Scuola medica salernitana e la scienza islamica

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La Scuola medica Salernitana e la fioritura della scienza islamica: il Medioevo come periodo di rinascita

La prima scuola medica sorta nell’età medioevale fu fondata sul sito del dispensario di un antico convento: si tratta della scuola medica di Salerno, un istituto di formazione universitaria che per ben quattro secoli ha occupato una posizione di primo piano per due motivi principali. In primo luogo la scuola medica primeggiava per l’ottima preparazione degli insegnanti, mentre il secondo motivo era attribuito alla produzione di testi fondamentali per l’arte medica. Inoltre la scuola vantava di una biblioteca rinomata fornita dei testi antichi provenienti dall’abbazia di Montecassino, uno dei principali centri del sapere in Europa. La scuola medica salernitana raccoglieva diversi approcci alla disciplina e finì con l’attrarre studenti anche da diversi contesti culturali. Per dare una formazione il più completa possibile, il metodo d’insegnamento era basato su una commistione di elementi teorici assieme ad una formazione pratica. Ciò avveniva mescolando la tradizione medica greco-romana con quella islamica ed ebraica.

La storia della medicina:dalla saggezza antica all’era della specializzazione
– N. 2
Questo è il secondo numero della Rubrica di Area dal titolo “La storia della medicina:dalla saggezza antica all’era della specializzazione”, appartenente alla Macroarea di Scienze

L’epoca d’oro della medicina islamica e la scuola di medicina

Se l’Europa dopo il crollo dell’Impero romano d’Occidente attraversava i “secoli bui” ed un periodo di crisi economica e culturale, al contrario l’Oriente ed il Medio Oriente videro la fioritura della cultura e della scienza, in particolar modo nel campo della medicina. Grazie ad un approccio integrato di apprendimento che reputava la matematica, la letteratura, l’astrologia e l’alchimia parti di un’unica verità, la medicina attraversò in questi secoli un periodo innovativo mai visto prima.

A partire dall’VIIII secolo le terre musulmane del Medio oriente e dell’Asia occidentale conobbero un’epoca d’oro. Il centro della ricerca accademica e intellettuale fu a Baghdad, che era la capitale del califfato abbaside, da cui le scoperte in un clima di serena tolleranza raggiunsero centri del sapere islamici anche molto lontani.

L’ospedale islamico: l’obbligo di cura

L’insegnamento islamico poneva un forte accento sull’obbligo di cura, sia verso sé stessi attraverso l’attività fisica, l’igiene e la dieta, sia verso i malati e i bisognosi. Oltre a garantire le cure mediche per tutti, il mondo medico islamico diede risalto alla ricerca sulla prevenzione. Fu questo impulso alla scienza medica che permise a partire dal IX secolo a Baghdad e in altre città islamiche di istituire le scuole mediche e i primi ospedali.

Gli ospedali furono un chiaro segno di avanguardia per la medicina islamica per vari motivi: in primo luogo per la loro organizzazione in reparti, ereditata da tutta la tradizione medica occidentale; in secondo luogo per la gratuità del servizio di ricovero e assistenziale, oltre a centri di formazione e ricerca medica. Infatti fu istituito un sistema di istruzione per i futuri medici, a cui erano impartiti insegnamenti di fisiologia, anatomia e alchimia. In seguito ad una fase di studio delle scienze di base seguiva una formazione clinica negli ospedali dove apprendevano come eseguire l’anamnesi, l’esame obiettivo e la somministrazione dei trattamenti terapeutici.

Il canone della medicina islamica: Ibn Sina

Ibs Sina fu uno dei più importanti autori arabi di medicina e in occidente divenne noto col nome di Avicenna. Egli era originario della Persia e visse tra il X e l’XI secolo.  Il suo capolavoro, Al-Qanun fi al-Tibb, fu il canone della medicina araba che esercitò una maggiore influenza sull’insegnamento medico in occidente. 

Il testo di Ibs Sina è un’opera immensa per dimensioni: si divide in cinque volumi per raccogliere lo scibile in ambito medico. Il primo volume introduce dei cenni di anatomia e di funzionalità fisiche per concentrarsi sulle origini della salute e della malattia. Il secondo volume descrive i rimedi e i farmaci possibili per le varie condizioni patologiche, mentre il terzo considera la diagnosi e il trattamento di malattie specifiche di alcune parti del corpo. Infine il quarto volume è dedicato ai disturbi che interessano tutto il corpo, mentre il quinto ed ultimo volume descrive la preparazione dei vari rimedi per trattare le patologie.

L’opera include le teorie della medicina antica di Ippocrate, Aristotele e Galeno. La fama del canone fu resa possibile grazie alla traduzione in lingua latina nel corso del XII secolo, permettendo così al Canone di influenzare definitivamente l’approccio alla medicina del periodo medioevale.

La scuola salernitana: il percorso per diventare un medico

Dopo aver analizzato la fioritura della medicina araba e il Canone di Ibn Sina, è bene confrontarsi con i progressi della medicina occidentale e con l’organizzazione delle scuole mediche più vicine a noi. È il caso della scuola medica salernitana. 

