The Room: da peggiore di sempre a cult cinematografico

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The Room: un successo inaspettato

Cosa ci spinge a guardare un determinato film? Le ragioni possono essere varie.  Possiamo essere attirati dal genere, da un attore presente in particolare, dalle recensioni ottenute o anche dai premi vinti. Ma se dovessimo decidere di vedere un film perché considerato il peggiore della storia del Cinema? Di solito ad attrarci è la bellezza, ma è anche vero che ogni tanto anche un’opera brutta ha il suo fascino, soprattutto se è in grado di strapparci una sana risata. Ci sono tanti film considerati poco validi e brutti sia dal pubblico che dalla critica, ma uno in particolare ha una storia curiosa quanto assurda. Sto parlando del film The Room (2003), il quale è passato da essere considerato il film peggiore di sempre a diventare un fenomeno di culto.

The Room: un regista fuori dagli schemi

The Room è un film indipendente del 2003 sceneggiato, diretto e prodotto da Tommy Wiseau, il quale prende anche le vesti del personaggio protagonista. 

Dal carattere eccentrico e dall’aspetto quasi vampiresco per i suoi lunghi capelli neri e il volto pallido, Tommy un giorno decide di realizzare autonomamente un progetto cinematografico senza alcuna esperienza nel settore.

La decisione di produrre e girare un film di tasca sua gli arriva mentre frequenta un corso di recitazione a Los Angeles, soprattutto a causa degli innumerevoli provini d’attore andati male. In particolare questa folle idea viene a Tommy dopo l’incontro con l’attore e modello Greg Sestero, il quale diventa suo grande amico e collaboratore nella realizzazione di The Room, oltre ad essere scelto per impersonare uno dei personaggi principali.

Uno degli aspetti più curiosi del fenomeno The Room è la figura misteriosa e ambigua di Tommy Wiseau. Infatti di lui non si sa quasi nulla, né da dove viene e né da dove arrivino i soldi con cui riesce a pagare la troupe e i mezzi per girare il suo film. Insomma il suo passato sembra sconosciuto e anche nelle interviste Tommy non è ha mai voluto parlarne, dichiarando solo di essere un “americano puro” e di provenire da New Orleans.

Ma di una cosa si è abbastanza certi su Wiseau: la sua totale inesperienza registica. Tale incapacità la si nota in particolare durante la lavorazione del film, girato in una quarantina di giorni sia in 35mm che in digitale, una pratica inusuale nel settore cinematografico.

Tommy Wiseau in una scena di The Room

                                                           

Una pellicola surreale

Partiamo dal titolo: The Room (La stanza). Il regista spiega che tale scelta fa riferimento al luogo dove avvengono la maggior parte delle vicende, cioè il salotto del protagonista, una stanza dove accadono sia cose brutte che cose belle.

Ma parliamo della trama. Uno degli elementi più problematici del film è la pessima sceneggiatura, avente filoni narrativi non conclusi e eventi senza alcun senso logico. La storia è abbastanza banale: si narra di un drammatico triangolo amoroso tra Johnny (Tommy Wisau), la fidanzata Lisa e il suo migliore amico Mark (Greg Sestero).

Insomma la trama si rivela da subito confusa e priva di contenuto. E’ una pellicola  piena di scene inutili, come gli allenamenti di football tra Jhonny e i suoi amici dove non accade nulla di significativo. Per non parlare delle sotto-trame, le quali rimangono sospese e senza una conclusione, come per esempio la malattia della madre di Lisa di cui ad un certo punto della storia non si parla più.

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Una scena di The Room

A colpire maggiormente lo spettatore è soprattutto il livello di recitazione degli attori coinvolti, piuttosto scadente e a tratti comica senza volerlo essere. In particolare a spiccare è proprio la performance di Tommy Wiseau, il quale non può che spiazzare con le sue battute inverosimili e bizzarre.

“Non l’ho picchiata, non è vero! È una stronzata! Non l’ho picchiata, non l’ho fatto… Oh, ciao Mark!”

(battuta di Jhonny/Tommy Wiseau)

L’uscita al Cinema e la stroncatura

“È uno dei più importanti film del decennio. Svela la natura artificiosa di Hollywood. The Room è il Quarto potere dei film brutti.” (Ross Morin)

Una volta concluse le riprese e il montaggio il film viene distribuito in un numero limitato di cinema in California.  L’impatto di The Room sul pubblico è abbastanza negativo, venendo da subito stroncato dalla critica che arriva a definirlo come uno dei film più brutti mai realizzati.

Tuttavia Tommy Wisau è fortemente fiducioso sulle potenzialità della sua opera, tanto da pagare perché resti almeno due settimane in sala per essere considerato per la nomination agli Oscar.

Nelle sale arriva ad incassare poco meno di duemila dollari a fronte di un budget di sei milioni. Il flop è tale da non farlo neppure doppiare o distribuire al di fuori degli Stati Uniti.

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Locandina The Room

Quando i difetti diventano un punto di forza

Ma se The Room è un insuccesso al Cinema, non lo è nel mercato home video. Tramite il passaparola il film ottiene un buon riscontro nella distribuzione in videocassetta, oltre che nel web e nei cinema secondari che lo proiettano in seconda serata. Tale inaspettato successo è dovuto al registro involontariamente comico della pellicola, la quale diverte e intrattiene il pubblico proprio per la sua natura grottesca e trash.

Inizialmente il destino del film doveva essere quello di cadere nel dimenticatoio, ma alla fine così non è stato. La grande popolarità dell’opera di Wiseau viene raggiunta non nonostante i suoi difetti ma proprio in virtù di questi.

Bisogna aggiungere che un elemento positivo del fenomeno The Room sta nella figura eccentrica del suo creatore. Tommy Wiseau nelle interviste e nelle apparizione pubbliche si dimostra quasi sempre un soggetto divertente quanto stravagante, riuscendo così ad assicurarsi la simpatia del pubblico.

Un film sul caso The Room

Ma la popolarità della pellicola non termina qui. Nel 2017 l’attore James Franco dirige il film The Disaster Artist, interpretando la figura di Wiseau. L’opera di Franco è tratta dal libro scritto da Greg Sestero, il quale narra della lavorazione di The Room e del suo rapporto di amicizia con Tommy.

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James Franco (Tommy Wiseau) e Dave Franco (Greg Sestero) in una scena di The Disaster Artist

Attirato dalla curiosa figura di Wiseau, James Franco decide di mettere in scena il fenomeno The Room, partendo dall’incontro tra Tommy e Greg fino ad arrivare all’uscita del film in sala. La performance di Franco è talmente notevole e convincente da fargli aggiudicare il Golden Globe come “miglior attore in un film commedia o musicale”.

Insomma, alla fine Tommy Wiseau riesce ad ottenere il tanto desiderato successo, anche se non esattamente nel modo che avrebbe immaginato.

Camilla Miolato per Questione Civile

Bibliografia

– The Room, su Movieplayer.it

– Da flop a cult moderno: The Disaster Artist e il curioso caso di Tommy Wiseau, sito The HotCorn

– “The Room”, il Quarto Potere dei film brutti – Il Post

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