Le stragi del biennio 1973-1974

Le stragi del biennio 1973-1974

Le stragi del biennio 1973-1974: la Questura di Milano, Piazza della Loggia e il treno Italicus

Lo stragismo in Italia: da Piazza Fontana a Bologna”

N.3

Questo articolo è il terzo ed ultimo numero della Rubrica Archivistica dal titolo ” Lo stragismo in Italia: da Piazza Fontana a Bologna”


Con questo articolo si conclude la Rubrica Archivistica sul fenomeno della Strategia della Tensione in Italia: parleremo delle stragi del biennio 1973-1974, ovvero di quelle avvenute alla Questura di Milano, in Piazza della Loggia a Brescia e sul treno “Italicus”, mentre transitava all’altezza di San Benedetto Val di Sambro, vicino Bologna.

17 maggio 1973: la strage alla Questura di Milano

Le stragi del biennio 1973-1974
La prima pagina de “La Stampa” del 18 maggio 1973

Pochi anni dopo la strage di Piazza Fontana, Milano è di nuovo colpita. Il 19 maggio 1973, davanti alla Questura in via Fatebenefratelli, è in corso una cerimonia per lo scoprimento di un busto dedicato al Commissario Luigi Calabresi, ucciso l’anno prima; alle 11:00, poco dopo che il Ministro dell’Interno Mariano Rumor lascia il posto, esplode un ordigno lanciato in mezzo alla folla. Il bilancio è pesante: quattro morti ed una cinquantina di feriti.

Il colpevole viene subito individuato: si tratta di un anarchico, Gianfranco Bertoli, il quale dichiara che il suo obiettivo era quello di uccidere il ministro Rumor.

Il processo e il coinvolgimento di “Ordine Nuovo” e dei Servizi Segreti

Bertoli viene condannato all’ergastolo nel 1975; sentenza confermata sia in appello sia in Cassazione l’anno successivo. Ma la vicenda non si conclude qui: con il passare del tempo viene alla luce un’altra verità, ovvero che Bertoli non avesse agito da solo. Negli anni ’90, un nuovo filone di indagine si concentra sulla pista del terrorismo di destra, in particolare sul gruppo “Ordine Nuovo”, la stessa organizzazione terroristica di cui fanno parte Franco Freda e Giovanni Ventura, ritenuti i “presunti” responsabili della strage di Piazza Fontana (clicca qui per approfondire).

Non solo: ci sarebbe stato anche un coinvolgimento del SID (Servizio Informazioni Difesa). L’obiettivo dell’attentato è proprio il Ministro Rumor, accusato da tale organizzazione di non aver proclamato lo stato d’assedio dopo la strage di Piazza Fontana.

Vengono rinviati a giudizio Carlo Maria Maggi, Carlo Digilio, Francesco Neami, Giorgio Boffelli e l’ex generale Amos Spiazzi (già processato e assolto per il Golpe Borghese). Viene arrestato anche Gianadelio Maletti (ex capo del SID), accusato di occultamento e soppressione di documenti concernenti la sicurezza dello Stato. Nel 2000 vengono condannati all’ergastolo Maggi, Boffelli, Neami e Spiazzi mentre Digilio ottiene la prescrizione per essere diventato collaboratore di giustizia. Maletti viene condannato a quindici anni contro i dodici chiesti dai PM.

La Corte d’Appello rovescia la sentenza, assolvendo gli imputati ma la Cassazione annulla la sentenza d’appello, confermando però le assoluzioni di Maletti e Spiazzi e chiedendo un nuovo processo per gli altri imputati.  Nel 2004 la Corte d’Appello di Milano assolve Maggi, Neami e Boffelli, sentenza confermata dalla Cassazione l’anno successivo.

28 maggio 1974, il terrorismo raggiunge il culmine a Brescia: un ordigno esplode in Piazza della Loggia

Le stragi del biennio 1973-1974
La prima pagina del Corriere della Sera del 29 maggio 1974

In quegli anni anche la città di Brescia è presa di mira dalle bombe; da febbraio del 1974 esplodono o vengono rinvenuti ordigni in alcune sedi di partito e, addirittura, in una chiesa. Ma sono solo avvertimenti: nessuno avrebbe immaginato che il 28 maggio di quell’anno un’altra bomba, la più grave, avrebbe ucciso degli innocenti.

Piazza della Loggia: quella mattina, alle 10:00, nella famosa piazza, deve svolgersi un comizio antifascista. Dopo dodici minuti, il caos: una violenta esplosione, proveniente da un ordigno nascosto in un cestino della spazzatura, uccide otto persone, di cui tre sul colpo e ne ferisce un centinaio.

Piazza della Loggia dopo l’esplosione

Le indagini su Piazza della Loggia e la pista della destra eversiva

Dopo i funerali di sei delle vittime, con la presenza delle più alte cariche dello Stato, partono le indagini e subito ci si concentra sulla pista della destra eversiva, in particolare intorno ad un gruppo di persone vicino ad un controverso personaggio, Ermanno Buzzi.

