La denuncia di una realtà sociale ancora attuale ne “La bambina che non esisteva” di Siba Shabik
“Se hai un segreto prendilo, portalo sull’Hindu Kush e nascondilo sotto una pietra”
“La bambina che non esisteva” è una storia vera fondata sulla menzogna e sulla tristezza, due sentimenti che convivranno per sempre in Samira/Samir. Protagonista della narrazione è una bambina, Samira, che diviene la vittima sacrificale di una grande colpa: quella di essere nata donna. Sarà costretta così a celare la propria identità per tutta la vita sotto le vesti di Samir, in nome di una tradizione che vede nelle donne l’incarnazione di una maledizione.
Il libro è il secondo romanzo della scrittrice iraniana Siba Shakib ed è stato pubblicato nel 2003. Attivista politica e regista, Siba Shakib è un personaggio a tutto tondo, una personalità completa che ha avuto la grande opportunità di poter ricevere un’istruzione e sfruttarla al meglio per raccontare la realtà del Medio Oriente. La scrittrice parte dal delicato tema della forte divisione tra i sessi suggerita dalla religione Islamica per mostrare con essa il volto più oscuro dell’Afghanistan. Partendo dal problema religioso, l’autrice denuncia il dramma della guerra, la piaga dell’analfabetismo, il terrore della violenza e degli stupri e la tragedia della povertà e della fame.
L’infanzia e la verità della bambina
La storia è ambientata in Afghanistan, tra le montagne dell’Hindu Kush. Daria e il comandante stanno aspettando la nascita del loro primo figlio. Quando arriva il giorno tanto atteso, a malincuore scoprono che il loro erede è una femmina.
«Solo un primogenito maschio può garantire al giovane comandante il rispetto dei suoi combattenti e della sua tribù, sui monti dell’Hindu Kush, in Afghanistan. Daria sa bene cosa può fare il villaggio se mette al mondo una bambina. Una femmina vale meno di una pecora, meno di niente. Potrebbe anche non esistere»
Il padre chiamerà sua figlia Samira, che significa ricchezza interiore, ma avrà vita breve. Da quel giorno infatti, per la volontà del padre di non perdere il proprio onore di comandante del villaggio, tutti la conosceranno come Samir e la bambina sarà cresciuta come un maschio. Sarà questo il segreto che Daria e il comandante nasconderanno per tutta la vita sotto le sacre rocce dell’Hindu Kush.
La vita scorre e il piccolo Samir cresce conquistando ogni giorno di più l’affetto e la stima del padre e della tribù. Non si accorge, però, del senso di oppressione e di terrore per il futuro celato negli occhi di sua madre. La scoperta della realtà con l’arrivo della pubertà sarà per Samira uno shock tale da toglierle la parola.
Completamente muta trascorre il termine della sua infanzia.Il tempo passa ed un brutto giorno le riportano il cadavere del suo amato padre. Quest’evento farà sì che, dopo anni di silenzio, il dolore la faccia parlare nuovamente. A Daria viene imposto di sposarsi di nuovo, ma lei si rifiuta ed una notte per farla cedere verrà violentata da più uomini. Samir aiuterà la madre, ma questo e molti altri fatti precedentemente accaduti porteranno Daria alla pazzia.
L’età adulta
Samira e sua madre si rifugeranno dal nonno materno e qui inizierà una nuova storia. Samir incontra molti altri personaggi e la narrazione assume un ritmo più incalzante e diviene ricca di colpi di scena.
Il nonno, ignaro del vero sesso di Samira, le trasmette l’amore per la cultura e inizierà ad andare a scuola. Nel nuovo villaggio incontrerà i fratelli Bashir e Gol-Sar, anche loro figli di un comandante. Bashir è un ragazzino esile e timido, che il padre vorrebbe diverso. Chiede a Samir di prenderlo sotto la sua ala e aiutarlo ad essere il degno figlio di un guerriero, proprio come lui. Da un’iniziale reciproca antipatia, nascerà una solida amicizia e Bashir finirà per somigliare all’amico, con grande soddisfazione del padre.
Gol-Sar è una bella ragazzina, che ha un’infatuazione per Samir. È sveglia e intelligente e, nonostante abbia ricevuto l’educazione repressiva che si impartisce alle femmine, sa leggere. L’amore per la cultura, condiviso con l’amica/amante Gol-Sar, la spingerà a battersi affinché l’istruzione sia impartita anche alle ragazze. Farà promettere a Gol-Sar di essere ella stessa un’insegnante in futuro. Insieme a Daria, apriranno nel villaggio la prima scuola per ragazze.
Samir vuole molto bene all’amica, perciò accetta la proposta di suo padre di prenderla in moglie per donarle la libertà. Nel frattempo, Bashir scopre la vera identità di Samira e, nonostante lo shock, decide di restarle accanto. La aiuterà ad escogitare una scappatoia. Samira, inscenando la sua morte dopo il matrimonio con Gol-Sar, fugge con lui e finalmente torna in possesso della sua femminilità; diventerà sua moglie, ma non si sente a suo agio nelle vesti di una tradizionale donna afghana.
Non è facile abbandonare Samir. Non riuscirà mai a essere Samira fino in fondo e sceglierà di tornare alla sua vecchia vita da maschio.
La condizione delle donne in Afghanistan
Nel 2021 i Talebani hanno ripreso il controllo di Kabul, mettendo fine a un periodo di relativa libertà per le donne garantita nel ventennio precedente dalla presenza delle truppe occidentali. Tutti i diritti faticosamente conquistati sono stati annullati e calpestati.
Nel moderno Afghnaistan le donne sono obbligate a coprirsi in pubblico, non posso studiare, lavorare e accedere a luoghi pubblici. In un ritorno a pratiche punitive brutali, è stata reintrodotta la fustigazione pubblica per chi è accusata di adulterio. Nel silenzio assordante della comunità internazionale è in atto un completo processo di spersonalizzazione di un essere umano. La situazione delle donne in questo Paese continua a peggiorare, al punto che è vietato loro far sentire la propria voce in pubblico e persino ascoltare la musica. Il dato più allarmante, come ci riporta anche Siba Shakib nel suo romanzo, è la negazione del diritto all’istruzione. Dopo i dodici anni le bambine non possono più frequentare la scuola.
Secondo le stime UNICEF oltre tre milioni di ragazze sono state costrette ad abbandonare gli studi nel primo anno di governo talebano. Il mancato accesso all’istruzione causa una potenziale perdita economica per il Paese, che l’Agenzia delle Nazioni Unite per l’Infanzia stima in 5,4 miliardi di dollari. Nasce così il fenomeno delle scuole clandestine femminili: tantissime bambine e ragazze ogni giorno si ritrovano a dover fare viaggi lunghi ore pur di inseguire il proprio sogno di studiare. A quanti vorrebbero cancellarle dalla scena pubblica, loro rispondono con coraggio e voglia di vivere che consente loro di dar vita ad una resistenza creativa.
Ginevra Tinarelli per Questione Civile
Bibliografia e sitografia
S. Shakib, La bambina che non esisteva, Piemme, 2009.
terredeshomme.it
azionecontrolafame.it

