Premi Nobel Italiani: in ambito letterario e non solo

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Premi Nobel Italiani: un viaggio alla scoperta delle eccellenze

Il Premio Nobel è il prestigiosissimo riconoscimento internazionale che dal 1901 premia con una solenne cerimonia a Stoccolma coloro che si sono distinti con risultati straordinari in campi come le scienze, la letteratura o l’ottenimento della pace. Nel corso della storia di questa onorificenza, anche l’Italia ha visto alcune tra le sue menti brillanti ottenere la medaglia dedicata ad Alfred Nobel.

Tra i Premi Nobel per la letteratura ricordiamo scrittori di grande spessore quali Giosuè Carducci, Luigi Pirandello, Salvatore Quasimodo, Eugenio Montale e Dario Fo. Ma anche l’eccezione dell’unica autrice di sesso femminile, ovvero la scrittrice sarda Grazia Deledda.

Le vittorie e i successi letterari dell’Italia: i premi Nobel per la letteratura

Il primo vincitore del prestigioso premio italiano è stato Giosuè Carducci, letterato e docente universitario di grande fama. Egli ottenne il Nobel per la Letteratura nel 1906 «non solo in riconoscimento dei suoi profondi insegnamenti e ricerche critiche, ma su tutto un tributo all’energia creativa, alla purezza dello stile ed alla forza lirica che caratterizza il suo capolavoro di poetica».

Tra le sue opere più importanti, oltre ai vari saggi critici, le Rime Nuove e le Odi Barbare, in cui Carducci realizza un rinnovamento della metrica italiana e pone le basi per quella che sarà l’evoluzione poetica portata a compimento dal suo celebre discepolo, Giovanni Pascoli. Sebbene quest’ultimo non sia stato insignito del prestigioso premio, è innegabile che la sua attività poetica abbia gettato una luce inedita sul panorama letterario nazionale nella temperie culturale del Decadentismo.

Per un nuovo Nobel “italiano” dobbiamo aspettare il 1926, quando, per la prima volta, se lo aggiudica una donna. È la scrittrice Grazia Deledda, vincitrice del Nobel per la Letteratura «per la sua potenza di scrittrice, sostenuta da un alto ideale, che ritrae in forme plastiche la vita quale è nella sua appartata isola natale e che con profondità e con calore tratta problemi di generale interesse umano».

Grazie al celeberrimo romanzo Canne al vento (1913), la Deledda si impone sul panorama letterario nazionale superando gli ostacoli sociali, i pregiudizi che la marcavano per il suo sesso e per la marginalità del suo luogo di provenienza, l’isolato entroterra della Sardegna.

I premi si volgono alla scrittura teatrale e alla poesia: Pirandello e Quasimodo

Scrittore e drammaturgo, il celebre Luigi Pirandello ricevette il Nobel per la Letteratura nel 1934 «per il suo coraggio e l’ingegnosa ripresentazione dell’arte drammatica e teatrale». Il mondo del teatro e della letteratura deve tanto a questo genio italiano, il quale, sebbene all’inizio non sia stato compreso pienamente. Esso è riuscito dal secondo ventennio del XX secolo a inserirsi pienamente nel panorama teatrale, lasciando un segno indelebile nella produzione teatrale del suo secolo. Le innovazioni pirandelliane, già presenti nei romanzi, non fanno altro che esplodere sulla scena grazie al metateatro, esplicito nella trilogia dei Sei personaggi in cerca d’autore.

Nel 1959 l’Italia poté celebrare un altro Nobel, quello per la Letteratura conferito a Salvatore Quasimodo «per la sua poetica lirica, che con ardente classicità esprime le tragiche esperienze della vita dei nostri tempi».

Quasimodo, esponente di rilevo dell’ermetismo, è stato un illustre poeta e un grande studioso dei classici greci; lo dimostrano molte sue traduzioni e interpretazioni della poetessa lirica greca Saffo.

Ancora nel 1975 venne assegnato il Nobel per la Letteratura a Eugenio Montale, scrittore e poeta autore della celebre raccolta Ossi di Seppia. Il premio gli fu conferito per «la sua poetica distinta che, con grande sensibilità artistica, ha interpretato i valori umani sotto il simbolo di una visione della vita priva di illusioni».

Montale e Dario Fo

La visione di Montale, che si esplica per correlativi oggettivi, mostra una parola poetica disillusa e ormai lontana dagli idealismi dannunziani di fine Ottocento. Per questa aderenza al reale e questa visione scarnificata del vivere, meritò un premio tanto illustre.

L’ultimo autore italiano ad avere ricevuto il Premio è lo scrittore, regista e drammaturgo Dario Fo.

La sua opera artistica ricercata e fuori dagli schemi gli valse il Nobel nel 1997 secondo la critica poiché «seguendo la tradizione dei giullari medievali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi».

I Premi Nobel in altri ambiti: dalla scienza alla cooperazione per la pace

Il giornalista Ernesto Teodoro Moneta fu il vincitore del premio Nobel per la Pace nel 1907 – insieme al francese Louis Renault – in seguito ai suoi scritti e agli sforzi per fondare Società per la pace e la giustizia internazionale. Negli anni successivi questo riconoscimento venne ampiamente contestato quando Moneta si schierò a favore della campagna coloniale in Libia nel 1912 e dell’intervento nella Grande Guerra nel 1915.

