Philip Roth

Philip Roth e Wikipedia: il caso di controversia

La disinformazione e il caso di Human Stain: Wikipedia e Philip Roth

Il seguente articolo dell’Archivio di Letteratura aderisce alla rubrica panarchivistica “Pesce d’Aprile” con l’intento di offrire uno sguardo d’insieme alla narrativa contemporanea statunitense. Entreremo nel vivo di una controversia tra un autore molto noto, Philip Roth, e la celeberrima enciclopedia online, Wikipedia.

Pesce d’Aprile”

-N. 10

Questo articolo è il decimo della Rubrica Panarchivistica dal titolo Pesce d’Aprile, che parlerà del concetto di “fake news” in vari ambiti. La rubrica vede la collaborazione tra gli Archivi di Storia Antica, Storia Medievale,Storia del Pensiero Economico, Storia delle Relazioni Internazionali, Letteratura, Scienze Umane, Storia Contemporanea, Storia Moderna, Storia dell’Arte e Storia del Cinema

Chi è Philip Roth?

Brillante scrittore e narratore del XX secolo, Philip Roth è stato ritenuto dall’autorevole critico letterario statunitense Harold Bloom il “culmine di un enigma irrisolto nella letteratura ebraica dei secoli XX e XXI. Le complesse influenze di Kafka e Freud e il malessere della vita ebraico statunitense produssero in Philip un nuovo genere di sintesi”.

Nato nel 1933 da genitori galiziani di origini ebraiche trasferiti nel New Jersey, completa gli studi presso l’università della Pennsylvania, discutendo una tesi in Letteratura inglese. Perfeziona i suoi studi con un master presso l’University of Chicago, specializzandosi in letteratura anglosassone. Dopo una breve parentesi dedicata all’insegnamento scolastico, tiene corsi di scrittura creativa e storia della letteratura presso università molto prestigiose quali quelle di Princeton, Iowa e la stessa University of Pennsylvania dove si era laureato in giovane età.

Dopo questa parentesi didattica, sceglie di dedicare interamente la sua vita alla scrittura. Da questa decisione vengono alla luce capolavori quali Lamento di Portnoy, in cui il modello psicoanalitico e freudiano ingloba interamente il racconto, sviluppando gli eventi dalla prospettiva unica del paziente. Altro grande successo è Il grande romanzo americano in cui Roth ambisce a narrare la storia americana celebrandola dall’ottica dello sport nazionale, il baseball. La voce narrante è quella di un giornalista sportivo in pensione, che arricchisce la storia di spunti comici e aneddoti sarcastici.

The Human Stain

È però un altro il romanzo che ha dato adito alla controversia con l’enciclopedia libera online Wikipedia e che merita in questa sede la nostra attenzione.

La prima edizione del romanzo risale al 2000 e sin da subito l’opera ha guadagnato molte attenzioni da parte della critica, aggiudicandosi il Prix Medicis e il premio PEN per la narrativa.

Entrando nel vivo del romanzo, il protagonista Coleman Silk è un accademico molto stimato di un’università del New England. Poco prima di andare in pensione, un evento inusuale lo coinvolge da vicino. Due studenti muovono infatti contro di lui un’accusa di razzismo, facendo in modo che anche colleghi e amici si allontanino da Coleman, che indignato decide di lasciare precocemente la cattedra.

Il quadro tracciato da Roth dipinge il tragico destino di un uomo solo, che una volta abbandonata la cattedra, rivela una rabbia che evidenzia la desolazione dell’America perbenista e ipocrita dell’età contemporanea.

Per cogliere a fondo il significato dell’opera, lascio una citazione tratta dal romanzo, grazie alla quale anche la scelta del titolo, La Macchia umana, risulta denso di significato.

“Noi lasciamo una macchia, lasciamo una traccia, lasciamo la nostra impronta. Impurità, crudeltà, abuso, errore, escremento, seme: non c’è altro mezzo per essere qui. Nulla a che fare con la grazia o la salvezza o la redenzione. È in ognuno di noi. Insita. Inerente. Qualificante. La macchia che esiste prima del suo segno. Che esiste senza il segno. La macchia così intrinseca che non richiede un segno. La macchia che precede la disobbedienza, che comprende la disobbedienza e frusta ogni spiegazione e ogni comprensione. Ecco perché ogni purificazione è uno scherzo. Uno scherzo crudele, se è per questo. La fantasia della purezza è terrificante. È folle. Cos’è questa brama di purificazione, se non l’aggiunta di nuove impurità?”

La controversia tra Philip Roth e Wikipedia

Il 6 settembre 2012 Roth fece pubblicare sul New Yorker una lettera aperta a Wikipedia sul contenuto della corrispondente voce in inglese The Human Stain, nella quale lo scrittore statunitense lamentava l’inattendibilità della voce riferita al personaggio di Coleman Silk, il protagonista del romanzo.

La voce di Wikipedia riferita al romanzo La Macchia umana considerava infatti erroneamente che il personaggio del Professor Coleman Silk fosse ispirato ad Anatole Broyard, editore e critico letterario molto affermato nel panorama letterario statunitense.

Roth ha dichiarato invece in un’intervista del 2008 che non è stato Broyard la sua fonte di ispirazione, bensì il meno conosciuto amico di vecchia data Melvin Tumin. L’attribuzione dell’ispirazione di Silk a Broyard sarebbe per Roth dovuta a un mero “pettegolezzo letterario”.

Nell’intervista del 2008 ha spiegato di aver appreso delle scelte di Broyard solo da un articolo di Gates sul New Yorker, che era stato pubblicato mesi dopo che Roth aveva già iniziato la stesura di The Human Stain.

L’autore si sarebbe rivolto a Wikipedia per far modificare la voce in questi termini:

“Dear Wikipedia, I am Philip Roth. I had reason recently to read for the first time the Wikipedia entry discussing my novel “The Human Stain” The entry contains a serious misstatement that I would like to ask to have removed. This item entered Wikipedia not from the world of truthfulness but from the bubble of a literary gossip- there is no truth in it all”.

La risposta di Wikipedia

La risposta dell’enciclopedia online merita una riflessione sul valore dell’informazione e della divulgazione culturale online. L’enciclopedia rispose che l’autore è la massima autorità del suo lavoro ma che le loro regole richiedono il supporto di fonti secondarie. La vicenda risulta dunque inaccettabile e certifica l’approssimazione di uno strumento utile, come quello della celeberrima enciclopedia online, ma troppo legato alla collegialità degli autori come Wikipedia. Lo sconforto di Roth è espresso in questi termini: “Io, Roth, non ero una fonte credibile per la voce Philip Roth”.

Conclusione

Il caso di controversia tra l’autore statunitense Philip Roth e la più nota enciclopedia online Wikipedia mostra come la disinformazione e la mancanza di attendibilità delle fonti sia una pratica sempre più caratteristica dell’età contemporanea, mettendo gli utenti della rete e i lettori dei giornali sempre più in guardia e rendendoli responsabili di una lettura attiva, mai data per affidabile al cento per cento.

Giulia Marianello per Questione Civile – XXI

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