Dopo una testimonianza, quella del Sig. Papa, padre di Angelo e Raffaele Papa, due ragazzi del gruppo di Buzzi, quest’ultimo viene accusato di aver piazzato la bomba a Piazza della Loggia. Non solo: c’è un’altra testimonianza che inchioderebbe Buzzi. Si tratta di quella di Ugo Bonati, un ladro d’arte e amico di Buzzi. Dopo vari interrogatori firma la deposizione che ricostruirebbe la strage.

Buzzi ha fabbricato l’ordigno e Angelo Papa, uno dei fratelli, lo avrebbe messo nel cestino. C’erano anche altri membri del gruppo, tra cui Bonati. Dopo la deposizione, accusa anche un’altra persona: Andrea Arcai, figlio di un magistrato.

Il primo processo e l’omicidio di Buzzi

Nel 1977 si chiudono le indagini con il rinvio a giudizio di Ermanno Buzzi e del suo gruppo. Dopo 15 mesi di processo, il 2 luglio del 1979 arriva la sentenza: Buzzi viene condannato all’ergastolo, Angelo Papa a dieci anni mentre gli altri vengono prosciolti. Il processo d’appello si apre nel 1981 ma accade una cosa inaspettata: Ermanno Buzzi, mentre è in attesa del processo, viene ucciso in carcere da due ex terroristi fascisti, Mario Tuti e Pierluigi Concutelli. Nel 1982 gli imputati vengono assolti e la sentenza viene confermata dalla Cassazione nel 1985.

Il secondo e il terzo processo

Nel 1984 alcuni pentiti, tra cui Sergio Calore, ex militante di destra, accusano altre persone della strage, vicine al neofascismo milanese e a quello romano; tra i nomi spunta quello di Angelo Izzo, già condannato per il “Massacro del Circeo” del 1975 e quello di Cesare Ferri. Nel 1987 tutti gli imputati vengono assolti per insufficienza di prove, sentenza confermata due anni dopo da Appello e Cassazione.

Ancora senza colpevoli ma la vicenda non finisce qui: nel 2008 vengono rinviati a giudizio Carlo Maria Maggi, capo della cellula veneta di Ordine Nuovo, Delfo Zorzi, Pino Rauti, Maurizio Tramonte, Giovanni Maifredi e il Capitano dei carabinieri Francesco Delfino. Nel 2010 sono tutti condannati per concorso in strage, mentre Rauti viene assolto; nello stesso anno la Corte d’Assiste assolve gli imputati; nel 2012 la Corte d’Appello conferma le assoluzioni; due anni dopo la Cassazione annulla le assoluzioni di Tramonte e Maggi, mentre conferma le altre; nel 2015 Tramonte e Maggi vengono condannati all’ergastolo in appello. Nel 2017 la Cassazione conferma la sentenza per Maggi e Tramonte.

Carlo Maria Maggi muore l’anno successivo.

Le stragi non si fermano: 4 agosto 1974, una bomba esplode sul treno Italicus

La prima pagina del Corriere della Sera del 5 agosto 1974

Qualche mese dopo la strage di Piazza della Loggia, un altro fatto di sangue sconvolge l’Italia. È il 4 agosto 1974 quando sul treno Roma-Brennero, chiamato “Italicus”, all’ 1:23, esplode una bomba piazzata nel quinto vagone. Dodici persone rimangono uccise e quarantotto ferite.

L’attentato viene rivendicato dal gruppo “Ordine Nero” con questa nota:

“Abbiamo voluto dimostrare alla nazione che siamo in grado di mettere le bombe dove vogliamo, in qualsiasi ora, in qualsiasi luogo, dove e come ci pare. Vi diamo appuntamento per l’autunno; seppelliremo la democrazia sotto una montagna di morti”.

Nonostante i vari processi, per la strage dell’Italicus non è stato individuato nessun colpevole. Gli imputati, vicini alla cellula aretina della destra eversiva, sono stati tutti assolti nel 1993. La responsabilità morale della strage è stata attribuita alla “Loggia Massonica Propaganda 2”, secondo gli atti della Commissione d’Inchiesta parlamentare.

Conclusioni

La prima Rubrica Archivista sullo stragismo italiano si conclude qui. Nei prossimi mesi verrà avviata la seconda, che tratterà della Loggia Massonica P2

Margherita Rugieri per Questione Civile- XXI

Alcune parti dell’articolo sono state prese da tali fonti:

https://www.raiplay.it/video/2019/05/Blu-notte-Piazza-della-Loggia-il-luogo-della-memoria-cab740f0-8569-4902-a091-317c930bbee6.html

https://www.repubblica.it/online/cronaca/ergastolo/ergastolo/ergastolo.html

https://www.bibliotecasalaborsa.it/cronologia/bologna/1974/strage_sul_treno_italicus

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