Il Nobel del 1909 per la Fisica fu assegnato al noto scienziato italiano Guglielmo Marconi. Grazie all’invenzione del telegrafo senza fili, Marconi effettuò delle ricerche sulle onde radio. Tutto ciò, in seguito portarono alla nascita della radio e della televisione, rispettivamente nel 1924 e 1954.

I Premi Nobel per la fisica

Nel 1938 entrarono in vigore le leggi razziali fasciste che costrinsero molti ebrei ad abbandonare il Paese. Tra questi vi fu anche Enrico Fermi, giovane scienziato romano che si trasferì in America per poter continuare la sua attività di ricerca accademica. Fermi fu uno dei pionieri dello studio sui neutroni e sulla radioattività artificiale. Inoltre fu uno dei direttori tecnici del Progetto Manhattan che portò alla realizzazione della prima bomba atomica. Il Nobel per la Fisica gli fu conferito il 10 dicembre 1938, pochi giorni prima della sua definitiva partenza verso gli Stati Uniti.

Altro vincitore di un premio Nobel per la Fisica fu l’italiano, naturalizzato americano, Emilio Gino Segrè. Grande collaboratore di Enrico Fermi, fu costretto come lui ad emigrare a causa delle leggi antisemite, fu il vero scopritore dell’antiprotone. La scoperta gli valse il prestigioso premio nel 1959.  

Carlo Rubbia fu un Fisico che dedicò la sua vita allo studio delle particelle elementari e ai neutrini cosmici. Venne insignito del Premio Nobel per la Fisica nel 1984 con l’olandese Simon van der Meer per «il loro contributo determinante all’ampio progetto che ha portato alla scoperta dei campi di particelle W e Z, indicatori dell’interazione debole».

Riccardo Giacconi è tutt’ora uno degli astrofisici più eminenti del panorama internazionale. Nel 2002 ottenne il Nobel per la Fisica insieme ai colleghi Davis e Koshiba per le loro ricerche sullo spettro magnetico. Queste portarono ad identificare le prime sorgenti cosmiche in raggi X.

Gli unici vincitori della chimica e dell’economia

Nel 1963 Giulio Natta si aggiudicò il Nobel per la Chimica insieme al collega Karl Ziegler. Questo grazie a «le loro scoperte nel campo della chimica e della tecnologia dei polimeri». Le sue ricerche portarono alla realizzazione di nuovi e innovativi materiali impiegati nell’industria più avanzata.

Franco Modigliani è finora il primo e unico Nobel per l’Economia del nostro Paese. Ottenne il riconoscimento nel 1985 per le sue importanti teorie sulla finanza d’impresa e le analisi del risparmio.

I Premi Nobel per la medicina

Lo stesso anno del Nobel a Carducci, lo scienziato Camillo Golgi ottenne a pari merito con Santiago Ramón y Cajal il Nobel per la Medicina in seguito ai suoi studi sulla istologia del sistema nervoso.

Altro italiano naturalizzato statunitense fu Salvatore Luria. Il medico compì importanti studi sui batteriofagi, virus che infettano e sfruttano altri batteri per riprodursi. Inoltre, studiò anche i batteri che permisero il riconoscimento della virologia e della genetica batterica come discipline mediche indipendenti. Per le sue ricerche ottenne il Nobel per la Medicina insieme a Max Delbrück ed Alfred Hershey nel 1969.

Altra figura di rilievo nel campo della medicina fu il genetista Renato Dulbecco. Egli vinse il Premio Nobel nel 1975 dopo che ebbe scoperto il meccanismo d’azione dei virus tumorali nelle cellule animali.

Una delle figure più importanti e rappresentative del nostro Paese, promotrice di fondazioni e progetti benefici, nonché personaggio di spicco del panorama politico italiano fu la neurologa Rita Levi Montalcini, che ricoprì anche la carica di senatrice a vita della Repubblica Italiana. Le fu assegnato il Nobel per la Medicina nel 1986 grazie allo studio che permise di identificare il fattore di accrescimento della fibra nervosa.

Infine il genetista Mario Capecchi ha vinto il Nobel per la Medicina del 2007 insieme agli scienziati Martin Evans e Oliver Smithies; le loro scoperte riguardavano l’impiego di cellule staminali nei processi di modificazione genetica. È stato l’ultimo Nobel “italiano”.

Conclusioni

Dunque, il genio italiano è stato premiato in molteplici settori, dalla letteratura alla fisica, passando per la fisiologia e l’economia. La rilevanza culturale è però innegabile da un punto di vista letterario, poiché l’Italia da questo punto di vista è sempre stata fonte di ispirazione per gli altri paesi europei. Il modello neoclassico di Carducci, la poesia novecentesca di Montale e l’innovazione metateatrale di Pirandello sono eccellenze italiane che vantano un primato europeo.

Giulia Marianello per Questione Civile

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