Libri da vacanza: cosa leggere in estate?

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Libri da leggere in vacanza che restano in classifica indipendentemente dall’anno di uscita

Quali libri portare in valigia quest’estate? Questa è la domanda che ogni lettore, nei mesi del solleone, senz’altro si pone. Da almeno cinque stagioni, tuttavia, la risposta dei librai e dei gruppi di lettura italiani non cambia quasi mai.

In questo articolo si analizzeranno tre titoli, pubblicati in anni diversi, che continuano a comparire nelle stesse liste e sugli stessi banchi delle librerie di provincia e delle stazioni.

La portalettere di Francesca Giannone, Come l’arancio amaro di Milena Palminteri e Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin non condividono editore, né epoca di pubblicazione (il più recente risale al 2024, il più datato al 2019) , ma sono legati da un unico filo rosso. Le protagoniste femminili che si emancipano contro le convenzioni del proprio tempo e la scrittura fluida, capace di tenere compagnia anche a chi legge distrattamente sotto l’ombrellone, sono le caratteristiche vincenti. Questa combinazione li rende libri da mettere inevitabilmente nella nostra valigia.

La portalettere, il caso editoriale del Salento

Pubblicato nel 2023 da Editrice Nord e vincitore del Premio Bancarella, La portalettere segue Anna Allavena, donna ligure che nel 1934 si trasferisce con il marito Carlo a Lizzanello, nel Salento, ribaltando la rotta più consueta delle migrazioni italiane da sud a nord. Anna è stata considerata per tutta la vita la forestiera e sfida le convenzioni del paese candidandosi a un concorso riservato agli uomini e diventando la prima portalettere donna del paese. Francesca Giannone si è ispirata alla storia vera della propria bisnonna, ritrovata per caso su un vecchio biglietto da visita, costruendo attorno a lei un affresco familiare lungo trent’anni che si estende tra fascismo, amori taciuti e la lenta conquista dei diritti femminili.

Il romanzo ha venduto centinaia di migliaia di copie in Italia ed è stato acquistato da editori di oltre trenta paesi. I lettori lo apprezzano per la scrittura scorrevole e per il ritratto di una protagonista anticonformista capace di restituire voce alle donne dimenticate dalla grande Storia. Attenzione! Non mancano le voci critiche. C’è chi ha osservato che il romanzo evita di affrontare direttamente gli anni più duri della guerra, scegliendo un’ellissi narrativa che addolcisce il racconto e chi lo ha giudicato più melodrammatico che storico. Resta, comunque, il titolo italiano più discusso e citato dell’ultimo quinquennio.

Come l’arancio amaro, la Sicilia dei segreti

Esordio narrativo di Milena Palminteri, già archivista negli archivi notarili, Come l’arancio amaro è uscito nel 2024 per Bompiani e ha vinto il Premio Bancarella l’anno successivo. Ambientato tra Agrigento e la Sicilia del Ventennio fascista, il romanzo intreccia le vite di tre donne (Carlotta, Nardina e Sabedda) accomunate da un segreto legato a una nascita nascosta e da un destino che la società del tempo vorrebbe decidere al posto loro. L’autrice ha dichiarato di essersi ispirata a una vicenda reale scoperta tra le carte di un archivio notarile salernitano.

La critica e i lettori hanno elogiato soprattutto la lingua, ricca di espressioni dialettali che richiamano la grande tradizione della narrativa siciliana, da Tomasi di Lampedusa a Sciascia, e la capacità di raccontare il corpo femminile come terreno di abusi, ma anche di riscatto.

