I moti rivoluzionari del 1820-21 in Europa

i moti rivoluzionari

I moti rivoluzionari del 1820-21: il caso spagnolo, francese e greco

Continua la rubrica dell’Archivio di Storia Contemporanea sui moti rivoluzionari del 1820-21. Oggi parliamo dei primi scontri in Spagna e in Francia, della guerra d’indipendenza greca e del ruolo delle società segrete in quelle nazioni.

“Le rivolte indipendentiste tra il 1820 e il 1848“

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Questo è il secondo numero della Rubrica di Area dal titolo “Le rivolte indipendentiste tra il 1820 e il 1848“, appartenente all’Area di Storia Moderna e Contemporanea

L’inizio dei moti rivoluzionari in Spagna

Si può dire con estrema certezza che il sentimento rivoluzionario in Europa ha avuto inizio dapprima in Spagna, esattamente il 1° gennaio del 1820, nella piccola città marittima di Cadice. Lì, un gruppo di militari ricevette l’ordine di imbarcarsi verso le colonie, dove era scoppiata una rivolta guidata da un venezuelano, Simòn Bolivar. I militari rifiutarono e così diedero inizio ad un’ennesima rivolta, che è passata alla storia come “pronunciamento”.

Rafael De Riego fu uno dei leader della rivolta: l’obiettivo era quello di ottenere la promulgazione della Costituzione di Cadice, ovvero il testo costituzionale spagnolo del 1812, cancellato dal sovrano Ferdinando VII. I rivoluzionari tentarono peraltro di sollevare alcune città, ma fu un clamoroso fallimento, in quanto la popolazione si rivelò indifferente.

Luigi XVIII mandò ben 95.000 soldati, chiamati i “centomila figli di San Luigi”, guidati dal Duca D’Angouleme.Dopo aver superato ogni ostacolo, i francesi arrivano nella Capitale e, poco dopo, nella città di Cadice, dove il sovrano spagnolo venne fatto prigioniero. L’assedio francese su Cadice, noto come battaglia del Trocadero, terminò il 31 agosto. Ferdinando ripristinò la monarchia assoluta, cancellando tutte le riforme del triennio liberale: tutto questo passò alla storia come Década Ominosa” e durò fino alla morte del sovrano, che avvenne nel 1833.

Le società segrete spagnole e francesi durante i moti rivoluzionari

La Francia, come detto poc’anzi, intervenne in Spagna su ordine della Santa Alleanza, ma al proprio interno, almeno nel biennio 1820-21, non esplose nessuna rivolta. Non mancavano, anche lì, le influenze e le azioni delle società segrete, tra le quali ebbe molta importanza l’organizzazione dei “Filadelfi”.

Essa nacque nel 1797 come organizzazione antinapoleonica e a capo di essa vi furono due italiani, Luigi Angeloni e, il più importante, Filippo Buonarroti, già noto per aver portato avanti la famosa “Congiura degli Eguali” del 1796, organizzata contro il Direttorio (governo) francese, con lo scopo di abolire la proprietà privata. La società dei Filadelfi si diffuse anche nel settentrione d’Italia. Nel territorio italiano fu protagonista di un’insurrezione nel 1828, nel Cilento.

Un’altra società segreta famosa fu quella degli “Adelfi”, che nacque a Parigi nel 1799, sempre da parte di Luigi Angeloni. Poco dopo queste due organizzazioni si unirono sotto un unico nome, quello di “Adelfia”. Quest’ultima venne assorbita dall’organizzazione italiana “Sublimi maestri perfetti”, fondata da Buonarroti e operante nel Nord Italia. Non solo: il rivoluzionario italiano fondò altre società in Europa e in questo modo istituì un vero e proprio modello di “federazioni” e controllava più organizzazioni in più Paesi.

La nascita della Filiki Eteria in Grecia

Passiamo ora ad un’altra nazione europea, ovvero la Grecia: essa era sotto il dominio dell’Impero Ottomano dal 1453, quindi dalla caduta di Costantinopoli. All’inizio dell’800 il clima in Grecia si fece sempre più teso, in quanto si innescò quello che viene ricordato come “Illuminismo greco”, ovvero la diffusione delle tesi rivoluzionarie dell’illuminismo.

Un ruolo fondamentale lo ebbero i ricchi mercanti, che finanziarono i viaggi di molti giovani; questi ultimi entrarono in contatto con le tesi illuministe e, riportandole in patria, contribuirono alla nascita di Università e circoli culturali. In questo contesto si inserirono anche i “fanarioti”, cioè commercianti di origine greca ma operanti ad Istanbul. Nel 1814 nacque a Odessa la “Filiki Eteria”, una società segreta con lo scopo di ottenere l’indipendenza nazionale. Non fu un esordio facile, soprattutto per quanto riguarda il reclutamento di affiliati. Con l’arrivo di Alessandro Ypsilanti la situazione cambiò radicalmente.

I primi moti insurrezionali: inizia la guerra d’indipendenza greca

Le prime insurrezioni in Grecia iniziarono nel 1821: una scoppiò nella Grecia continentale, fomentata dall’Arcivescovo di Patrasso, Germanos. Proprio in questo contesto si inserì l’Eteria: decise di attaccare i turchi partendo dai principati di Moldavia e Valacchia. Il 6 marzo, Ypsilanti, insieme ad altri militari, marciò verso i due principati (chiamati anche “Principati danubiani”) e conquistò la città di Iasi. Contemporaneamente in Grecia la popolazione corse alle armi contro i turchi, avendo l’appoggio anche delle truppe militari del generale Theodoros Kolokotronis. Anche la regione dell’Epiro si staccò dall’impero ottomano, proclamando autonomamente l’indipendenza.

Ma la repressione turca avvenne l’anno dopo: la regione tornò sotto il dominio ottomano e venne attuata una sanguinosa vendetta contro la popolazione greca, soprattutto a Costantinopoli, dove la comunità greca venne sterminata e il Patriarca Gregorio V impiccato. Sul fronte dei Principati Danubiani, l’impero russo, che inizialmente appoggiò Ypsilanti, lo tradì, abbandonandolo, attenendosi agli accordi della Santa Alleanza (ovvero quelli di vietare moti insurrezionali contro i sovrani).

Il patriota greco venne radiato dal corpo militare russo, ricevette la scomunica da parte del nuovo Patriarca di Costantinopoli e alla fine venne arrestato dalle autorità austriache, durante il viaggio di ritorno verso la Russia. Dopo sette anni di prigionia, morì nel 1828 a Vienna.

Si aprirono altri fronti, tra cui nel Peloponneso. Nel 1825 vennero riconquistate Navarino e Atene e, nel 1828, venne occupata, grazie all’intervento di Francia, Inghilterra e Russia, la provincia della Morea. Con il trattato di Adrianopoli del 1829 e con il Protocollo di Londra dell’anno successivo, la Grecia diventò formalmente indipendente.

Margherita Rugieri per Questione Civile

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