NFT: il controverso mondo dei Not Fungible Tokens

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NFT: cosa sono e cosa possono essere?

Gli NFT, acronimo di Not Fungible Token, sono un’applicazione della tecnologia Blockchain, che abbiamo precedentemente affrontato in questo Archivio. I token non fungibili sono contrapposti ai token fungibili come le popolari criptovalute.

Ad esempio, infatti, un Bitcoin non ha un’individualità specifica e, se fosse sostituito con qualsiasi altro Bitcoin, il suo valore sarebbe lo stesso. La stessa cosa avviene al di fuori della piattaforma Blockchain con le valute cosiddette tradizionali, dove una banconota da 5 euro ha lo stesso valore di una qualsiasi altra banconota da 5 euro. Proprio per questo motivo, il denaro viene considerato un bene fungibile.

Al contrario, i token non fungibili possiedono le caratteristiche di unicità oppure di rarità: sostituire un NFT con un altro non lascia invariato il loro valore. Ogni NFT è differente da un altro.

Questa tecnologia esiste da diverso tempo, ma è esplosa fino a raggiungere un vertiginoso giro di affari da milioni di dollari nei primi mesi del 2021, riunendo i settori dell’intrattenimento, dello sport, del gaming e dell’arte, con precisione la crypto arte. Ed è proprio nell’arte che possiamo trovare il corrispettivo fisico del concetto alla base degli NFT: un’opera unica, non prodotta in serie.

All’interno di questa grande categoria di token possono rientrare tutte le tipologie di media, come testi, foto, musica, video, opere digitali, GIF e meme. Questi media possono esistere solo digitalmente, così come possono essere la copia di un loro corrispettivo fisico.

Gli standard di NFT

Le tipologie di NFT sono di due standard distinti. Il primo, il cui nome tecnico è LRC721, ha la caratteristica dell’unicità: un singolo contratto vale un unico token. Il secondo, LRC1155, invece, è legato a più di un token, di conseguenza questi token non possono essere unici, ma sono rari.

Il concetto alla base è lo stesso di un gioco di carte collezionabili a tiratura molto limitata; LRC721 può essere paragonato ad una carta unica, oltre che rara che possiede una caratteristica che nessun’altra carta può replicare con i medesimi tratti, come un autografo dell’autore o di un personaggio famoso. LRC1155 corrisponde invece ad un modello preciso del quale è stato messo in commercio un numero esiguo di stampe.

Come già specificato in precedenza, la tecnologia alla base è quella della Blockchain, di conseguenza gli NFT utilizzano le caratteristiche descritte in questo articolo. I dati dei token non fungibili sono appunto archiviati nei vari blocchi tramite smart contract, e non possono essere suddivisi in porzioni più piccole, come non possono essere rimossi o distrutti.

La verificabilità dei dati e delle informazioni presenti sulla Blockchain garantisce agli utenti l’autenticità e l’attestazione di proprietà di questi token. Acquistare un NFT, infatti, non significa acquistare la proprietà fisica di un oggetto o avere il diritto esclusivo di fruizione del media in questione; l’NFT è una certificazione del media o dell’opera digitale, ma non l’opera stessa. Acquistare un NFT significa acquistare la sua proprietà digitale e possederne tutti i diritti, anche se il media continuerà a circolare liberamente in rete.

Un mondo controverso

È proprio questo aspetto, infatti, a suscitare dubbi su questo mondo e sulla reale utilità della proprietà in questione che resta, in fin dei conti, fine a sé stessa, soprattutto in rapporto al gigantesco hype ed ai volumi di mercato che si sono creati.

Lo scorso 11 marzo, un’opera dell’artista digitale noto con il nome di Beeple è stata battuta all’asta per 69 milioni di dollari, introducendo l’ingresso ufficiale di un oggetto digitale nel circuito dell’arte tradizionale. Sembrano, infatti, esserci i presupposti di una bolla speculativa, ma lo scenario che si sta delineando non è ancora chiaro.

Possedere qualcosa di unico e di raro porta sicuramente vantaggi in qualsiasi contesto, sia fisico che digitale. Il collezionismo si basa proprio su questo. Non è neanche da sottovalutare che questa è la prima volta in cui viene introdotto il concetto fondamentale di esclusività e rarità nel mondo online.

Le origini e le applicazioni

In ordine cronologico, la prima azienda a produrre NFT è stata Larva Labs, con i suoi progetti CryptoPunks e Autoglyphs.

I CriptoPunks sono delle immagini pixelate a bassissima risoluzione generate algoritmicamente, che rappresentano dei personaggi, ognuno con caratteristiche (metadati) proprie. All’inizio la proprietà di questi personaggi era disponibile gratuitamente, in seguito il prezzo di questi token ha superato i 5,5 ETH.

La vera mania però è scoppiata nel 2017, quando sulla Blockchain di Ethereum è stato lanciato un gioco che consente di acquistare, allevare e rivendere gattini virtuali, i CryptoKitties. Tutti i gattini sono unici e possiedono specifici metadati. Il giro di affari virtuale sollevato da questo gioco è schizzato in pochissimo tempo.

Anche lo sport, che è una delle forme di intrattenimento più seguite al mondo, ha iniziato a tokenizzare dei prodotti ufficiali. Uno dei tanti esempi è l’NBA, che rilascia sotto forma di NFT delle “collezioni di momenti”. Sono delle clip acquistabili di alcune giocate spettacolari avvenute durante le partite. Chi le acquista diventa il proprietario del media e può partecipare a sfide e vincere altri premi.

Conclusioni

Esistono diverse piattaforme dove utenti privati possono comprare o creare e mettere in vendita i propri NFT, ma è molto difficile dare valore alla propria opera se non vi è legato un qualcosa, anche astratto, che ha già valore nel mondo reale.

Gli NFT non sono esenti da rischi di reati informatici, ma sono un’ottima opportunità, anche remunerativa, per gli artisti che sono già digitali o che aspirano ad esserlo.

Inoltre, il principio stesso dell’NFT può fare sì che venga garantito un maggior controllo sui diritti d’autore dei media che circolano liberi nel web.

Giuseppe Russo per Questione Civile – XXI

Fonti dell’articolo:

  • Canale YouTube The Crypto Gateway – Investire in Criptovalute;
  • Hdblog.it;
  • criptovaluta.it;

Foto di copertina da A M Hasan Nasim da Pixabay

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