Cambiare l’acqua ai fiori, il classico che resiste

Pubblicato in Francia nel 2018, dove ha vinto il Prix Maison de la Presse, e in Italia l’anno successivo per Edizioni e/o, Cambiare l’acqua ai fiori di Valérie Perrin racconta la storia di Violette Toussaint, guardiana di un cimitero in un paese della Borgogna. Violette è una bambina mai adottata, la madre di una figlia perduta troppo presto, ma che trasforma il proprio dolore in una forma quotidiana di cura. Lei ascolta i visitatori, coltiva i fiori, custodisce i segreti che intrecciano vivi e defunti. Quando un poliziotto arriva da Marsiglia e le chiede di seppellire la madre nella tomba di uno sconosciuto, il passato di Violette inizia lentamente a riaffiorare.

Diventato un caso editoriale già nel 2020, il romanzo continua a tornare ogni estate nelle classifiche dei librai indipendenti, complice una scrittura definita poetica e capace di alternare leggerezza e commozione. Non tutti i lettori ne sono rimasti, però, conquistati. La trama risulta eccessivamente dilatata, con troppi flashback, ma rimane ancora, dopo sei anni, uno dei libri più visti sotto gli ombrelloni in spiaggia e sopra i lettini prendisole.

Questi libri da vacanza viaggiano ancora

Al di là delle differenze di trama e ambientazione, i tre romanzi condividono una struttura che funziona particolarmente bene. Le protagoniste femminili si conquistano un proprio spazio contro le aspettative altrui. Gli archi narrativi lunghi e una scrittura immersiva, ma mai respingente, rendono questi racconti necessari come la crema protettiva 50+. A tutto ciò, si aggiunge la potenza del passaparola che è amplificata dai gruppi di lettura, dai blog letterari indipendenti e dai creator italiani che ogni giugno ripropongono gli stessi titoli, alimentando un circolo che premia la fedeltà più della novità.

Il motivo grazie al quale questi libri perfetti in vacanza non smettono mai di girare

Un romanzo diventa un appuntamento fisso dell’estate italiana quando attiva alcuni meccanismi essenziali. Il passaparola, quella forma antichissima di raccomandazione che oggi vive anche nelle chat dei gruppi di lettura, regna negli scambi tra lettori e nelle liste che i librai mettono in vetrina a giugno.

I tre titoli di cui si parla sono romanzi che circolano perché qualcuno li ha letti, si è commosso e ha sentito il bisogno  di dirlo a qualcuno. Non sono libri che si esauriscono nella stagione del loro debutto. Tornano ogni estate, come certi brani musicali che non riesci a toglierti dalla testa. I lettori li regalano e li consigliano. I librai li tengono in prima fila perché sanno, per esperienza diretta, che funzionano.

Donne che resistono: il filo femminile nei romanzi estivi

Anna Allavena, che percorre in bicicletta le strade di Lizzanello sfidando il dissenso di un intero paese. Carlotta, che cerca le proprie origini tra le carte polverose di un archivio notarile ad Agrigento. Violette, che trasforma un cimitero di provincia in un luogo di accoglienza e ascolto.

Le protagoniste di questi tre romanzi condividono un moto silenzioso di resistenza che è anche tenace. Sono donne che abitano i margini (geografici, sociali, emotivi) e che, da quella posizione, trovano il modo di esercitare una forma di potere tutto loro.

Questa è letteratura di donne nel senso più ricco e meno scontato dell’espressione. I lettori le seguono, estate dopo estate, riconoscendoci in queste storie che resistono tra inverno ed estate, da un anno all’altro.

Valentina Botrugno per Questione Civile

Bibliografia

  • Giannone, Francesca, La portalettere, Nord, Milano, 2023.
  • Palminteri, Milena, Come l’arancio amaro, Bompiani, Milano, 2024.
  • Perrin, Valérie, Cambiare l’acqua ai fiori, trad. di Alberto Bracci Testasecca, Edizioni e/o, Roma, 2019.

Sitografia

  • Il Libraio, “La portalettere di Francesca Giannone”
  • Critica Letteraria, “Cambiare l’acqua ai fiori: uno struggente romanzo di amore e morte”
  • Critica Letteraria, “«Se bona razza vuoi fare, da fimmina devi accominciare»: “Come l’arancio amaro” di Milena Palminteri”
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