Gianni Vattimo: morto il filosofo del pensiero debole

Gianni Vattimo

Gianni Vattimo aveva 87 anni ed era malato del morbo di Parkinson

È ironico come il filosofo forse più influente dell’Italia contemporanea sia stato dichiarato a pochi giorni dalla sua morte incapace d’intendere e di volere. Gianni Vattimo, professore alle Università di Torino e di Heidelberg, ideatore del Postmoderno italiano, pensatore tra i più lucidi e influenti del secondo Novecento e di questo secolo, ci ha lasciati il 19 settembre, dopo una lunga e logorante malattia.

Le contraddizioni di un pensatore coerente

Cognome calabrese, formazione nordica, cattolico ma marxista, Vattimo è stato il filosofo, dicevamo, della Postmodernità; e non a caso quelle che potrebbero apparire le sue “contraddizioni” lo hanno reso, in verità, il perfetto esempio dell’uomo postmoderno.

Quell’uomo, cioè, che davanti all’insensatezza del mondo e alla saturazione di tutte le esperienze umane già esperite (mi perdonerete il gioco di parole), non può che ridere della realtà e passarla al filtro dell’ironia, per dirla con Eco.

Così è il pensiero di Vattimo. Discepolo di Gadamer, a sua volta allievo di Heidegger, il pensatore torinese introdusse il concetto di pensiero debole, trovandosi proprio davanti al peso di una tradizione di pensiero avvertita come schiacciante, o meglio come una catena di confutazioni e superamenti critici da filosofo a filosofo ormai giunta a saturazione (quandanche a maturazione). Ovvero Vattimo – senza, perciò, essere considerato relativista – ha proposto l’abbandono di ogni prospettiva di verità assoluta da propugnare, in nome del modellamento di ciascuna verità su ogni uomo. Cosicché la stessa filosofia diventi pienamente accessibile a tutti e, per così dire, democratica.

La forza del pensiero debole

Alla base del pensiero debole, infatti, c’è il soggetto, mutevole, e anche mutante la realtà che lo circonda.

L’approdo al comunismo, dopo, è graduale, ma a detta del filosofo coerente con la sua linea di pensiero. Il Marx di Vattimo è un Marx indebolito, come il suo pensiero, un Marx che si “piega” al cattolicesimo, che a sua volta si “piega” a un mondo ormai secolarizzato. Insomma, proprio come prevede la Post-modernità, le grandi narrazioni (ed è così che citiamo Lyotard, un altro filosofo postmoderno) dei sistemi del sapere hegeliano, marxista, freudiano, … sono scarichi di validità per l’uomo contemporaneo. È da qui che parte Vattimo. Quei fondamenti irreprensibili dei filosofi otto-novecenteschi, cioè, i quali filosofi cercavano l’errore l’uno nel pensiero dell’altro, non hanno stabilità alcuna. Anzi, l’uomo postmoderno deve potersi concentrare sull’errore, su quel pensiero debole che porterà Gianni Vattimo sui libri di scuola.

Gianni Vattimo
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La carriera

Oltre che sui libri di scuola del quinto superiore, Vattimo è comparso anche sul piccolo schermo con La clessidra, programma di divulgazione filosofica (1986) su Rai3. Ha tenuto lezioni a Torino, e fu preside della Facoltà di Lettere e Filosofia. «Omosessuale e cattolico», come si è definito lui stesso, fu portavoce del movimento LGBTQ+, ma anche dei diritti degli animali e ambientali, in generale. In prima linea, cioè, sulle scottanti tematiche della nostra attualità, sempre con fermezza e coraggio. D’altronde, questa sensibilità e il suo acume Vattimo li profuse nella vita politica, nell’impegno civile, che lo ha visto schierato prima coi Radicali, poi con i Democratici di Sinistra, dopo ancora – con la sua scoperta di un Marx debole, e, paradossalmente, di un cristianesimo debole – nel Partito Comunista. La sinistra di Vattimo non ha nulla degli estremismi staliniano-leniniani, ma è una sinistra dialettica e tollerante, pronta a mettersi al servizio delle esigenze del nuovo millennio. La stessa flessibilità, cioè, che Vattimo richiedeva alla Chiesa e alla sua dottrina in Credere di credere. D’altra parte, parliamo di chi è andato a scuola da Pareyson, allievo di Maritain.

Lo spazio di Gianni Vattimo

Ci lascia a 87 anni nell’ospedale di Rivoli; a darne la spiacevole notizia è stato il compagno degli ultimi anni, Simone Caminada. Ma siamo sicuri che lo spazio che verrà riservato a Vattimo nei manuali scolastici e nella ricerca sarà sempre più ampio e fecondo.

Riccardo Stigliano per QuestioneCivile

Sitografia:

www.corrieredellasera.it

www.ansa.it

www.larepubblica.it

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