemente il clima culturale e linguistico dell’anno appena trascorso.
La lingua come archivio del presente
L’osservazione dei neologismi inseriti nel Libro dell’anno Treccani 2025 permette di cogliere dinamiche linguistiche che vanno oltre la semplice novità lessicale. Le parole nuove non si limitano a nominare oggetti o fenomeni emergenti ma agiscono come indicatori di priorità sociali, tensioni culturali e trasformazioni profonde del discorso pubblico.
Nel loro insieme, i neologismi mostrano una crescente interazione tra linguaggio specialistico e linguaggio comune.
Termini nati in ambiti settoriali vengono rapidamente assorbiti dalla comunicazione quotidiana. Questo processo è favorito dalla velocità dei media digitali e dalla continua esposizione linguistica. La lingua italiana appare sempre più permeabile a prestiti, ibridazioni e risemantizzazioni, tuttavia, mantiene una forte capacità di adattamento interno.
Non tutte le parole analizzate sono destinate a durare, alcune scompariranno con il venir meno del contesto che le ha generate, altre si stabilizzeranno, diventando parte integrante del lessico contemporaneo. La funzione della Treccani, in questo quadro, è quella di documentare e interpretare, non prescrive l’uso, ma ne registra le traiettorie.
In definitiva, i neologismi del 2025 confermano che la lingua resta uno spazio dinamico ovvero un luogo in cui società, cultura e comunicazione continuano a ridefinirsi reciprocamente.
Roberta Zaffora per Questione Civile
Sitografia
www.orizzonteinsegnanti.it
www.treccani.it