Uno dei primi sostenitori della scuola fu Alfano I, arcivescovo e medico di Salerno, che tra l’altro tradusse vari testi da diverse lingue e raccolse i fondi per la realizzazione della scuola. Altrettanto determinante fu il contributo di Costantino l’africano, medico proveniente dal Nord Africa il quale giunse a Salerno per studiare. Data la sua preparazione nel campo medico, le sue conoscenze furono riconosciute e gli permisero di entrare a far parte del corpo insegnanti.  Provenendo dal mondo islamico, diffuse le sue conoscenze relative alla medicina islamica nella cultura medica occidentale e tradusse molti testi arabi che da questo momento in Europa divennero fondamentali per la preparazione degli studenti.

Gli standard dei corsi erano molto elevati e gli studenti erano tenuti a passare tutte le prove con un punteggio minimo per poter accedere ai livelli successivi. Erano previsti tre anni di studio curricolari, a cui seguiva un percorso di formazione più pratica affiancando chirurghi, dottori ed erboristi.

Oltre a preparare gli allievi alla carriera medica, la scuola salernitana impartiva corsi di filosofia, religione e diritto. Un altro corso fondamentale impartito agli studenti era il corso di etica affiancato da un corso basato interamente sul rapporto medico-paziente.

Il metodo impartito nella scuola medica

La fondazione di questa scuola rappresenta un passo fondamentale nella storia della medicina per le innovazioni che introduce nel metodo e nell’impostazione della profilassi. L’approccio comincia a basarsi fondamentalmente sulla pratica e sull’esperienza aprendo la strada al metodo empirico e alla cultura della prevenzione: infatti così leggiamo in un testo del periodo medioevale relativamente al rapporto medico paziente e all’atteggiamento del medico nel momento della visita:

“Quando il medico entra nella dimora del suo paziente, deve metterlo a proprio agio prima di iniziare la visita e il polso deve essere ascoltato con ponderatezza e attenzione”.

Pur restando le basi teoriche strettamente dipendenti dal sistema degli umori elaborato da Ippocrate, il vero bagaglio di competenze medico-scientifiche comincia a basarsi sull’esperienza maturata nelle attività quotidiane di assistenza ai malati, svincolandosi maggiormente dalla teoria e avvicinandosi più ad un approccio pratico. Fu la traduzione di testi scritti in arabo a dare un forte impulso agli studi medici, dando agli insegnamenti un taglio sempre più pratico al fine di formare medici forniti di talento e grande esperienza. 

Nel 1231 l’autorità della scuola salernitana fu sancita dalla Costituzione di Melfi dall’Imperatore Federico II: in questa sede si decise che l’attività di medico poteva essere esercitata solo da dottori in possesso del diploma rilasciato dalla scuola medica Salernitana. Solo nel 1280 Carlo d’Angiò approvò il primo statuto che permise alla Scuola di essere riconosciuta come Studium generale in medicina.

La scuola medica aperta alle donne

Un fatto straordinario per l’epoca era che la scuola era aperta anche alle donne, le quali avevano libero accesso sia allo studio che all’insegnamento. La docente più nota fu Trotula de Ruggiero, la quale scrisse vari contributi nell’ambito della ginecologia e dell’ostetricia. Le donne, terminata la loro formazione, erano dunque abilitate all’esercizio della ginecologia, ostetricia ed assistenza prenatale e postparto, occupandosi interamente della figura femminile dalla gestazione fino ai primi mesi di vita della prole.

L’opera che le è stata attribuita per l’affermazione della ginecologia come una scienza medica è De passionibus mulierum ante in et post partum. La fama della figura di Trotula non è passata inosservata nemmeno ai maggiori autori del XII secolo, tra cui l’inglese Geoffrey Chaucer. La donna viene infatti menzionata nella celebre raccolta di racconti di Chaucer, The canterbury Tales, col nome di Dame Trot.

Un chiaro segno dell’importanza della mulier salernitana è la coniazione di una medaglia in bronzo a lei dedicata in una serie di medaglie raffiguranti i personaggi più illustri del Regno delle Due Sicilie dall’antichità al periodo contemporaneo: relativamente alle medaglie, queste ultime furono coniate tra il 1830 e 1834 da parte dei maestri incisori della Regia Zecca, Vincenzo Catenacci e Luigi Arnaud.

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Conclusione

Così si conclude il nostro viaggio alla scoperta della medicina medioevale e del suo insegnamento nei centri di formazione e di elaborazione del sapere medico. Con uno sguardo duplice al mondo orientale, grazie al Canone di Ibs Sina e al mondo occidentale con la Scuola Salernitana, si può comprendere l’evoluzione della medicina in contesti culturali e politici anche molto differenti, ma accomunati dalla stessa voglia di insegnare l’arte medica e formare i medici che garantiscano la cura del prossimo.

Giulia Marianello per Questione Civile

Bibliografia e sitografia

Medicina, La storia illustrata, Steve Parker, Gribaudo editore

www.demetra.org

www.uniposms.it/scuola-medica-salernitana/

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